Precipita la crisi politica, è scontro istituzionale. Cottarelli sale al Colle

Roma, 28 maggio – Da una parte i leader di M5S e Lega, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, decisi a non arretrare di un millimetro rispetto alla richiesta di nominare l’82enne  economista sardo Paolo Savona titolare del ministero dell’Economia.

Dall’altra il Capo dello Stato Sergio Mattarella,  disponibile a dare fin da subito al cosiddetto “governo del cambiamento” (copyright degli stessi Salvini e Di Maio) e a tutti i ministri indicati, riconsiderando però il nome dell’inquilino del MEF. Avvalendosi delle prerogative attribuitegli dalla Costituzione, Mattarella – che già aveva invitato i due leader dei partiti più premiati dal voto del 4 marzo e lo stesso premier incaricato Giuseppe Conte a rivedere la casella dell’Economia –  ha motivato il niet a Savona non tanto e non solo con la necessità di salvaguardare il suo ruolo istituzionale ma con quella più importante di “tutelare il paese e il risparmio degli italiani”.

il braccio di ferro ha segnato la fine del tentativo del premier incaricato Conte di arrivare fino in fondo e portare il “governo del cambiamento” al voto di fiducia in Parlamento e l’inizio di una stagione caldissima che, inevitabilmente, sfocerà in una nuova tornata elettorale nel prossimo autunno, al termine di un’estate che si annuncia lunga e torrida, con una campagna elettorale dai toni referendari, tutta giocata nella cornice di uno scontro che rischia di avere devastanti implicazioni istituzionali.

Mattarella, consapevole della gravità della situazione, ha scelto ieri sera di rivolgersi direttamente agli italiani con un suo messaggio (qui il testo integrale diffuso dall’Ansa) e ha convocato per oggi al Colle l’economista Carlo Cottarelli (nella foto) al quale con ogni probabilità conferirà l’incarico di tentare di formare un esecutivo che – anche se destinato ad andare a sbattere contro il voto contrario del Parlamento – sarà quello che gestirà la transizione da qui a ottobre, data prevedibile del voto.

“Ho agevolato il tentativo di dar vita a governo” tra M5s e Lega, ha detto il Capo dello Stato dopo la rinuncia di Conte. “Ho atteso i tempi per farlo approvare dalle basi militanti. Io devo firmare i decreti per le nomine dei ministri assumendone la responsabilità istituzionale, in questo caso il presidente della Repubblica svolge un ruolo di garanzia che non ha subito né può subire imposizione” ha affermato ancora Mattarella“L’incertezza della nostra posizione nell’Euro ha posto in allarme investitori italiani e stranieri che hanno investito in titoli e aziende. L’aumento dello spread aumenta debito e riduce la possibilità di spese in campo sociale. Questo brucia risorse e risparmi delle aziende e prefigura rischi per le famiglie e cittadini italiani, con un rischio anche per i mutui”.

“La decisione di non accettare il ministro dell’Economia non l’ho presa a cuor leggero” ha spiegato ancora Mattarella parlando al Quirinale . “Ora da alcune forze politiche mi si chiede di andare alle elezioni. Prenderò delle decisioni sulla base dell’evoluzione della situazione alle Camere”.

Al termine del colloquio con il Capo dello Stato al Quirinale, Conte ha confermato di aver “rimesso il mandato a formare il governo di cambiamento. Ringrazio il Presidente della Repubblica e gli esponenti delle due forze politiche per aver indicato il mio nome”, ha detto il premier incaricato, concludendo di aver “profuso il massimo sforzo e attenzione a questo sforzo, in un clima di piena collaborazione con le forze politiche che mi hanno designato”.

Toni alti, ovviamente, già modulati sulle frequenze elettorali, quelli usati da Salvini e Di Maio. Quest’ultimo, in particolare, è partito lancia in resta contro Mattarella, prefigurando anche una possibile procedura di impeachment.

“Avevamo espresso Conte come presidente del Consiglio, avevamo una squadra di ministri, eravamo pronti a governare e ci è stato detto no perché il problema è che le agenzie di rating in tutta Europa erano preoccupate per un uomo che andava a fare il ministro dell’Economia” ha affermato di Maio. “Allora diciamocelo chiaramente che è inutile che andiamo a votare tanto i governi li decidono le agenzie di rating, le lobby finanziare e bancarie, sempre gli stessi”.

Prima attiviamo l’articolo 90 (la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica, NdR) e poi si va al voto, perché bisogna parlamentarizzare questa crisi” ha poi rilanciato in serata Di Maio, intervenendo per via telefonica nella trasmissione di Fabio Fazio Che tempo che fa su Rai1.

Salvini, da parte sua ha dichiarato di aver dato dimostrazione di “buon senso, generosità, responsabilità. Abbiamo rinunciato al presidente della Camera, al presidente del Senato, alla presidenza del Consiglio. Abbiamo finito di rinunciare” ha concluso il segretario della Legge. “Quello che dovevamo fare, l’abbiamo fatto”.

“Salvini non voleva governare: ha fatto promesse irrealizzabili, ha paura delle sue bugie, altro che flat tax e Fornero“ ha replicato via Twitter l’ex premier e segretario del Pd, Matteo Renzi . “E quindi ha usato l’alibi di un ministro per far saltare tutto: vecchio stile leghista. Ma minacciare Mattarella è indegno. Sulle Istituzioni non si scherza”.

Solidarietà e appoggio a Mattarella sono arrivati dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, che ha bollato come “irresponsabili” i Cinquestelle e dal Pd con il segretario reggente Maurizio Martina e l’ex premier Paolo Gentiloni, che ha richiamato tutti a “mantenere i nervi saldi, ora salviamo il Paese”.

Intanto, alle 11.30 Carlo Cottarelli, economista di solida fama e molto apprezzato anche a livello internazionale, già commissario alla spending review (a nominarlo fu l’allora primo ministro Enrico Letta), salirà al Quirinale.