Rev, primo bilancio, non tornano i dati tra ricette prescritte ed evase

Roma, 11 dicembre – Un’occasione per fare un primo bilancio dei dati raccolti dall’avvio del nuovo sistema e per un confronto tra addetti ai lavori e rappresentanti del parlamento e del Governo. Questo il senso e il significato del convegno organizzato da Ascofarve, la sigla dei grossisti farmaceutici veterinari italiani, sul tema della tracciabilità dei farmaci veterinari, tenutosi ieri nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro  del Senato a Roma.
Per un vero bilancio della ricetta elettronica veterinaria (Rev), che rende appunto possibile la tracciabilità del percorso dei farmaci, entrata in vigore nell’aprile scorso, gli otto mesi da allora trascorsi non sono probabilmente sufficienti. Ma i dati ricavati fin qui dall’utilizzo a regime della Rev, hanno in ogni caso prodotto elementi ed esperienze sufficienti per cominciare a ragionare sul sistema, le sue criticità e i margini di miglioramento e implementazione,
I lavori sono stati aperti dalla senatrice di Forza Italia Maria Rizzotti (nella foto), membro della Commissione Igiene e sanità del Senato, promotrice dei lavori, e dal presidente di Ascofarve Roberto Rebasti. I dirigenti del ministero della Salute e del Centro nazionale Servizi dell’Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise (Izsam) hanno presentato i dati del Sistema informativo nazionale della Farmacosorveglianza, dai quali risulta che  dall’avvio del progetto sono state compilate online quasi 5,4 milioni di Rev, in massima parte (4,3 milioni) destinate a Pet ed equidi non destinati alla produzione di reddito.  I veterinari che utilizzano la Rev, compilandone almeno una al giorno, sono 9.900; le farmacie e i grossisti che hanno dispensato almeno una ricetta al giorno sono 8.100, con punte giornaliere che nell’ultimo trimestre hanno toccato le 119mila confezioni e 23mila ricette dispensate giornalmente.

A sistema si contano 4,2 milioni di ricette solo per le cure degli animali da compagnia e degli equidi non destinati alla produzione alimentare.
I dati più aggiornati sono stati presentati da Salvatore Macrì e Stefania Dalfrà della Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari, Giuseppe Viggiano e Claudia Biffoli della Direzione generale del sistema informativo sanitario e Nicola D’Alterio e Marco Secone direttore sanitario e manager It dell’Izsam.  e

La tavola rotonda “Stakeholder a confronto” ha visto intervenire tutti gli attori del sistema, inclusi gli operatori del settore mangimi (la tracciabilità informatizzata è infatti estesa alle prescrizioni di mangimi medicati).  Tra i partecipanti, il presidente dell’Amvi Marco Melosi  e la vicepresdeinte Fnovi Carla Bernasconi per i veterinari, il presidente della Fofi Andrea Mandelli e quello di Federfarma Marco Cossolo per i farmacisti,
i presidenti di Federfarma Servizi  Antonello Mirone e di Assoram Pierluigi Petrone per i grossisti farmaceutici e i depositari. Per i Carabinieri del NAS, è intervenuto il capitano Camilla Piamonte.

Inevitabilmente, nel corso dei lavori sono emerse alcune criticità correlate all’entrata in vigore della Rev, primo tra tutti (almeno per i farmacisti)  il forte calo del mercato in farmacia dei medicinali per gli animali, con cali in dopppia cifra da aprile a oggi. Un dato che ha ovviamente registrato i commenti preoccupati delle sigle delle farmacie, ma che i rappresentanti del ministero hanno invece ritenuto prevedibile e  fisiologico (e forse, sotto sotto, addirittura positivo), mettendolo in relazione a uno degli obiettivi principali del sistema Rev, ovvero il contrasto all’uso inappropriato di antibiotici.

Più generalizzata la preoccupazione per un’evidente discrasia nei dati relativi alle Rev: a fronte di 4,8 milioni di Rev emesse, secondo i dati forniti da Secone dell’Izsam, ne sono state evase meno di quattro milioni. Mancano all’appello, insomma, un milione circa di ricette. La differenza sarebbe in gran parte giustificata, secondo il rappresentante dell’Istituto zooprofilattico, dal fatto che nella fase di avvio del nuovo sistema non c’è stato un immediato adeguamento dei software delle farmacie, a causa dell’avvio della procedura, da parte del MEF, solo dopo la pubblicazione effettiva del decreto. Il gap – che permane – si starebbe infatti riducendo.  Ma non sono mancate altre diagnosi della notevole differenza: per la Fnovi la possibile principale causa delle ricette non spedite sarebbero i farmaci per uso umano prescritti in deroga; il sindacato dei veterinari, l’Anmvi, punta invece l’indice accusatore direttamente contro i farmacisti e le farmacie, che in molti casi dispenserebbero i farmaci veterinari senza “chiudere” la Rev.

Accusa subito respinta con forza come infondata dal presidente di Federfarma, che per tutta risposta ha proposto di estendere la tracciatura del farmaco veterinario anche agli ambulatori dei medici veterinari: “Sosteniamo tutti insieme una proposta di legge che obblighi il veterinario a completare la tracciabilità sia con la dispensazione in farmacia, sia con la legittima dispensazione nell’ambito dello studio ambulatoriale” ha detto Cossolo, quasi a sottintendere che le responsabilità addossate con leggerezza ai farmacisti stanno forse da altre parti.

Fronte comune, invece, sui rischi dell’e-commerce. dopo l’allarme lanciato da Ascofarve, secondo la quale all’origine del  calo del mercato nazionale ci sarebbero proprio le vendite on line, effettuate su siti ubicati prevalentemente nei Paesi nord-europei sia per aggirare gli obblighi di tracciatura acquistando in modo più semplice, sia per un’offerta a prezzi inferiori.