Preparazioni dimagranti vietate, servizio di La 7 lancia nuova denuncia

Roma, 22 gennaio – “Lei deve fare una dieta da 1000 calorie al giorno, ma senza un aiuto è difficile, oggettivamente. L’aiuto consiste nel ridurre la fame ma nel badare soprattutto al morale e all’ansia.  Allora la farmacia le darà due preparati galenici, che chiameremo A e B…”

Così un medico ripreso a sua insaputa da una giornalista di Piazza Pulita, la trasmissione di Corrado Formigli su La 7, illustra a quella che ritiene una normale paziente la  prescrizione che sta per consegnargli.

È l’inizio dell’ennesimo servizio televisivo dedicato alle prescrizioni di preparati galenici anoressizzanti, “medicinali personalizzati” spiega la giornalista Francesca Nava che lo ha realizzato “che non esistono in commercio e che per questo vengono realizzati dal farmacista sulla base della prescrizione medica e venduti al paziente senza nessun foglietto illustrativo che elenchi eventuali effetti collaterali”.

Una pratica che, in barba ai divieti di legge, evidentemente è ben lontana dall’essere stroncata, come testimonia il servizio giornalistico andato in onda su La 7 venerdì scorso (disponibile qui, per chi l’avesse perso). Le modalità sono quelle di sempre: medici a dir poco disinvolti prescrivono preparati che, tra i loro componenti (sono citati  un ansiolitico, oxazepam, e sostanze come garcinia cambogia, ginkgo biloba, eluterocco e frangola) contengono anche pseudoefedrina, che  – afferma testualmente e con irrisione il medico ripreso a sua insaputa “la scema della ministra non può proibire perché sta in mille farmaci da banco, ma non potendola proibire ne ha limitato i dosaggi“.

Ma la lista non è finita. Il medico snocciola infatti gli altri principi attivi contenuti in quella che ha indicato coma la capsula B:  “Ci sono il topamax, topiramato, che in America è autorizzato con la fentermina, che è un anfetamina vera e propria per togliere la fame, perché la tolgono benissimo. Da noi le amfetamine non ci stanno più da una vita, per cui devo adoperare la pseudoefedrina. Pseudoefedrina e topiramato assieme tolgono molto bene la fame” spiega il medico, che continua quindi nell’illustrazione delle preparazioni che sta prescrivendo: “Poi c’è la fluoxetina, che è Prozac, tira su il morale e toglie la fame, però la toglie meno della B più il topiramato che prende a pranzo e a cena”.

A riepilogare il cocktail, nel montaggio del servizio, è la stessa giornalista: il medico ha prescritto nelle sue preparazioni pseudoefedrina, oxazepam, topiramato, fluoxetina, ovvero un derivato di amfetamina, un ansiolitico, un antiepilettico e un antidepressivo.

La domanda della sedicente paziente al medico, a quel punto, è inevitabile: “Effetti collaterali?”. E la risposta del medico  è da campionato mondiale dell’evasività: “Qui c’è il numero del mio cellulare che è sempre acceso”.  

Ma la paziente incalza, e chiede se qui farmaci possano essere presi in caso di  diabete, o di problemi con la pressione, la tiroide o il cuore, ottenendo una rassicurazione totale: “Naturale che li può prendere. Il mio paziente deve stare tranquillo, sereno e con poca fame. E tra 40 giorni ci vediamo con sei chili in meno”.

Al termine del colloquio con il medico, che non l’ha neanche sottoposta a una visita né ha tantomeno prescritto i più semplici accertamenti diagnostici, come un esame del sangue,  la  paziente può accomiatarsi dal medico con la sua ricetta. Ma le cose per fortuna (ed è davvero il caso di dirlo), si fanno più complicate in farmacia: i primi farmacisti ai quali la giornalista si rivolge, nella farmacia sotto casa, le dicono con grande chiarezza e fermezza che quelle preparazioni contengono sostanze vietate e non possono essere eseguite. Non solo: mettono in guardia la paziente dai gravissimi rischi che si corrono assumendo quelle sostanze: “Fanno dimagrire, ma c’è gente che c’è morta, una donna ha avuto un infarto”.

“Questi farmacisti mi mettono in guardia e non mi danno i preparati galenici che il medico mi ha prescritto” riferisce nel suo servizio la giornalista.

Purtroppo, però, anche in farmacia c’è chi nello svolgere la professione si ricorda di indossare il camice ma lascia a casa il rigore e il rispetto della deonotlogia, ed è appunto quello che accade nella farmacia indicata dal medico prescrittore delle preparazioni vietate. Dove i galenici vengono allestiti e consegnati in meno di mezz’ora  senza neppure fare un plissè né accompagnarli con una raccomandazione, al prezzo di 150 euro.

Il servizio spiega quindi (grazie a un incontro, sempre sotto mentite spoglie, con un altro medico) come i dottori riescano ad aggirare i divieti di legge: per la fluoxetina e il topiramato, prescrivono direttamente le specialità prodotte industrialmente che li contengono, mentre per la pseudoefedrina, sostanza che il decreto del ministero della Salute vieta di utilizzare per scopo dimagrante in dosaggi   superiori a 2400 mg, si servono di un piccolo stratagemma, documentato dal servizio attraverso la “visita” e la prescrizione di un altro medico: “Attenzione, la terapia di un mese, con un regime di tre capsule al giorno, prevede 90 capsule di pseudoefedrina. Ma queste 90 capsule lei le avrà in tre flaconi da 30 capsule ciascuno”. E alla domanda sul perché della insolita scelta, il medico risponde senza infingimenti: “C’è stato questo decreto in cui ci dicono che la dose di pseudoefedrina che possiamo mettere in ogni ricetta  non deve superare i 2400 mg, però non mi hanno detto se posso fare una o 20 ricette…”

Fatta la legge, è il caso di dirlo, trovato l’inganno. Anche in questo caso, la farmacia “segnalata” dal medico non ha problemi a consegnare i tre flaconi con i preparati a base di pseudoefedrina (contenenti più del doppio della quantità di  principio consentita dalla legge)  quantità alla sedicente paziente, che – a quel punto, nonostante i suoi dubbi  – decide di sperimentare i farmaci, prescritti in combinazione con il brucia-grassi orlistat, un diuretico e una serie di erbe.

La giornalista, in effetti, registra qualche risultato nel giro di pochi giorni, con un calo del peso, ma accusa anche subito i primi effetti collaterali, su tutti un’insonnia pronunciata e un continuo,  forte senso di arsura. Decide quindi di telefonare al medico, che però esclude che i sintomi siano prodotti dalla sua terapia, attribuendoli invece alla “suggestione” della paziente. Che sì, in effetti, ha perso 5 kg in un mese, ma – per usare la sua espressione  – si sente “accelerata”. E decide così di sottoporsi a qualche controllo, scoprendo di avere praticamente  raddoppiato la frequenza cardiaca e subito un sensibile aumento dei valori pressori.

Abbastanza per preoccuparsi e smettere subito di prendere i farmaci, ricordando in chiusura di servizio la  storia di una giovane donna romana morta a seguito di una analoga terapia dimagrante (in più c’era la fendimetrazina, bandita nel 2011), per la quale il medico prescrittore venne condannato in primo grado a due anni per omicidio colposo.

Una storia (peraltro non certamente unica, purtroppo) che evidentemente non ha insegnato nulla, se ancora molti medici insistono a prescrivere a scopo dimagrante sostanze vietate ed estremamente pericolose, arrivando (come documenta il servizio di Piazza Pulita) a rimpiangere i tempi precedenti alla messa al bando della fendimetrazina, definita “la migliore di tutte, e non ce la fanno utilizzare, purtroppo”.