Rinnovo convenzione, la Sisac apre anche il tavolo dei MMG

Roma, 12 settembre – Grande via vai in casa Sisac, dove giovedì 14 – a una settimana di distanza dall’incontro con le rappresentanze dei farmacisti – arriveranno le delegazioni sindacali dei medici di medicina generale per l’apertura del tavolo per il rinnovo della convenzione.

Un tavolo al quale i sindacati medici, Fimmg in testa, arrivano con le migliori intenzioni e con la dichiarata volontà – espressa dal segretario nazionale del sindacato Silvestro Scotti  – di arrivare il più rapidamente possibile “al risultato della firma di un Acn atteso da troppi anni”.

I contenuti dell’atto di indirizzo approvato a fine luglio dal Comitato di settore delle Regioni e licenziato venerdì scorso dal governo sembrano costituire un soddisfacente punto di partenza. Dagli adeguamenti economici all’impegno delle Regioni ad agevolare l’accesso dei giovani medici alla convenzione, per agevolare il ricambio generazionale; dal recepimento del Piano nazionale sulla prevenzione vaccinale (facendo rientrare l’attività vaccinale tra i compiti del medico e prevedendo una remunerazione legata al risultato) al Piano nazionale della cronicità, con il medico di famiglia chiamato a coordinare l’attività clinica; dal superamento della dualità medico di famiglia/medico di guardia nei differenti modelli organizzativi regionali, alla riforma dei compensi, con l’introduzione di meccanismi premiali legati al monitoraggio e alla valutazione dei livelli di servizio  e della qualità di assistenza offerti ai cittadini, così da superare il pagamento a prestazione: questi i punti più rilevanti del nuovo accordo che sarà discusso al tavolo Sisac, alla quale Fimmg chiederà un miglioramento del regolamento di partecipazione, “per garantire coerenza soprattutto alle aggregazioni sindacali”, con l’auspicio che anche “tutti gli altri sindacati portino sul tavolo un approccio responsabile”.
Non mancano però le criticità: Mentre a livello centrale, sia a livello di Governo che delle Regioni, registriamo un clima positivo orientato al dialogo e alla collaborazione” spiega Scotti “a livello periferico stiamo verificando un aumento delle conflittualità  tra medicina generale e alcune amministrazioni regionali”.

Il riferimento è, in particolare, alla Regione Veneto, dove secondo Scotti “si determina una inspiegabile chiusura  di qualsiasi canale di dialogo, minacce di provvedimenti vessatori nei confronti dei medici di famiglia circa le modalità di protesta da questi messe in campo”.

Mentre aspettiamo e speriamo in segnali di ripresa di una dialettica sindacale e non giudiziaria o disciplinare, i medici di famiglia italiani devono sapere che tutta la Fimmg è al loro fianco e non li lasceremo soli” continua il segretario del sindacato. Che poi  conclude con un avvertimento che suona inevitabilmente minaccioso : “Qualora per le azioni di protesta che blocchino i compiti amministrativi e non quelli assistenziali qualcuno ritenga di attivare provvedimenti disciplinari a carico di un solo medico di famiglia, si preparino a dover determinarli nei confronti di tutti i nostri iscritti perché a quel provvedimento seguirà – come è  stato deciso in segreteria nazionale – la dichiarazione della stessa protesta su tutto il territorio nazionale”.