Pubblicità diffamatoria, Federfarma avvia azione penale contro DiPiù

Roma, 20 dicembre – Federfarma trascina in tribunale il settimanale popolare DiPiù (nella foto il dettaglio della copertina di uno degli ultimi numeri), edito da Urbano Cairo, che da è anche editore, presidente e amministratore delegato del più glorioso quotidiano nazionale, il Corriere della Sera, acquisito nel 2016, e di un’emittente televisiva a diffusione nazionale a fortissimo profilo informativo, La7, comprata nel 2013.

La decisione del sindacato dei titolari scaturisce dalla pubblicazione sulla rivista di un’inserzione commerciale relativa a un prodotto per l’ipertrofia prostatica ritenuta gravemente  offensiva nei confronti delle farmacie. La pagina pubblicitaria, fin dal suo titolo, si lancia in affermazioni molto pesanti e ritenute “fortemente lesive” nei confronti delle farmacie: L’avidità delle farmacie italiane non conosce limiti! Ecco come i proprietari di farmacia hanno nascosto alla gente il miglior preparato per la prostata! recita infatti l’head line dell’inserzione commerciale, che estende le sue accuse ai  “corrotti funzionari italiani” che – più interessati al denaro che alla salute e alla vita di milioni di cittadini – sarebbero complici delle stesse farmacie.

La pagina riporta anche le dichiarazioni di presunti intervistati, secondo i quali il prodotto antiprostata in questione, dagli asseriti effetti “miracolosi”, non arriverebbe sui banconi delle farmacie anche per colpa delle aziende produttrici di farmaci. L’avviso pubblicitario propone quindi ai lettori di  DiPiù, testata di gossip diretta a un target particolarmente basso, proposta in edicola al costo di un euro, il numero telefonico per acquistare il prodotto e riceverlo a domicilio.
Secondo Federfarma, oltre al rilievo penale di quelle che si configurano come vere e proprie diffamazioni e calunnie all’indirizzo delle farmacie, le “informazioni” contenute nell’inserzione pubblicitaria rappresenterebbero anche un pericolo dal punto di vista sanitario  e come tali vanno segnalate  segnalare alle competenti autorità di vigilanza.  L’incarico a procedere per le vie legali a difesa del buon nome della farmacia è stato affidato all’avv. Paolo Leopardi.

“Quanto pubblicato dalla rivista ha dell’incredibile”  dichiara all’houseorgan del sindaato Filodiretto, Marco Bacchini, delegato nazionale per la comunicazione Federfarma, insieme al vicepresidente Vittorio Contarina. “Bene ha fatto, dunque, Federfarma a procedere per vie legali non solo, a difesa dell’immagine della farmacia, ma anche a tutela della salute del cittadino. Molto spesso le pubblicità ingannevoli, infatti, rischiano di mettere a serio repentaglio la salute delle persone perché nulla hanno a che fare con dati oggettivi, documentati e scientifici”.