Roma, Ama non ritira i farmaci scaduti, le farmacie: ‘Intollerabile’

Roma, 9 gennaio – Oltre che con la drammatica  emergenza rifiuti che la sta soffocando da settimane, Roma deve fare i conti in questi giorni con un’altra emergenza, quella dei farmaci scaduti, che i cittadini smaltiscono negli appositi contenitori allestiti nei pressi delle farmacie. Purtroppo, però, quei contenitori assomigliano ogni giorno di più ai cassonetti che tracimano ammassi di rifiuti in ogni strada della Capitale ed è letteralmente impossibile depositarci anche solo un blister di aspirine. Il risultato? Montagnole di farmaci scaduti abbandonati per terra accanto ai punti di raccolta, con quali rischi per i cittadini è facile immaginare.

Una situazione ben oltre il livello di guardia, oggetto da tempo di segnalazioni e proteste da parte dei cittadini e delle stesse farmacie e ovviamente aggravatasi dopo le festività natalizie. A darne un ampio resoconto, nel giorno dell’Epifania, è stata l’edizione romana del Corriere della Sera,  in un articolo che raccoglie la denuncia di Osvaldo Moltedo, presidente di Federfarma Lazio (nella foto).

“È un disservizio intollerabile” ha dichiarato Moltedo al quotidiano. E se nel bidone si rompe la chiusura di sicurezza, incidente che è avvenuto moltissime volte negli ultimi mesi, il contenitore non viene cambiato”.

Il problema (che nella Capitale è purtroppo ricorrente) è che i cittadini – impossibilitati a lasciare i farmaci di cui debbono disfarsi negli appositi contenitori e volendo evitare di depositarli per strada – si rivolgono ai farmacisti, i quali sono a loro volta impossibilitati a intervenire, dal momento che non possono farsi carico di ritirare le medicine portate dai cittadini, anche perché le leggi vietano tassativamente di custodire farmaci scaduti all’interno delle farmacie.

Senza considerare che, davanti a molti esercizi, manca addirittura il bidone per la raccolta e, quando c’è, è molto spesso rotto.

Il Corriere della Sera riferisce l’entità del problema: molti esercizi di ben nove Municipi (per la cronaca sono II, IV, V, VI, VII, XII, XIII, XIV e XV) hanno segnalato a Federfarma dal l° primo dicembre a oggi che i bidoni erano stracolmi oppure non c’erano proprio.

“Ma non è possibile neanche ammassare i sacchetti pieni di scatoline sui bidoni all’aperto” dichiara al riguardo Moltedo. “Non è solo un problema di decoro, ma di sicurezza: vagabondi e animali randagi potrebbero provare a prendere le medicine scadute. E se dovessero ferirsi con le siringhe o assumere pillole o fiale scadute, di chi sarebbe la responsabilità?”

La situazione è in ogni caso così grave che Federfarma, subissata di lamentele dalle farmacie associate ma anche da cittadini, è costretta da un mese  a dedicare un numero telefonico e una mail, presidiate ogni giorno da un impiegato, per inoltrare le segnalazioni all’Ama senza perdere tempo.

L’Ama, però, non ci sta a passare come responsabile unica della s  replica: “Degli oltre 750 punti di raccolta dei medicinali caduti in città, la gran parte risulta funzionante e capiente. E comunque stiamo lavorando per sostituire in fretta i bidoni rotti” ha dichiarato l’Azienda dei rifiuti capitolina al Corriere della Sera, consigliando anche ai cittadini di ammassare i foglietti illustrativi e le scatole vuote dei farmaci nei contenitori di carta e cartoni, così da non occupare spazio prezioso per blister, fiale e siringhe nei bidoni delle medicine scadute.

“I bidoni devono essere regolarmente svuotati” taglia corto Moltedo. “Il farmacista deve fare pure i conti con tanti incivili che abbandonano in buste fuori, a terra, i farmaci scaduti. E non tutti accettano di riportare a casa i sacchetti e tornare dopo qualche giorno“.

Ma il bersaglio principale del presidente di Federfarma Lazio resta l’azienda dei rifiuti capitolina: “A volte dall’Ama si sono giustificati dicendo che avevano problemi di personale”  racconta Moltedo “asserendo che, essendo in pochi,  qualche assenza per fare saltare la raccolta. Ma sono giustificazioni inaccettabili per una città come Roma. Non si possono fare le nozze con i fichi secchi“.