Riforma Ordini, deluse Fnomceo e Fofi:
“Si doveva fare di più”

Roma, 27 ottobre – Più che una legge di riforma, un provvedimento che ridefinisce meccanismi gestionali e amministrativi, ma non dà risposta alla vera necessità dei medici e dei cittadini, che era e resta quella – a più di settanta anni dalla legge istitutiva del 1946 – di una ridefinizione del significato e della mission degli Ordini nell’attuale contesto sanitario e sociale, anche alla luce delle profonde modifiche intervenute nel loro ruolo e nelle loro funzioni.

Questo il secco giudizio negativo della Fnomceo all’indomani dell’approvazione del ddl Lorenzin su sperimentazioni cliniche e riordino delle professioni sanitarie, licenziato ieri a Montecitorio e ora atteso dalla terza e (forse) ultima lettura in Senato.

“Siamo d’accordo con chi ritiene che la professione dei medici e di tutti gli operatori sanitari rappresenti un valore unico e insostituibile per il nostro Paese, un valore da tutelare e non da mortificare” si legge in una nota diramata dalla federazione professionale di medici e odontoiatri. “Attendiamo altresì fiduciosi che la politica, attenta ai veri problemi della società e dei cittadini,  sappia e voglia rimediare”.
“La Federazione è stata attenta e collaborativa in tutti questi anni al lungo e travagliato percorso della legge di riforma degli Ordini” spiega ancora la Fnomceo, evidenziando come “la Camera dei Deputati ha tentato di apportare dei correttivi ad un testo completamente stravolto in Commissione Affari Sociali della Camera rispetto a quanto era stato licenziato in Senato, e sufficientemente condiviso.Tali correttivi non mutano tuttavia la ratio né la sostanza del provvedimento, molto lontane da una vera riforma degli Ordini – attesa e auspicata da medici e cittadini”.

Che dunque, per quella che è la valutazione di Fnomceo, resta ancora da venire.

Molto critico anche il giudizio del presidente e del vicepresidente della Fofi, Andrea Mandelli e Luigi D’Ambrosio Lettieri.

“Dopo 70 anni di storia al servizio della collettività e del Paese, gli Ordini delle professioni sanitarie meritavano ben altra riforma rispetto a quella che viene a disegnarsi dopo il voto della Camera di ieri sul DdL Lorenzin” afferma il primo, in una dichiarazione rilanciata dall’agenzia giornalistica  Il Velino“Non solo si complica, senza necessità alcuna, la vita delle rappresentanze professionali, stravolgendo il testo faticosamente approvato al Senato, ma si elimina anche la norma, contenuta nell’articolo 16 del testo precedente, che, ammettendo la presenza in farmacia di altre professioni sanitarie, avrebbe permesso di rendere ai cittadini i servizi previsti dalla Legge sulla farmacia dei servizi”.

“Generalmente in un sistema bicamerale le doppie e triple letture dei provvedimenti hanno lo scopo di introdurre dei miglioramenti” osserva da parte sua D’Ambrosio Lettieri. “In questo caso l’iter del ddl Lorenzin è servito a rovinare il poco di buono che c’era, deludendo le aspettative delle rappresentanze che pure erano state audite allo scopo di predisporre una riforma all’altezza delle necessità del Paese”.