Regioni, Bonaccini vuole più autonomia: “Da più funzioni, più risparmi”

Roma, 24 gennaio – “Chiediamo più  autonomia perché chi è più  virtuoso e dà servizi di qualità va premiato”.

L’affermazione di Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, suona quasi come una risposta alle parole pronunciate nel corso della trasmissione Presa diretta di lunedì scorso da Walter Ricciardi, con le quali il presidente dell’Iss era tornato a chiedere un “nuovo assetto nel rapporto tra Stato e Regioni”, alla luce delle pesanti disuguaglianze che si registrano, in particolare nella sanità, nelle diverse aree del Paese a seguito della modifica del Titolo V della Costituzione nel 2001, che avrebbe  “affidato alle Regioni questa competenza in maniera esclusiva”.

Intervenendo ieri a Cesena alla presentazione dello studio di fattibilità di un nuovo ospedale cittadino, Bonaccini è appunto tornato sul tema dell’autonomia regionale, affrontandolo però dal versante opposto a quello di Ricciardi, con la richiesta di maggiori spazi di autonomia, sia pure escludendo l’intenzione di richiedere per la sua Regione  lo statuto speciale.

Negli ultimi due anni, ha osservato Bonaccini, in Emilia Romagna con la centrale unica degli acquisti sono stati risparmiati 300 milioni di euro, l’80% nelle Ausl regionali e il 20% dagli enti locali. Ecco perché “attraverso la Costituzione pretendiamo non più soldi da Roma, ma di gestire alcune funzioni e servizi”, in modo da risparmiare e avere una spesa migliore. E ciò nella convinzione che “se l’Emilia-Romagna cresce più forte, l’Italia è più forte”.
Proprio la salute, ha sottolineato Bonaccini, è tra le 12 competenze, sulle 23 totali possibili, su cui si conta di avere maggiore margine. la giunta regionale emiliana (così come quella della Lombardia) si sta confrontando con il ministero per una bozza che comprenda per esempio la “rimodulazione dei ticket sanitari” e la possibilità  di “decidere le priorità’ della programmazione” . Con la speranza, ha concluso Bonaccini, “di arrivare in fondo al percorso”.