Rinnovo Ccnl farmacie private, assemblea sindacale a Roma

Roma, 14 giugno – È il riconoscimento della professionalità dei farmacisti collaboratori, sia in termini retributivi, sia in termini di opportunità di formazione (intesa non solo come Ecm ma, soprattutto, come aggiornamento continuo per la crescita professionale, anche in funzione dei nuovi servizi in farmacia), il vulnus principale del Ccnl dei dipendenti delle farmacie private, ormai scaduto da quattro anni.

Questa la concorde indicazione emersa dall’assemblea che le sigle dei sindacati confederali di categoria del Lazio Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uitucs Uil hanno tenuto nei giorni scorsi a Roma, per un necessario confronto finalizzato a raccogliere dai farmacisti dipendenti da farmacia privata le considerazioni e valutazioni sulla piattaforma per il rinnovo del contratto, già presentata nelle sue linee portanti a Federfarma nazionale.
Molto apprezzati alcuni dei punti presentati dai coordinatori dell’incontro – Gino Viero per Filcams, Giovanna Catizone per Fisascat e Nunzio G. Nicotra  per Uiltucs -, come la proposta di un fondo di assistenza sanitaria integrativa e la previsione per l’Ente bilaterale di accedere ai fondi interprofessionali Inps e ai finanziamenti europei. Accoglienza altrettanto positiva per la  proposta d’inserire una quota di garanzia obbligatoria a carico dei titolari nelle Regioni in cui non arriva a conclusione la contrattazione integrativa.
Il nodo irrisolto resta quello della retribuzione. Come ricordato da Viero, Catizone e Nicotra, in relazione alle medie retributive nazionali e alle comparazioni con altri Paesi, i farmacisti italiani sono fra i meno pagati d’Europa e forse del mondo, nonostante i cinque anni di corso di laurea, il superamento dell’esame di Stato e le molte e delicate responsabilità di cui debbono farsi carico nell’espletare il loro lavoro.
Tra le indicazioni emerse nel corso dell’assemblea, quella di assumere ogni iniziativa utile ad allargare le prospettive occupazionali per la professione del farmacista in ambiti diversi dalla farmacia privata (come ad esempio scuole e ospedali). Una richiesta che – al di là delle giustificate preoccupazioni per un futuro che, sotto il profilo del lavoro, per i laureati in farmacia si annuncia abbastanza problematico –  è in tutta evidenza anche espressione della insoddisfazione per l’angusto percorso di carriera e per gli scarsi riconoscimenti oggi possibili all’interno delle farmacie private.
A conclusione dell’assemblea, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno annunciato che l’andamento del tavolo contrattuale sarà monitorato in permanenza, dandone tempestiva e diretta comunicazione ai collaboratori negli incontri dei gruppi di lavoro che – grazie anche alla disponibilità offerta al riguardo dalla Commissione Lavoro dell’Ordine dei farmacisti di Roma, della quale fanno parte gli stessi Viero, Catizone e Nicotra  – saranno organizzati già a partire dalle prossime settimane per raccogliere ed elaborare idee in merito alle strategie per allargare le prospettive occupazionali dei farmacisti collaboratori. Chi fosse interessato a partecipare ai gruppi di lavoro potrà contattare Nunzio Nicotra al 347 7284093. Altri riferimenti verranno comunicati prossimamente.

Movimenti sul fronte del rinnovo del Ccnl si registrano anche in ambito datoriale, dove Federfarma ha già provveduto a istituire la Commissione Lavoro, che sarà coordinata da Giuseppe Palaggi (Viterbo) e che si riunirà già la prossima settimana prossima per iniziare  a tracciare la road map della ripresa delle trattative con i sindacati dei dipendenti.

Dal sindacato dei titolari continuano ad arrivare segnali in direzione di un ripristino di un clima più disteso e costruttivo nelle relazioni con le sigle sindacali dei lavoratori. “Prestiamo fede all’impegno assunto pubblicamente già in campagna elettorale” afferma Osvaldo Moltedo, segretario nazionale di Federfarma, anch’egli direttamente impegnato nella commissione che si occuperà del rinnovo contrattuale. “Il rinnovo del Ccnl è una delle nostre priorità e occorre definire una piattaforma più coerente con le evoluzioni in atto e che tenga conto delle condizioni e delle esigenze di mercato, evitando le rigidità e chiusure pregiudiziali del passato anche recente”.

“Servono pragmatismo, aderenza alla realtà e buon senso” conclude Moltedo “e in Federfarma pensiamo di averne in quantità sufficienti, come peraltro dimostrano i segnali di disponibilità che abbiamo voluto dare fin dal momento del nostro insediamento ai vertici del nostro sindacato. Altrettanta apertura e disponibilità, ovviamente, ce l’aspettiamo anche da chi siede dall’altra parte del tavolo”.