Pgeu: “Covid, il grande impegno dei farmacisti di comunità europei”

Roma, 19 maggio – Con una nota pubblicata sul suo sito, il Pgeu, il raggruppamento delle associazioni dei farmacisti europei, mette in fila e ricorda il grande contributo che i farmacisti e le farmacie europei, fin dagli esordi dell’emergenza epidemica provocata da Covid 19, hanno assicurato alla popolazione, lavorando con instancabile impegno e determinazione per garantire ai pazienti l’accesso ai farmaci, 24 ore su 274 e sette giorni su sette, anche quando tutte le altre attività si erano fermate. Sempre in prima linea, i farmacisti sono stati il  Sono stati accessibili 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, anche durante il blocco organizzando servizi di consegna a domicilio per le persone più vulnerabili. Durante tutta la crisi, sono stati la prima linea di consulenza, trattamento e rinvio per molti cittadini europei su disturbi comuni, prevenendo con successo visite non necessarie ai pronto soccorso. A ricordare il grande impegno della categoria, è il gruppo farmaceutico dell’Unione europea.

“L’ampia rete locale di farmacie comunitarie in tutta Europa” si legge nella nota Pgeu “sta aiutando le autorità sanitarie nella distribuzione di dispositivi di protezione certificati come maschere per il viso e fornendo consulenza al pubblico sul loro uso corretto e sicuro insieme a informazioni su altre misure igieniche per prevenire la diffusione del virus”.

Il Pgeu, nell’occasione, ricorda il percorso intrapreso da molti Paesi europei anche a livello legislativo  per espandere il ruolo dei farmacisti e alleviare la pressione sul resto del sistema sanitario, sulla scorta delle raccomandazioni in questo senso arrivate dall’Ufficio europeo dell’Oms e dalla stessa Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Alcuni Paesi, ricorda la sigla europea dei farmacisti,  hanno anche ottenuto fondi aggiuntivi per autorizzare i farmacisti nel loro vitale lavoro in prima linea contro Covid-19 e in alcuni Paesi ai farmacisti è stato concesso di rinnovare le prescrizioni ripetute per i farmaci cronici e distribuire alcuni farmaci ospedalieri nelle farmacie di comunità ai pazienti che ne hanno bisogno (e ovviamente molto penalizzati dalle limitazioni della mobilità imposte da Covid). In alcuni Paesi, sai legge ancora nella nota,  i farmacisti di comunità hanno anche attivato protocolli per aiutare le vittime di violenza domestica a denunciare gli abusi durante il blocco.

“I farmacisti di comunità sono pronti e impegnati a migliorare ulteriormente il loro sostegno ai cittadini e ai sistemi sanitari europei via viao che la pandemia Covid-19 evolve e le misure di contenimento vengono gradualmente revocate” afferma il presidente del Pgeu, Duarte Santos (nella foto). “Pertanto raccomandiamo vivamente alle autorità sanitarie di utilizzare la rete accessibile di farmacie in tutta Europa per aiutare a condurre attraverso questi presidi di assistenza territoriali test affidabili per Covid-19 quando questi saranno disponibili e di utilizzare le competenze dei farmacisti della comunità per aiutare in modo efficace ed efficiente strategie di immunizzazione. Allo stesso tempo, esortiamo anche i governi a fornire un adeguato supporto ai farmacisti della comunità per il loro contributo vitale ai sistemi sanitari e per il loro sostegno alla popolazione“.