Roma, i farmacisti nelle scuole, progetto contro le smart drug

Roma, 6 novembre – Un progetto per sensibilizzare l’opinione pubblica (con il mirino puntato in particolare sui teen agers), attraverso una corretta informazione “sul campo”, in ordine ai danni gravissimi danni che possono essere procurati dall’uso delle cosiddette smart  drugs, le famigerate “pasticche” che molti ragazzi “si calano”, in particolare nelle occasioni “ricreazionali” del fine settimane. Quelle pastiglie, per intenderci, che hanno nell’ecstasy (in genere a base di Mdma, sostanza amfetaminica allucinogena) il loro indiscusso campione: si tratta infatti della droga più popolare (dopo la cannabis) tra i giovani tra i 14 e i 25 anni e il suo consumo è spesso correlato alle tragiche notizie sulle “stragi del sabato sera” che trovano spazio, purtroppo con frequenza, su giornali e tv.

Il progetto si chiama “Smart drug? No Grazie”, ed è in primo luogo frutto della determinazione e dell’impegno di una farmacista dell’Asl Rm 6, Marina Bruno, che lo ha concepito, condiviso e perseguito con grande tenacia, coinvolgendo nell’iniziativa la dirigenza della sua Azienda sanitaria, l’Ordine dei Farmacisti di Roma, il comune di Velletri (città in cui vive) e – da ultimo ma certamente non ultima, anche per il sostegno finanziario all’iniziativa –la Regione Lazio.

Il progetto è stato strutturato in quattro fasi: la prima è consistita nella selezione, insieme all’Ordine dei farmacisti romano, di dieci giovani farmacisti, vera e propria task force dell’iniziativa,  ai quali è stato subito somministrato un corso di formazione  finalizzato a fornire loro le conoscenze necessarie per sostenere l’attività di informazione e sensibilizzazione nelle scuole medie superiori. Questa fase, condotta con particolare scrupolo e attenzione, ha visto il coinvolgimento di esperti in psichiatria (Claudia Battista e Alessio Giampà), in cardiologia (Giovanni Sarli) e legali (l’avvocato Giovanbattista Maggiorelli), docenti insieme alla stessa Bruno del corso formativo.

Esaurito il training, la task force dei farmacisti ha cominciato il lavoro sul campo (fase due), tenendo “lezioni” di due ore (poco cattedratiche e molto orizzontali e coinvolgenti) negli istituti scolastici medi e medio-superiori del territorio. Quattro le scuole che hanno ospitato il progetto: tutte le terze classi della scuola media dell’Istituto comprensivo “Mariani, alcune classi dell’istituto Cesare Battisti, sia dell’indirizzo tecnico che di quello agrario, sempre a Velletri, e le seconde classi del Liceo James Joyce di Ariccia. Ai ragazzi è stato chiesto di compilare un modulo (garantendo l’anonimato) o prima e dopo la lezione, che sarà poi valutato dal Dipartimento di prevenzione dell’Asl Rm 6, al fine di misurare l’efficacia delle lezioni.

Il progetto (fase tre) ha coinvolto, attraverso i programmi di Ecm obbligatorio, anche i farmacisti che lavorano sul territorio, debitamente aggiornati sulle “smart drugs”,  con particolare attenzione agli aspetti farmacologici e tossicologici di queste sostanze. Agli stessi farmacisti sono stati anche forniti volantini appositamente realizzati da distribuire  ai genitori, ai familiari o ad amici di ragazzi a rischio di  utilizzano di queste sostanze o che chiedano aiuto o semplici informazioni in farmacia. Nei volantini sono indicati i riferimenti telefonici e gli indirizzi e-mail di tutti i servizi (Tsmree, Serd, Csm) della Asl Rm 6.

Al corso Ecm organizzato dall’Ordine di Roma a Velletri, inoltre, è stato consegnato a tutti i farmacisti partecipanti un opuscolo informativo sulle smart drugs e altre sostanze stupefacenti, una utile ed esaustiva “summa” delle caratteristiche  di tutte le sostanze utilizzate per lo sballo, insieme a un poster da affiggere sulle vetrine delle farmacie,  così da attestare la loro adesione al progetto e reiterare, al contempo, il messaggio del progetto Smart drug? No grazie.

L’attento monitoraggio degli ingressi alle strutture sanitarie della Asl Rm 6 che si occupano di tossicodipendenza  (Pronto soccorso, Servizio per il trattamento delle dipendenze, Centro salute mentale e Tutela salute mentale e Riabilitazione in età evolutiva) partito un anno prima dell’inizio del progetto e proseguito durante l’anno di svolgimento dello stesso (fase quattro) consentirà di evidenziare l’efficacia dell’iniziativa.

L’auspicio di Marina Bruno e di chi ha creduto nel progetto (Regione Lazio, Ordine di Roma, Comune di Velletri, scuole e tutti coloro che vi hanno preso parte) è che esso possa rappresentare  “l’inizio di un lungo percorso nel quale il farmacista si proponga come promotore di interventi di prevenzione su tutto il territorio nazionale” come ha voluto spiegare la stessa Bruno. “Siamo dei professionisti ed è arrivato il momento di dimostrarlo con iniziative preventive e di forte impatto sociale e umano. Il farmacista è e sarà sempre un amico dei cittadini pronto a tendere una mano a  tutti coloro che ne hanno bisogno”.