Pgeu, il rapporto annuale conferma la centralità della farmacia

Roma, 26 marzoCome misurare i ‘risultati di salute’ prodotti dalle farmacia di comunità. Questo il tema (di rilevanza strategica dal punto di vista professionale) del rapporto 2017 del Pgeu, la federazione europea delle associazioni di rappresentanza dei farmacisti europei.

Il report, intitolato appunto Measuring health outcomes in community pharmacy, è disponibile da qualche giorno sul sito della federazione professionale europea.

Piuttosto eloquenti gli esiti delle rilevazioni effettuate per misurare l’impatto sulla salute dei cittadini prodotto dal servizio delle farmacie di comunità, delle quali lo studio Pgeu conferma per l’ennesima volta la caratteristica fondamentale di presidio sanitario di prima referenza e accesso immediato: il 58% dei cittadini europei può infatti raggiungere una farmacia di comunità in meno di cinque minuti e la quasi totalità (98%) è nelle condizioni di varcare la prota di una farmacia, partendo da casa, in meno di 30 minuti.

Ad attestare la capillarità e il radicamento delle farmacie nel territorio sono anche i numeri. Ogni farmacia europea serve in media 3214 abitanti, che possono contare sul servizio reso da questi presidi praticamente ogni giorno e a ogni ora:  il 93% degli esercizi con la croce verde apre in orari notturni o festivi e quasi la metà (47%) garantisce la fornitura dei farmaci a domicilio per i pazienti delle cronicità.

Il rapporto ricorda anche l’ampia gamma dei servizi che farmacie e farmacisti, in accordo con quelli che sono il loro ruolo e funzione, assicurano per migliorare l’impiego dei farmaci: da quelli più comuni, come la dispensazione assistita dei farmaci con il corredo di informazioni, indicazioni e consigli ai pazienti (e/o ai loro parenti) e le preparazioni magistrali con dosaggi personalizzati, a quelle più avanzate (ma ormai diffuse  in un quarto di farmacie europee) come il “new medicines service”, la particolare procedura specificamente prevista per i pazienti che iniziano per la prima volta una particolare terapia, finalizzata ad assicurare l’aderenza soprattutto nel primo mese di trattamento.

Dal report emerge anche l’ampia gamma di servizi e prestazioni assicurate ormai dalla grande maggioranza delle farmacie europee: test e rilevazioni diagnostiche di prima istanza  (valori pressori, peso, glucosio e colesterolo), supporti dedicati a particolari categorie di pazienti (come gli ipertesi, gli asmatici e i diabetici), somministrazione di vaccini (nel 40% delle farmacie europee è possibile fare quello antiflu, ma c’è anche un 17% in grado di assicurare anche altre vaccinazioni), supporti e servizi ai paziente impegnati nella disassuefazione al fumo.
Nel rapporto Pgeu non manca una rassegna delle iniziative di maggior rilievo socio-sanitario condotte attraverso le farmacie, tra le quali spicca il Dia Day, il programma di prevenzione del diabete avviato da Federfarma e Fofi in collaborazione con l’Intergruppo parlamentare “Qualità della vita e Diabete” e la Società italiana di diabetologia. Una scheda del rapporto ricorda i risultati conesguiti dallo screening realizzato gratuitamente dal 14 al 24 novembre dello scorso anno nelle farmacie italiane: 4415 casi di diabete non diagnosticato portati alla luce, insieme a  e 18881 casi di prediabete.

Menzione anche per la campagna-pilota di vaccinazione contro l’influenza condotta nelle farmacie francesi, per il coinvolgimento di 246 farmacie portoghesi nelle terapie Hiv (dispensate normalmente in ospedale), previa formazione di oltre 400 farmacisti di comunità, e il monitoraggio di 1500  pazienti cardiovascolari realizzato in 60 farmacie norvegesi con il programma sperimentale Medisinistart.

Il  Report Pgeu 2017 si conclude con i consueto “look forward” sui programmi futuri. Cinque gli obiettivi messi in agenda dalla federazione professionale europea: lo sviluppo del sistema di europeo di dei farmaci (European medicines verification system, Emvs), lo sviluppo della protezione dei dati personali e sanitari dei pazienti, la revisione della direttiva europea sul riconoscimento delle qualifiche professionali, la ridefinizione dell’agenda dell’Unione europea in materia di salute dell’Ue e la necessità di seguire con attenzione le ricadute della Brexit, soprattutto per le implicazioni in materia regolatoria e della circolazione e disponibilità di farmaci e tecnologie sanitarie.