Ruggiero (Lpi): “Ddl Concorrenza, il capitale scardinerà il sistema farmacia”

Roma, 30 giugno –  “Il ddl Concorrenza apre la strada a un vero e proprio oligopolio che nuocerà al servizio di assistenza farmaceutica e pregiudicherà autonomia e indipendenza della professione”.

Anche Ivan Ruggiero, presidente di Libere Parafarmacie italiane, condanna senza appello la scelta della maggioranza di governo di approvare alla Camera la legge annuale sul mercato e la concorrenza con norme che “tutelano i potentati e chiudono invece la porta in faccia ai farmacisti titolari di parafarmacia, ai cittadini, alle associazioni dei consumatori, all’Antitrust: in pratica per gli interessi di pochi il Governo ha chiuso la porta in faccia all’Italia e agli Italiani” ,

“Il Governo ha scelto di dare la possibilità a un ‘pinco pallo’ qualunque, senza abilitazione alla professione, senza laurea, di entrare in un settore protetto come le farmacie” afferma ancora Ruggiero “e non ha concesso ai laureati farmacisti titolari di parafarmacia la possibilità di vendere i farmaci di fascia C.

Facendo riferimento all’intervento di Bersani in Aula in sede di discussione generale sul provvedimento, il presidente di Lpi

esprime  “perfetta sintonia” con le considerazioni svolte dal rappresentante di Articolo 1:  “Il percorso delle liberalizzazioni doveva continuare con la fuoriuscita dei farmaci di fascia C e con il progetto di farmacia non convenzionata” sostiene Ruggiero. “Un percorso che poteva solo portare benefici all’Italia, in termini economici, di occupazione, di risparmi ai cittadini, che è stato bloccato solo per proteggere il settore delle farmacie, mentre poi lo stesso settore super-protetto è stato scardinato, permettendo alle multinazionali di fare da padrone. Si è preferita la logica commerciale a quella professionale”, osserva l’esponente delle parafarmacie, concordando con Bersani nel definire vergognoso questo modo di fare del nostro Governo.

“Questo meccanismo alla ‘cinese’ danneggerà tutti” continua Ruggiero. “I farmacisti puri, quelli che non si reputano commercianti, non gradiscono l’ingresso del capitale in farmacia, bensì preferiscono una sana concorrenza con il collega titolare di parafarmacia, in un sistema retto da un soggetto unico, appunto il farmacista, unico garante della salute pubblica”. 

“Le logiche commerciali lasciamole agli imprenditori, concediamo la possibilità ai farmacisti titolari di parafarmacia di poter svolgere liberamente la loro professione” conclude Ruggiero. “Perdere in farmacia la vendita dei Farmaci di fascia C significa perdere un valore di 40-50€ di cassetto che non porterebbe i danni di un sistema oligopolistico”.