Rurali, anche per Cga Sicilia il limite dei 35 punti è insuperabile

Roma, 18 dicembre – La maggiorazione del punteggio relativo all’esercizio pregresso dell’attività farmaceutica in sedi rurali nei concorsi per assegnazioni di sedi farmaceutiche va riconosciuta nel rispetto del tetto massimo insuperabile dei 35 punti (previsti dal dpcm n. 298/94) attribuibili complessivamente dai commissari per i titoli professionali posseduti da ciascun concorrente.

A ribadirlo è la sentenza  n. 546/2017 (pubblicata lo scorso 11 dicembre) del Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana.

Sulla questione, più volte affrontata dalla giurisprudenza amministrativa, orientata in via prevalente nel ritenere che la stessa vada risolta alla luce del principio di continenza, secondo cui i limiti massimi fissati dalla normativa di settore alla valutabilità dei titoli professionali vadano applicati indistintamente, e quindi anche con riguardo al requisito della ruralità maturato da farmacisti che possano vantare esperienze pregresse quali titolari o collaboratori di sedi farmaceutiche rurali, i giudici amministrativi siciliani ricordano che non sono tuttavia mancate posizioni divergenti rispetto alla tesi fatta propria dalla maggioritaria giurisprudenza di primo grado (su tutte, sia pure in relazione al concorso ordinario, va ricordata la nota sentenza del  Consiglio di Stato., sezione III, del 14 dicembre 2015, n. 5667), che – facendo leva sul carattere speciale e prevalente della disciplina normativa relativa alle farmacie rurali e sull’applicabilità del beneficio della maggiorazioni di punteggio, secondo la portata letterale della legge 221/68  – ammettevano anche oltre i limiti massimi fissati dalla normativa successiva per i titoli professionali.

La sentenza del Cga Sicilia (presidente Carlo Deodato, estensore Giulio Castriota Scanderberg) aderisce invece alla tesi prevalente e afferma che l’attribuzione della maggiorazione per ruralità vada pur sempre contenuta nei limiti del punteggio massimo attribuibile per titoli professionali posto che l’esercizio pregresso dell’attività farmaceutica in sede rurale è tipico titolo professionale, per il quale non si vede come non debba trovare applicazione il richiamato tetto massimo di cui al dpcm  298/94,  adottato in attuazione dell’art. 4, comma 9, della legge di riordino del sistema farmaceutico 8 novembre 1991, n. 362.

Né ha ragione di porsi una relazione di specialità tra la legge del 1968 e quest’ultima disposizioni normativa (e il pedissequo regolamento esecutivo), posto che è stata tale la legge del 1991 (ed il suo regolamento attuativo recato dal 298/94) ad aver disciplinato ex novo il regime del cumulo massimo dei punti attribuibili in ragione dei titoli professionali, così che sembrano esservi dubbi sul fatto che sia la legge anteriore a doversi leggere e coordinare con quella successiva, avente portata parzialmente abrogativa (se e nella misura in cui un candidato dovesse aver titolo, in ragione del riconoscimento della maggiorazione per ruralità a più di 35 punti e tanto non potesse ottenere in applicazione del tetto massimo di legge).

Né, osservano i giudici siciliani, ha motivo di porsi una questione di gerarchia tra le diverse fonti normative, posto che il regolamento è stato abilitato dalla legge a fissare criteri e limiti per l’attribuzione dei punteggi e tanto la fonte secondaria ha puntualmente eseguito in aderenza ai principi di riordino contenuti nella legge di autorizzazione.