Report Ema, in calo in Europa l’uso degli antibiotici sugli animali

Roma, 18 ottobre – Buone notizie da un report condotto su 31 Paesi europei recentemente pubblicato dall’Ema, l’Agenzia europea dei medicinali:  continua a scendere l’uso di antibiotici negli animali. In particolare, sono precipitate le vendite di polimixine  (meno 66%) e hanno registrato una significativa riduzione le cefalosporine di terza e quarta generazione, diminuite di oltre il 20%.

Prosegue, dunque, la tendenza al ribasso osservata negli ultimi anni, a dimostrazione che gli sforzi posti in essere dall Ue e dai singoli stati dell’Unione per contrastare il grave fenomeno dell’antibioticoresistenza stanno producendo effetti concreti.  che promuovono l’uso prudente degli antibiotici negli animali per combattere la resistenza antimicrobica stanno avendo un effetto positivo.

Il report dell’Ema (Sales of veterinary antimicrobial agents in 31 European countries in 2017 ) fa parte del progetto European surveillance of veterinary antimicrobial consumption (in sigla Esvac) e presenta i dati provenienti dai Paesi dell’Area economica europea e dalla Svizzera, che hanno fornito volontariamente informazioni sulle vendite o le prescrizioni di antibiotici veterinari per il 2017. Va segnalato il dato (positivo anch’esso) della significativa crescita del progetto Esvac: i 9 Paesi aderenti nel 2010 oggi sono diventati 31, a dimostrazione del maggiore impegno nella promozione dell’uso responsabile degli antibiotici negli animali, decisivo per ridurre il rischio dell’insorgenza di resistenza agli antibiotici nei batteri.

Il rapporto Esvac conferma però che la situazione non è uguale in tutta l’Europa. Se 19 dei 25 Paesi che hanno fornito dati per il periodo 2011-2017 hanno registrato un calo delle vendite di antibiotici veterinari di oltre il 5%, va anche sottolineato che ci sono tre Paesi che nello stesso arco di tempo hanno invece registrato un aumento di oltre il 5% delle vendite e altri tre Paesi dove invece non ci sono state significative variazioni nelle vendite.

La riduzione delle vendite è il risultato degli sforzi congiunti di molti stakeholders: veterinari, allevatori, operatori del settore zootecnico, Stati membri dell’Unione europea, della Commissione europea e dell’Ema, autorità regolatorie nazionali. Tra le azioni attuate per ridurre le vendite di antimicrobici veterinari in tutta Europa, ci sono campagne nazionali di informazione e sesibilizzazione sull’uso prudente degli antibiotici negli animali, la limitazione dell’uso di alcuni antimicrobici negli animali da produzione alimentare, nonché la diffusione di apposite linee guida da parte della Ue. Tutti sforzi che rientrano nel quadro dell’One Health Action Plan against Antimicrobial Resistance voluto e guidato dalla Commissione europea, varato con l’obiettivo di ridurre la comparsa e la diffusione della resistenza antimicrobica, a salvaguardia dell’efficacia dell’”arsenale” terapeutico di cui disponiamo e, dunque, della salute di tutti, animali compresi.

Il progetto Esvac è stato lanciato dall’Ema nell’aprile 2010, a seguito della richiesta della Commissione europea di sviluppare un approccio armonizzato alla raccolta e alla comunicazione di dati provenienti dagli Stati membri dell’Unione  sull’uso di antimicrobici negli animali. Viene pubblicato ogni anno e viene utilizzato dai valutatori del rischio e dai gestori del rischio negli Stati membri come riferimento per le politiche in materia di antimicrobici e come guida per un loro uso responsabile. Tutti i dati contenuti nel report sono accessibili nel database interattivo Esvac.