Pnrr, la Fofi alla Camera: “Farmacie protagoniste della prossimità”

Roma, 4 febbraio – Nel pieno della crisi politica, continuano a sfilare in Parlamento, davanti allCommissione Affari sociali della Camera, i rappresentanti delle professioni sanitarie, chiamati ad esprimersi per capire sul cosiddetto Recovery Plan, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) al quale sono legati gli oltre 200 miliardi (tra prestiti e risorse dirette)  messi a disposizione dal programma Next Generation Ue dell’Unione europea.

TRisultato immagine per d'ambrosio lettierira le professioni audite ieri, insieme a infermieri, veterinari e assistenti sociali, c’era anche quella farmaceutica, rappresentata dal vicepresidente della Fofi Luigi D’Ambrosio Lettieri (nella foto), che – nel mettere a fuoco alcune criticità della bozza presentata dal governo dimissionario – ha concentrato il suo intervento su quella che è una delle mission principali del Pnrr, ovvero  il potenziamento dell’assistenza di prossimità.

Obiettivo al quale le farmacie del territorio possono fornire un contributo se, completando il percorso della farmacia dei servizi,  verrà potenziato il loro ruolo di primo riferimento sanitario della prossimità, restituendo loro con pienezza anche la funzione tradizionale di primo presidio dell’assistenza farmaceutico e dell’accesso al farmaco.

“Le farmacie, attraverso la distribuzione capillare e la professionalità che esprimono possono svolgere una funzione di grande rilevanza per l’interfaccia del cittadino con il Ssn, configurandosi come perfetto snodo assistenziale in un’ottica di rafforzamento della sanità sul territorio” ha detto il vicepresidente della Fofi, insistendo sul valore della distribuzione sul territorio. “Sono 3.129 gli assistititi per farmacia, 65mila i farmacisti operanti nell’ambito delle farmacie di comunità che hanno contatti con tre milioni al giorno di persone. 6.700 le farmacie rurali che assistono 10mila persone, 4.200 operano in centri inferiori a tremila abitanti”  ha ricordato D’Ambrosio, evidenziando i tre milioni medi di ingressi quotidiani sono di cittadini malati e bisognosi di terapie ma anche di  soggetti sani potenzialmente a rischio che, grazie al rapporto fiduciario che si instaura nella prossimità, il farmacista può intercettare e orientare a una diagnosi precoce.

Vanno generate le condizioni per declinare al meglio, nell’interesse della pubblica salute,  queste peculiarità davvero uniche, sviluppando la polifunzionalità sanitaria del presidio farmacia attraverso “l’erogazione di prestazioni professionali avanzate e nuovi servizi di cui la cittadinanza mostra sempre più di aver bisogno, anche in un’ottica di interoperabilità tra professioni sanitarie” ha affermato D’Ambrosio.
Da qui la necessità di destinare alla spesa farmaceutica risorse più adeguate delle attuali, anche sotto il profilo della loro distribuzione, che va ripensata spostando l’asse dalla distribuzione diretta a un eventuale potenziamento della distribuzione per conto. E, a proposito di assistenza di prossimità, Fofi esprime molti dubbi e perplessità in ordine alla “Casa della Comunità” che la bozza di Pnrr individua come lo strumento di nuova istituzione su cui puntare per sviluppare l’assistenza sul territorio.  “L’investimento che si intende fare” ha spiegato D’Ambrosio “non coglierebbe il valore della prossimità che è già garantito dalla presenza sul territorio da professionisti che dovrebbero essere messi in una rete multidisciplinare e aiutati dalla sanità digitale”. Semmai, ha spiegato il vicepresidente della Fofi, va garantito “un efficiente collegamento tecnologico tra tutte le reti professionali per promuovere un sistema integrato e sinergico di presa in carico della persona, anche in questo caso con un finanziamento ad hoc”.
Il documento presentato ieri alla Camera insiste in particolare sulla figura del farmacista, professionista “in grado di fornire al paziente un’assistenza più coerente con la nuova domanda di salute e di proporsi come autorevole referente del percorso di cura, assumendo una posizione strategica nelle attività di potenziamento della sanità territoriale”. Una figura da valorizzare e potenziare, dunque, partendo dagli specializzandi: “Bisogna prevedere borse di studio per i farmacisti che frequentano corsi di formazione specialistica, garantendo il completamento del percorso formativo” si legge nella memoria presentata dalla Federazione “e aumentare il finanziamento previsto nella Piano nella voce ‘Sviluppo delle competenze tecnico-professionali, digitali e manageriali dei professionisti in sanità’, in modo da garantire un trattamento economico anche per gli specializzandi farmacisti; e riallocare i fondi previsti per l’Italia dal React-Eu, prevedendo risorse anche per i contratti di formazione dei farmacisti specializzandi”.
Ancora, laddove si fa riferimento al reclutamento di capitale umano nella pubblica amministrazione, la Fofi propone di “programmare uno specifico piano di assunzione dei farmacisti da inquadrare nel ruolo della dirigenza sanitaria del Ssn, anche introducendo sistemi volti a sanare i profondi divari regionali a oggi esistenti”. Anche in questo caso, il piano di assunzioni deve essere ovviamente sostenuto da appositi finanziamenti.
Non è mancata, infine, una sottolineatura sul ruolo fondamentale delle farmacie ospedaliere e  dei servizi farmaceutici territoriali delle Asl: la proposta della Fofi è quella di istituire  un fondo per la loro ristrutturazione e il loro miglioramento, chiedendo espressamente che i fondi stanziati del Pnrr siano destinati anche a queste importantissime strutture.

 

Piano nazionale di ripresa e resilienza- Audizione della Fofi – Il testo