Punteggio rurali, proposto in Senato un nuovo emendamento

Roma, 8 novembre – Il tema del punteggio rurali nei concorsi a sedi farmaceutiche  (già oggetto di un emendamento al ddl Lorenzin, approvato lo scorso 24 ottobre a Montecitorio) rispunta anche al Senato, sotto forma di una proposta correttva al testo della Legge di bilancio che ha iniziato il suo iter a Palazzo Madama.

L’iniziativa ricalca il senso e il contenuto di quella che ha visto protagonista alla Camera Rosanna Scopelliti, deputata di Ap, con il proposito di introdurre una disposizione normativa di interpretazione autentica volta a chiarire che anche per il concorso straordinario per l’assegnazione di sedi farmaceutiche valgono i criteri di attribuzione dei punteggi maggiorati per l’attività svolta nelle farmacie rurali.

Ed è appunto quello che si propone anche l’emendamento alla Legge di bilancio,  primo firmatario il senatore del Gruppo misto (Italia dei Valori)  Francesco Molinari. Questo il testo della proposta correttiva: Dopo il comma 11, aggiungere il seguente: 11-bis. Il punteggio massimo di cui all’articolo 5, comma 1, lettera b), del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, 30 marzo 1994, n. 298 è da intendersi comprensivo dell’eventuale maggiorazione prevista dall’articolo 9 della legge 8 marzo 1968, n. 221”.

L’atto di sindacato ispettivo di Molinari (sottoscritto anche dai senatori Alessandra Bencini e Maurizio Romani, colleghi di gruppo del primo firmatario)  conferma dunque la necessità (chiaramente espressa anche dal Governo, in un intervento alla Camera, in risposta a un’interrogazione, del sottosegretario alla Salute Davide Faraone)  di includere la maggiorazione prevista per l’attività svolta nelle farmacie rurali nel tetto dei 35 punti complessivi previsti per la valutazione dell’attività professionale, con buona pace del difforme orientamento espresso dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 5667 del 14 dicembre 2015.

L’iniziativa, spiega Molinari nella relazione al suo emendamento, si è resa necessaria perché la norma inserita grazie all’on. Scopelliti all’art. 16 bis del ddl Lorenzin,  per diventare definitivamente legge dello Stato, dovrà ritornare per l’approvazione al Senato. “Questo potrà avvenire solo al termine della sessione di bilancio e sempre che la legislatura non termini prima” osserva Molinari. Alla luce di ciò, “appare opportuno, stante la necessità e  l’urgenza (…), inserire all’interno della legge di bilancio la disposizione  (…) che introduce una interpretazione autentica alla normativa de quo”.