Ritardi vaccini Covid, l’Avvocatura di Stato invia diffida a Pfizer

Roma, 26 gennaio – Ritardi nella fornitura dei vaccini anti Covid, il Governo passa alle vie di fatto. L’Avvocatura generale dello Stato ha inviato ieri alla Pfizer, per conto del Commissario Visualizza immagine di originestraordinario all’emergenza Covid, Domenico Arcuri, una diffida, invocando il  rispetto degli obblighi contrattuali relativi alla consegna, nelle quantità stabilite, delle dosi destinate alla campagna di vaccinazione del nostro Paese.

“Il Commissario straordinario” si legge in una nota diffusa ieri “valuterà inoltre nelle prossime ore le ulteriori azioni da intraprendere, in sede nazionale ed europea, a tutela della regolare prosecuzione della campagna di vaccinazione e, più in generale, della salute dei cittadini”.

Peraltro, secondo quanto riferito nei giorni scorsi da diverse agenzie e giornali, il contratto sottoscritto con Pfizer non lascerebbe molti margini per rivalersi contro l’azienda, dal momento che il controllo sulle eventuali inadempienze è previsto su base trimestrale, e non sulle forniture settimanali. Il che significa che se Pfizer non dovesse consegnare all’Italia entro marzo le 8 milioni e 749 mila dosi pattuite, come da tabella allegata al contratto per il primo trimestre, la penale scatterebbe. Se viceversa, come assicura Pfizer, le forniture tornassero a regime, ottenre soddisfazione sarà difficile, anche se il contratto contiene un’altra clausola  che prevede che la fornitura debba essere omogenea nell’arco dei singoli trimestri ed eventuali modifiche debbano essere comunicate con un anticipo congruo (e qui, dunque, la nostra Avvocatura di Stato avrebbe qualche carta da giocare l’Italia, alla luce dei reiterati  cambi di programma di Pfizer nelle ultime due settimane. In ogni caso, al di là della diffida, quel che sembra sufficientemente chiaro è che non potranno esserci contestazioni fino al prossimo 31 marzo.

Anche l’Europa fa in ogni caso la voce grossa per i ritardi nelle forniture, “strigliando” anche Astrazeneca, azienda che, come Pfizer, ha annunciato ritardi nella consegna dei suoi Risultato immagine per kyriakides stellavaccini anti-Covid, che peraltro debbono ancora essere approvati dall’Ema (probabilmente venerdì prossimo, 29 gennaio). A quanto si apprende da fonti della Commissione, però, ancora non si pianificano azioni legali contro le case farmaceutiche. Palazzo Berlaymont  confida ancora di risolvere la situazione con il dialogo con le aziende, pur lasciando campo libero ai paesi dell’Unione sulla possibilità di ricorrere alle vie legali (l’Italia è finora l’unica ad averlo fatto, con la diffida di cui si è detto).

Ursula von der Leyen, in ogni caso, ieri ha parlato al telefono con i vertici di AstraZeneca.  L’Ue si attende “una consegna nei tempi previsti”, come espressamente richiesto da von der Leyen a Pascal Claude Roland Soriot di Astrazeneca. Sempre ieri era in calendario una teleconferenza tra i rappresentanti degli Stati membri dell’Unione, esponenti dell’azienda e la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides (nella foto a sinistra),  del tutto insoddisfatta degli annunci e delle comunicazioni fin qui rilasciate da AstraZeneca e decisa a ottenre ifnromazioni precise, in particolare, sul numero di dosi prodotte finora.