Sifo, appropriatezza e sostenibilità i temi al centro del congresso

Roma, 24 novembre – “Il farmacista ospedaliero è una risorsa del sistema salute ed è pronto a farsi pieno carico della responsabilità del suo ruolo, che però deve avere un pieno riconoscimento istituzionale e non essere più marginalizzato. Possiamo, dobbiamo e vogliamo concorrere ad affrontare i temi della sostenibilità, dell’appropriatezza, dell’innovazione e della ricerca, della multidisciplinarietà e dell’integrazione delle competenze e puntiamo a realizzare questo percorso attraverso un confronto con tutti gli interlocutori istituzionali e professionali della sanità, per delineare con loro una visione moderna e condivisa della sanità pubblica. Nel futuro del sistema salute, i farmacisti ospedalieri vogliono essere una componente integrante e necessaria, in ragione delle competenze e conoscenze peculiari e specifiche di cui sono portatori”.

Così Simona Serao Creazzola (nella foto) presidente di Sifo, ha sintetizzato quello che è a un tempo il senso e l’obiettivo del 38° congresso nazionale della Società italiana di farmacia ospedaliera, apertosi ieri a Roma nelle sale del centro congressi dell’Hotel Rome Cavalieri, dove si svolgerà fino a domenica 26.

Un congresso tutto proiettato sul futuro, come peraltro dichiara esplicitamente il titolo scelto per la grande assise professionale SifoCare: il Farmacista nel futuro del Sistema salute.

Responsabilità del ruolo, per la presidente della Sifo,  significa anche declinare concretamente i temi della sostenibilità, dell’appropriatezza, dell’innovazione,  ricerca e sviluppo, e della multidisciplinarietà, della perché il farmacista si proietta nel futuro del sistema salute come parte integrante dello stesso con le conoscenze e competenze che gli sono proprie. Accompagnandosi in questo percorso con tutti gli interlocutori autorevoli di riferimento e delineando insieme a loro una visione nuova e largamente condivisa di salute pubblica».

“Abbiamo costruito il percorso congressuale guardando ai temi di stretta attualità” spiega il presidente del Comitato organizzatore del congresso Arturo Cavaliere “ma proiettandoli in chiava diacronica e interrogandoci su quello che può e deve essere il ruolo del farmacista ospedaliero all’interno delle profonde trasformazioni in atto nella  sanità, che toccano i processi di cura, i farmaci, l’organizzazione dei servizi e la stessa innovazione. Per questo – continua Cavaliere – il programma, nelle sue sessioni plenarie e in quelle parallele, toccherà temi nevralgici come, per citarne qualcuno, i nuovi Lea, la nuova legge sulla responsabilità professionale, con la presenza di chi l’ha firmata, e il nuovo codice degli appalti, ma anche i vaccini, la cannabis per uso medico, le nuove frontiere della medicina di precisione in oncologia”.

Come da prassi, la giornata inaugurale si è aperta con gli indirizzi di saluto dei dei rappresentanti politici e istituzionali, primi interlocutori  della Sifo  (insieme a Regioni, altre professioni sanitarie e industria farmaceutica)  nel dialogo per definire il futuro della sanità pubblica e, al suo interno, del farmacista ospedaliero. A seguire, il presidente di Aifa Stefano Vella ha proposto la sua lettura magistrale, sul  tema Dall’Aids alla salute globale: un modello per l’accesso universale ai farmaci.
I lavori entrano nel vivo oggi, con la prima sessione plenaria dedicata alla sicurezza delle cure e alla responsabilità professionale, che vedrà appunto la presenza del promotore della legge dedicata al tema, il responsabile Sanità del Pd Federico Gelli. Ma è solo l’antipasto dell’agenda congressuale, che prevede oltre 50 sessioni scientifiche differenziate tra plenarie e parallele, un programma davvero imponente finalizzato a delineare direzioni e percorsi per il farmacista Ssn nel prossimo futuro. Il filo rosso è quello dell’individuazione, della proposta e dello sviluppo di modelli organizzativi e gestionali in grado di conciliare esigenze cliniche ed esigenze economiche e capaci di facilitare e rendere più efficienti ed efficaci molti processi nei quali, già adesso, i farmacisti ospedalieri rappresentano uno snodo strategico di fondamentale importanza per mantenere sostenibile il sistema, migliorare la pratica clinico-assistenziale ed elevare gli standard di cura.