Fip, manuale d’uso per la riconciliazione farmacologica

Roma, 9 marzo – Le terapie farmacologiche prescritte nelle transizioni di cura (come, per fare i più classici degli esempi, le dimissioni da un ospedale o il consulto di specialisti medici diversi) presentano spesso tra di loro differenze non riconducibili a una mutata condizione clinica del paziente. Si tratta di discrepanze non intenzionali che possono però determinare gravi danni se non individuate e correttamente comunicate. Una recente revisione di Cochrane, per esemplificare i termini del problema, ha rilevato che il 55,9% dei pazienti è a rischio di avere una o più discrepanze farmacologiche nelle transizioni di cura. Per questo, è necessario, in queste particolari circostanze, effettuare un confronto tra i medicinali assunti dal paziente e quelli indicati per la cura nella specifica occasione, il tutto in funzione di una decisione prescrittiva sicura e appropriata agli obiettivi terapeutici.

In altre parole, si tratta di avviare quel processo di riconciliazione della terapia farmacologica nei passaggi tra ambiti di cura diversi che, identificando la lista completa dei farmaci assunti dal paziente, li confronti con le prescrizioni mediche correnti, rilevi e risolva eventuali discrepanze e documenti e comunichi adeguatamente ciascuna modifica della terapia.

Proprio alla riconciliazione farmacologica (che, per venire al nostro Paese, è un elemento di primo piano nei cronoprogrammi stilati dalle Regioni coinvolte nella sperimentazione della farmacia dei servizi) è dedicato il volume realizzato e pubblicato un paio di settimane fa dalla Fip, la Federazione farmaceutica internazionale, espressamente rivolto ai farmacisti e intitolato appunto  Medicines reconciliation: a toolkit for pharmacists.

Una sorta di “cassetta degli attrezzi” che si propone di fornire ai farmacisti gli strumenti necessari per poter contribuire alla terza sfida globale per la sicurezza dei pazienti dell’Oms,  Farmaci senza danni: in particolare, il lavoro della Fip fornisce un quadro per l’attuazione della riconciliazione farmacologica come un processo strutturato per minimizzare gli errori correlati ai farmaci e i relativi Catherine Duggandanni, delineando i principi e i processi che i farmacisti dovrebbero seguire nello svolgimento un servizio professionale di fondamentale importanza per il miglioramento della qualità delle cure e componente essenziale nella riduzione degli errori nelle terapie e nell’assicurare la sicurezza dei pazienti.

“La riconciliazione dei medicinali rappresenta un servizio chiave in tutte le transizioni di assistenza e, se guidata dai farmacisti, è efficace nel ridurre i danni correlati ai farmaci ai pazienti”  ha spiegato  Catherine Duggan, Ceo di Fip (nella foto).Con questo servizio, i farmacisti possono applicare le loro competenze in materia di medicinali per ridurre al minimo gli errori e ottimizzare l’uso dei medicinali, con conseguenti impatti positivi sui risultati pazienti, clinici ed economici. La riconciliazione dei medicinali dovrebbe essere praticata in ogni ambiente sanitario”.

La FIP ospiterà prossimamente un  webinar ad accesso gratuito sulla riconciliazione dei medicinali, basato proprio sul toolkit appena realizzato. Ulteriori approfondimenti sulla materia sono reperibili nella ricca bibliografia che correda la pubblicazione, che è accessibile a questo link: Medicines reconciliation: a toolkit for pharmacists.