Proposta Farmacieunite: “Tutta la categoria unita chieda i Pht in farmacia”

Roma, 21 aprile – Le farmacie di comunità italiane hanno pieno titolo di cittadinanza nel novero dei cosiddettti “eroi” che – negli ultimi mesi – sono stati in prima linea sul fronte della lotta alla diffusione di Covid, con molti rischi per la salute personale, senza arretrare di un millimetro e facendo per intero il loro dovere e anche di più, al servizio di cittadini “frastornati, impauriti e bisognosi”. Eppure, rischiano di uscire da questa drammatica pagina di storia nazionale (e mondiale) con le ossa rotte e “una perdita economica importante, che non saremo mai in grado di recuperare, a fronte anche del mantenimento dell’organico della farmacia”.

Ad affermarlo è il presidente di Farmacieunite Franco Gariboldi Muschietti  (nella foto), che in un comunicato stampa diffuso ieri analizza il difficile momento attraversato dalle farmacie, che  anche nelle ultime difficilissime otto settimane hanno continuato a erogare il loro prezioso servizio in condizioni di grande difficoltà e di enorme esposizione al rischio, per l’assenza – durata a lungo – delle misure e dei dispositivi necessari ad assicurare adeguati livelli di sicurezza nel servizio farmaceutico, a garanzia dei professionisti e degli stessi cittadini.

È un dato di fatto che siamo stati lasciati soli” afferma al riguardo Muschietti “costretti ad arrangiarci per sopperire alla mancanza di mascherine, guanti, barriere, disinfettanti, camici  eccetera. A fronte di studi e ambulatori medici e di ospedali diventati pressoché inaccessibili per le misure emergenziali, le farmacie sono state il refugium afflictorum, l’unico punto di riferimento sul territorio per i cittadini, comprensibilmente frastornati, impauriti e bisognosi non solo di prodotti e dispositivi, ma anche e soprattutto di  informazioni, rassicurazioni e di una presenza  professionale che non li facesse sentire del tutto soli, in balia di se stessi e degli avvenimenti”.

“In questo, la rete delle farmacie e dei farmacisti ha svolto un ruolo tanto straordinario quanto non pienamente riconosciuto, almeno fin qui” afferma ancora il presidente di Farmacieunite. “Ma siamo purtroppo abituati a questo deficit di attenzione nei nostri confronti, deficit al quale i massimi organismi di categoria, sia professionali sia sindacali, proprio non riescono a opporre un contrasto efficace. Una delle difficoltà maggiori, soprattutto psicologica, con le quali farmacie e farmacisti hanno dovuto fare i conti in questi mesi difficili è proprio l’essersi sentiti privi di una tutela e di una difesa efficace, come dimostrano le centinaia e centinaia di testimonianze di colleghi sui social e le piattaforme di discussione di categoria”.

“L’emergenza, però, non ha messo solo a nudo le carenze delle nostre rappresentanze, peraltro già ben note, ma ha anche inferto un altro duro colpo all’economia dei nostri esercizi” evidenzia ancora Muschietti “che hanno lavorato in modo indefesso e a costi invariati se non addirittura aumentati, dispensando ai cittadini più attenzione, supporto e parole che non altro. Ne è conseguita una perdita economica importante, che non saremo mai in grado di recuperare, a fronte anche del mantenimento dell’organico della farmacia”.

Ecco perché, secondo il presidente di Farmacieunite, in previsione dell’imminente fase 2 diventa vitale  pensare alla necessaria ripresa delle farmacie, senza la quale un settore già compromesso dalle spesso discutibili scelte politiche del passato potrebbe andare a sbattere contro una crisi senza ritorno.

“Ci auguriamo, come tutti, che l’emergenza Covid finisca al più presto” afferma Muschietti “e che i rappresentanti delle grandi sigle dei farmacisti e delle farmacie, se veramente ci sono, facciano finalmente sentire il loro peso e le loro capacità a sostegno della categoria, a cominciare da subito, perché non possiamo farci trovare impreparati nella fase decisiva di ripresa dell’economia del Paese, che forse è l’ultima occasione anche per il rilancio del nostro ruolo, della nostra funzione e dell’economia dei nostri esercizi”.

La  proposta che Farmaciaunite lancia a tutta la categoria è semplice e chiara: “Fare quadrato e massa, tutti uniti e senza i consueti esercizi di protagonismo narcisistico, intorno a un primo e fondamentale obiettivo da portare subito a casa: restituire alle farmacie convenzionate sul territorio, a livello nazionale, tutti i farmaci del Pht, con la sola esclusione di quelli per i quali c’è davvero bisogno di somministrazione protetta e monitoraggio costante”.

“Facciamo blocco per ricominciare da qui, riportando la farmacia non al centro del villaggio, dove già si trova da sempre, come ha dimostrato anche l’emergenza Covid” scrive Muschietti “ma al suo ruolo e alla sua funzione, che sono quelli di garantire l’accesso ai farmaci, tutti i farmaci, ai cittadini”.

Se non ora, quando?” chiede il presidente del piccolo ma pugnace sindacato, ricordando che anche i farmacisti ospedalieri del Sinafo Fassid,  con la loro responsabile nazionale Roberta Di Turi, sono d’accordo sulla necessità di un’intesa che lasci alle farmacie ospedaliere i farmaci che debbono restare in distribuzione protetta e sotto costante monitoraggio e affidi invece alle farmacie di comunità la dispensazione in dpc di tutti gli altri.

“Sappiamo bene che non è certo la soluzione di tutti i problemi, ma da qualcosa bisogna pur cominciare” spiega Muschietti “e Farmacieunite ritiene che non vi sia punto di inizio migliore, anche per i suoi significati. Sarà questo, dunque, il primo obiettivo sul quale il nostro sindacato concentrerà i suoi sforzi nel prossimo futuro, a ogni livello, certo di interpretare il comune sentire della quasi totalità dei colleghi di tutta Italia”. Continuando ovviamente a guardare a ogni ipotesi e ogni strada che possa portare alla farmacia italiana quelle condizioni di sostenibilità economica necessarie per continuare a restare una dei protagonisti della sanità di prossimità. “A chiederlo non siamo solo e tanto noi farmacisti” conclude Muschietti “ma – come l’emergenza Covid ha dimostrato una volta di più – tutti i cittadini italiani”.