Rapporto Osmed, la spesa farmaci 2017 sfiora i 30 miliardi

Roma, 13 luglio – “La spesa farmaceutica è sotto controllo, ma si può fare di più”. Così Mario Melazzini, DG dell’Aifa, ha sintetizzato i dati emersi del Rapporto nazionale 2017 sull’uso dei farmaci, presentato ieri a Roma, che propone una descrizione dettagliata dell’assistenza farmaceutica in Italia, fotografando un incremento rispetto al 2016 pari al 4,3% per i consumi e all’1,2% per la spesa farmaceutica nazionale totale.

Il Rapporto, com’è consuetudine,  fornisce un’ampia descrizione dell’uso dei farmaci in Italia, analizzando i diversi flussi informativi disponibili, che consentono di ricomporre l’assistenza farmaceutica nella sua interezza, erogata sia in ambito territoriale che ospedaliero, a carico del Ssn e tramite l’acquisto privato del cittadino.

La spesa farmaceutica è leggermente cresciuta anche nel 2017 (+ 1,2 rispetto al 2016), arrivando a 29,8 miliardi di euro, per i tre quarti rimborsati dal Ssn. In particolare, la spesa territoriale a carico del Servizio sanitario nazionale  è pari a 12.909 milioni di euro, in sensibile diminuzione rispetto all’anno precedente (- 6,5%), così come si è ridotta, sia pure molto leggermente, quella per i medicinali acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche (- 0,7%), pari a 12,1 miliardi di euro. L’aumento della spesa sull’anno precedente è tutto da imputare alla spesa ospedaliera, cresciuta del +10%, e a quella per i farmaci di automedicazione (+12,4%).

Stabile il peso dei ticket sui cittadini, che hanno sborsato 1,5 miliardi per le quote di partecipazione alla spesa (il ticket fisso e quello sotto forma di differenza di prezzo per l’acquisto del farmaco branded quando è disponibile anche il generico), mentre registra un balzo in avanti del 36% (per effetto della legge sull’obbligo vaccinale per l’iscrizione scolastica) la spesa per i vaccini, poco sotto il mezzo miliardo di euro (487 milioni, ovvero il 2,2% della spesa Ssn)

Prosegue il calo della farmaceutica territoriale pubblica e privata, che si ferma a quota 21,7 miliardi di euro, segnando un significativo -1,4% rispetto all’anno scorso. Continua la sua “caduta libera” , come già accennato, la spesa territoriale pubblica (convenzionata e distribuzione per conto di classe A) che scende del 6,5% nel 2017 e si attesta a 12,9 miliardi. Ma precipita anche la spesa per i farmaci innovativi, pari a 1,6 miliardi di euro, con una riduzione del -38,0% rispetto al 2016

Dal punto di vista dei consumi, i dati mostrano che ogni italiano ha assunto in media 1,7 dosi di farmaco al giorno. Tra le Regioni, Emilia Romagna (317,6 Ddd 1000 ab die) e Lombardia (98,2 Ddd 1000 ab die) hanno registrato rispettivamente i livelli più alti e più bassi di consumo, mentre i valori di spesa più elevati sono stati riscontrati in Sardegna (239,64 euro pro capite), Puglia (227,13 euro pro capite), Campania (223,34 euro pro capite) e quelli più bassi invece in Valle d’Aosta (139,40 euro pro capite), nella Provincia autonoma di Trento (154,94 euro pro capite) e in Lombardia (165,79 euro pro capite).

I medicinali per il sistema cardiovascolare si confermano la categoria maggiormente “consumata” dagli italiani (3.548 milioni di euro), seguiti dai farmaci dell’apparato gastrointestinale e metabolismo, dai farmaci del sangue e organi emopoietici, dai farmaci per il sistema nervoso centrale e da quelli per l’apparato respiratorio.  In termini di impatto sulla spesa farmaceutica pubblica, però,  i farmaci antineoplastici ed immunomodulatori ad aggiudicarsi il primo posto, ovvero 1,5 miliardi in più dei farmaci cardiovascolari.

Significativi anche i dati sui medicinali a brevetto scaduto, che rappresentano il 79,4% delle dosi di farmaci consumate ogni giorno e il 59% della spesa convenzionata, e quelli sull’aumento dell’utilizzo dei biosimilari, soprattutto delle epoetine (+65,1% rispetto al 2016) e della somatropina (+101,8%), con effetti positivi sulla spesa.

 “Con l’arrivo di nuove e promettenti terapie, vi saranno in futuro ulteriori sfide che il Ssn dovrà sostenere per garantire l’accesso alle cure e assicurare al contempo la sostenibilità economica del sistema” scrive Melazzini nella presentazione del Rapporto. “La condivisione delle informazioni e la sinergia tra tutti gli attori coinvolti nei vari processi decisionali, sia a livello nazionale che a livello internazionale, costituiranno un fattore determinante per la tenuta dei sistemi sanitari”.
Melazzini ha anche voluto evidenziare il ruolo cruciale dell’Aifa nel garantire,  “grazie alle negoziazioni dei prezzi dei nuovi farmaci per l’Hcv nel corso del 2017 e alle rinegoziazioni intervenute a seguito della revisione dei criteri di trattamento (…) un più ampio accesso alle terapie innovative con un minore impatto sulla spesa”.

Secondo il DG Aifa, anche gli accordi di rimborsabilità condizionata hanno contribuito alla sostenibilità del Ssn, consentendo di ottenere nel 2017 più di un miliardo di euro di payback da parte delle aziende farmaceutiche. Tra i fiori all’occhiello del 2017 Melazzini indica anche i nuovi criteri per la valutazione dell’innovatività definiti dalla Commissione Tecnico scientifica dell’agenzia, che a gennaio 2018 ha anche cominciato a pubblicare sul suo sito le schede di valutazione relative alle molecole per cui sia stato richiesto lo status di farmaco innovativo,  con l’obiettivo di garantire la trasparenza dei processi decisionali.
Rapporto OsMed  2017 Aifa