“Pillolo” sempre più vicino, esiti positivi
dagli ultimi studi

Roma, 20 marzo – Si prende una sola volta al giorno con un pasto; si chiama Dmau, acronimo per  dimetandrolone undecanoato, e potrebbe ritrovarsi in pole position sulla lunga pista verso uno dei traguardi più inseguiti dalla scienza: il “pillolo”, un contraccettivo maschile per lui da assumere per bocca, sicuro ed efficace nell’evitare gravidanze indesiderate.

Secondo  quanto emerge da uno studio su 83 uomini, condotto negli Usa e presentato a Chicago, dove è in corso Endo 2018, 100°  meeting annuale dell’Endocrine Society, il farmaco sperimentale sembra funzionare. L’autrice senior Stephanie Page, docente di medicina all’università di Washington a Seattle, parla di “risultati promettenti, senza precedenti” nel filone di ricerca per lo sviluppo di “un prototipo di pillola anticoncezionale maschile”.

Alla dose massima testata, pari a 400 milligrammi, assunto per 28 giorni una volta al dì insieme al cibo, Dmau ha prodotto “una marcata soppressione” dei livelli di testosterone e di due ormoni necessari alla produzione di sperma. “Concentrazioni coerenti con un’azione contraccettiva efficace”, anche se “studi a lungo termine sono attualmente in corso – precisa l’esperta – per verificare che Dmau preso quotidianamente riesca effettivamente a bloccare la produzione di sperma”.

Il farmaco, riferisce un lancio di Adn Kronos,  è stato sviluppato dai National Institutes of Health americani, e in particolare dall’Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development che ha finanziato il trial. “Dmau rappresenta un importante passo avanti verso il pillolo”  afferma convinta Page, che spiega come molti uomini preferiscano questo tipo di soluzione, ossia “un prodotto da assumere per via orale una volta al giorno e con effetto reversibile, piuttosto che iniezioni o gel topici a lunga durata d’azione, anch’essi allo studio”.

I progressi della ricerca sul pillolo, ricorda l’autrice, sono stati ostacolati perché formulazioni orali di testosterone possono causare infiammazioni al fegato e vengono smaltite dall’organismo troppo rapidamente per permettere un dosaggio giornaliero, richiedendo due assunzioni al giorno. La forza di Dmau starebbe invece nell’undecanoato, un acido grasso a lunga catena che secondo gli scienziati rallenta il metabolismo del farmaco, permettendogli appunto di agire ‘once a day’.

Il trial, portato avanti tra lo University of Washington Medical Center e l’università della California presso l’Harbour-Ucla Medical Center di Torrance, ha arruolato 100 uomini sani di età compresa fra i 18 e i 50 anni, 83 dei quali hanno completato lo studio. Sono stati testati 3 dosaggi di Dmau (100, 200 e 400 mg) formulato in capsule (come polvere o in olio di ricino), confrontandoli con placebo. I livelli di ormoni e colesterolo sono stati valutati il primo e l’ultimo giorno di assunzione.

“Pochissimi pazienti trattati hanno riportato i sintomi clinici associati a una carenza o un eccesso di ormone” sottolinea ancora Page. In tutti gli uomini che hanno assunto Dmau sono stati registrati aumento di peso e riduzione dei livelli di colesterolo ‘buono’ Hdl, ma “entrambi lievi”.

In tutti i pazienti, infine, Dmau ha superato i test di sicurezza, inclusi quelli che valutavano le funzioni epatica e renale.