Ricciardi (Iss):“Indicatori peggiorati, Roma sempre meno in salute”

Roma, 2 ottobre –  Se la salute di un Paese si vede da quella della sua capitale, bisogna concludere che l’Italia è messa piuttosto male, almeno a prendere per buone (e, provenendo dal responsabile del più autorevole organismo tecnico-scientifico del Paese in materia di salute, non c’è ragione di non farlo) le dichiarazioni del presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi, in occasione del convegno Crescita vs Crisi, promosso e organizzato a Roma dalla ministra della salute Beatrice Lorenzin e tenutosi  nei giorni scorsi nell’hotel Parco dei Principi, con la partecipazione (solo per ricordare i nomi più prestigiosi)  dei ministri dell’economia Pier Carlo Padoan, degli Affari Esteri Angelino Alfano e dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

“Roma è l’unica tra le 28 capitali dell’Ue che ha peggiorato i suoi indicatori di salute negli ultimi anni” ha detto Ricciardi, spiegando che tutti gli indicatori –  da quelli più solidi, che sono l’aspettativa di vita e la mortalità infantile, a quello per patologie tumorali –  attestano un peggioramento della situazione dei cittadini romani rispetto al resto di Italia.

“Se hai una patologia neoplastica e vivi in una regione del Nord hai un trattamento e quindi un’aspettativa di vita maggiore rispetto a quella romana” ha chiarito il presidente dell’Iss. “I cittadini che rinunciano per motivi economici alle cure al Nord sono molti di meno rispetto al Sud. E il Sud Italia comincia a Roma”.

Ricciardi ha parlato anche della prevalenza di quella che è la malattia sociale per antonomasia, il diabete, che colpisce tra il 6 e il 7% della popolazione romana, mentre normalmente la media italiana è del 5%. “I romani si lamentano anche dell’accessibilità ai servizi, delle liste d’attesa” ha aggiunto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, per concludere che “i cittadini quando utilizzano i servizi italiani sono soddisfatti, nel caso di Roma questa soddisfazione si colloca ai livelli più bassi del Paese”.

Una “diagnosi”, quella di Ricciardi, che ha trovato eco nell’intervento della ministra Lorenzin, più spostato sul declino della Capitale sul versante sociale, con conseguenze molto pesanti soprattutto per le fasce più deboli della popolazione. “Ultimamente quello che vediamo ci pone quasi al di fuori di quello a cui eravamo abituati: tanta povertà, tanti bambini poveri, tanti anziani poveri, tante donne sole” ha detto Lorenzin, con un esplicito riferimento anche alla droga.  “La mia impressione è che la città sia piena di droga. Rivediamo le siringhe per strada, rivediamo i tossici per strada, gli spacciatori di eroina. Siamo pieni di cocaina. Si fa finta di non vedere come se il problema non ci fosse più, in realtà aggredisce tutti i ceti sociali e tutte le età, insieme all’alcol”, ha denunciato la ministra, sottolineando che “gli spacciatori lavorano soprattutto sui giovani”.

Una condizione così degradata prodotta, secondo la ministra, da tante cause, prima tra le quali la mala gestio del governo della città,  che peraltro Lorenzin lascia solo intendere, senza fare  alcun esplicito riferimento ad amministratori presenti e passati, se si eccettua una veloce citazione all’impatto devastante di Mafia Capitale.

“Io non sento più parlare di periferie da vent’anni, non vedo da 20 anni politiche attive su periferie” ha detto la ministra. “Dobbiamo ripartire anche da noi stessi e dalla logica del nostro comportamento altrimenti non ce la si fa. Certo ci vuole una forte governance del sociale che non è la cenerentola della politica. Dobbiamo occuparcene come priorità soprattutto nelle amministrazioni degli enti locali”ha continuato. “C’è un pezzo di Roma che bisogna andare a recuperare e per farlo ci vuole almeno avere la conoscenza del problema”.