Pessina: “Essenziale il ruolo della filiera distributiva del pharma”

Roma, 4 maggio – Una copertina di Forbes, per chi si occupa di economia e finanza, è come una medaglia appuntata sul petto, il riconoscimento del raggiungimento di uno status, la certificazione di aver portato a termine l’impresa di scalare l’Olimpo. E anche se certamente non ne aveva bisogno, quella copertina, il n. 1 di Walgreens Boots Alliance Stefano Pessina (nella foto) ha inevitabilmente finito per conquistarla. È quella del numero di maggio dell’edizione italiana del mensile di economia, particolarmente significativa perché dedicata al contributo che i super-ricchi del mondo hanno dato e stanno dando per combattere il coronavirus. E con tutto quello che ha a che fare con la salute, Pessina – leader del colosso mondiale della distribuzione farmaceutica – ovviamente ci sguazza.

Comprensibile, dunque, che l’edizione italiana del prestigioso giornale abbia pensato a lui, dedicandogli la copertina e il relativo servizio, con un’intervista della quale si è fatto carico lo stesso direttore Alessandro Rossi (l’articolo è on line da ieri a questo link).

Chi sia Pessina, ai farmacisti italiani è ben noto: capace di costruire passo dopo passo, partendo dall’Italia, un vero e proprio  impero mondiale della farmacia e distribuzione farmaceutica (Wba, appunto, di cui detiene il 16% delle azioni) che vale 136,9 miliardi di dollari di fatturato, l’imprenditore è il terzo uomo più ricco d’Italia, con un patrimonio stimato in 10,2 miliardi di dollari. Giusto per rinfrescare la memoria, la multinazionale che guida ha  quasi mezzo milione di dipendenti e circa 20mila farmacie in 25 paesi, dal Regno Unito agli Usa, dall’America Latina alla Cina, oltre ad essere anche una delle maggiori reti di distribuzione farmaceutica, con più di 400 hub che consegnano a oltre 240mila farmacie, medici, centri sanitari e ospedali in più di 20 Paesi.

L’intervista, però, ha girato alla larga dalle questioni più strettamente legate alle attività di Wba in Italia: per intenderci, non c’è nessuna domanda riferita alle  strategie e agli obiettivi futuri di Wba nel nostro Paese, come pure sarebbe stato lecito attendersi. Nessuna sollecitazione diretta, quindi, sulla situazione, i problemi  e le prospettive del retail farmaceutico in Italia, e nessuna indicazione al riguardo, ma invece un’ampia rassegna su quello che – in tempi straordinari quali quelli che stiamo vivendo per  effetto della pandemia globale di Covid – le aziende di respiro internazionale che si occupano di salute possono e devono fare per concorrere a superare una situazione straordinariamente complessa e mai affrontata prima.

Pessina, com’è suo costume, ha ben chiara la drammaticità del momento e la necessità di affrontarlo nell’unico modo possibile: abbandonando i vecchi paradigmi per elaborarne e adottarne di nuovi:  “Quanto accaduto ci deve far riflettere sulle nostre debolezze e sul fatto che tutto quello che non immaginiamo può accadere e, in tempi assolutamente veloci, cambiare le nostre vite” spiega il manager, osservando che quanto accaduto “non fa che evidenziare la necessità di una maggiore collaborazione e un maggior coordinamento per la gestione della sanità globale. Il cosiddetto ‘ecosistema della salute’ è ancora troppo disgregato, andrebbe fatta un’analisi oggettiva e profonda e trovate soluzioni a lungo termine. Ora più che mai, solo unendo le rispettive conoscenze possiamo trovare soluzioni utili in risposta a questa crisi e ad altre che inevitabilmente seguiranno nel tempo”. Ma, è l’amara considerazione di Pessina, durante l’emergenza pandemica è purtroppo emerso un orientamento esattamente opposto, “una volontà di isolamento da parte dei Paesi, più che una volontà di collaborazione”.

L’imprenditore italiano ha quindi raccontato come Walgreens Boots Alliance si sia trovata al centro di questa pandemia globale fin dall’inizio, prima in Cina (dove Wba è presente con le circa cinquemila farmacie di  GuoDa,  la principale catena del Paese) e subito dopo in Europa e negli Usa, fornendo assistenza sanitaria, farmaci e tecnologie per la salute a milioni di persone, a medici e strutture ospedaliere. “È ciò che facciamo normalmente, è il nostro lavoro” afferma al riguardo Pessina. “Oggi più che mai questo ruolo è vitale per la società”.

E si tratta di un ruolo giocato in prima fila da chi ha la consapevolezza di svolgere “un servizio pubblico essenziale, insieme a tutti coloro che in questo momento prestano la propria opera per far fronte all’emergenza medici infermieri e altri operatori sanitari di cui ho grandissima ammirazione e che ringrazio per quello che fanno per la comunità. Le nostre attività sono tra le poche rimaste sempre aperte ovunque”.

Una sottolineatura particolare Pessina la riserva proprio alle farmacie e alla filiera distributiva: le prime “si confermano il fulcro della salute sul territorio e nelle comunità, mentre la distribuzione farmaceutica mostra tutta la sua importanza nell’assicurare il corretto approvvigionamento di medicine e prodotti sanitari”. 

La filiera del farmaco, insomma, ha un ruolo imprescindibile, che l’emergenza ha fatto emergere ancora di più, dimostrando una volta per tutte come farmacie e distributori siano elementi non vicariabili del sistema. Pessina dimostra di esserne perfettamente consapevole, proseguendo con ancora maggior decisione nella strada già imboccata da Wba in tempi “normali”, quella dell’alleanza strategica con i sistemi sanitari. E ricorda anche che quello  svolto dalla filiera distributiva del farmaco è un lavoro tanto essenziale quanto poco appariscente, svolto  dietro le quinte. “Senza il lavoro di chi ogni giorno sta nei magazzini e sui mezzi di trasporto, semplicemente non ci sarebbe la possibilità di far arrivare i farmaci dove ce n’è bisogno. Il ministro della Salute francese ci ha voluto scrivere una lettera per ringraziare di questo contributo poco visibile ma fondamentale” racconta Pessina. “Queste attività hanno un valore incredibile, meriterebbero sempre un grande riconoscimento. Personalmente ne sono pienamente consapevole, mi fa piacere vedere che anche da parte delle istituzioni ci sia ora ampio apprezzamento di quanto il settore della distribuzione farmaceutica sta facendo in qualità di servizio pubblico essenziale”.

“I governi degli Stati Uniti e del Regno Unito hanno entrambi scelto Wba come partner chiave per la realizzazione dei programmi nazionali per i test del Covid-19 nei rispettivi paesi. Abbiamo anche il compito di diffondere alla cittadinanza le indicazioni sanitarie ufficiali emanate” spiega ancora Pessina a Forbes. “Con le nostre competenze e le nostre strutture, siamo considerati una risorsa centrale dai governi, a cui fare affidamento in tempi di grave emergenza. Ci viene attribuito un ruolo che va ben oltre quello strettamente di business. I nostri collaboratori sono i primi a volersi impegnare, spesso su base volontaria, oltre il loro ruolo professionale e ciò non può che riempirmi di orgoglio”.

Più in dettaglio, nel Regno Unito il governo ha chiesto la collaborazione di Boots (che con le sue 2500 farmacie è la più grande catena di farmacie del Paese) per un compito cruciale, quello di effettuare i test Covid-19 al personale del Nhs, il sistema sanitario pubblico britannico. E Boots ha risposto “Presente!”,  creando in brevissimo tempo in tutto il Paese “postazioni in cui le persone possono sottoporsi al test senza scendere dall’auto, in condizioni di massima sicurezza, grazie al lavoro di nostri dipendenti Boots adeguatamente formati che aderiscono su base volontaria”.

Esperienza analoga negli Usa, dove Walgreens, con le sue  9.500 farmacie è una delle big companies chiamate alle armi dal governo federale per gestire l’emergenza. “Siamo tra i prescelti per realizzare i test per il Covid-19, un’attività di importanza cruciale nella lotta al contagio, che stiamo portando avanti attraverso un sistema per le rilevazioni appositamente organizzato in aree dedicate in prossimità delle nostre farmacie”  spiega Pessina. “Stiamo anche dando un supporto a 360 gradi a istituzioni e cittadinanza, che va dal servizio tradizionale garantito dalle nostre farmacie, ai programmi speciali per consegna a domicilio di farmaci, ai servizi digitali per l’accesso a informazioni di importanza primaria. Con le attuali restrizioni, circolano molte meno persone e anche le farmacie soffrono.  Ma evidentemente il nostro è un servizio essenziale e dobbiamo essere aperti. Negli Usa abbiamo anche avviato un programma di assunzioni per far fronte alle assenze delle persone malate o in quarantena. Continueremo a fornire tutti i servizi anche in questa situazione”.

Ma Covid ha messo a nudo tutte  le fragilità del sistema. “Ci siamo resi conto dell’incredibile velocità con cui oggi un’infezione virale di questo tipo si può propagare da un capo all’altro del mondo. Gli effetti sul piano sanitario sono stati e continuano a essere molto pesanti ovunque, anche se da questo punto di vista penso si possa avere fiducia nella scienza e nella sua capacità di trovare una soluzione. Le preoccupazioni maggiori sono per le conseguenze del lockdown globale“ spiega Pessina. “Il rischio concreto è che in futuro si verifichino una crisi economica profonda e una divisione del mercato, in cui prevalgono i dazi e le guerre commerciali. Dobbiamo renderci conto che il mondo globalizzato come l’abbiamo inteso finora non sarà più lo stesso. Questo sarà determinante nel pensare alla ricostruzione”.

In chiusura di intervista, un accenno a due concetti chiave per un futuro che si annuncia quanto mai complicato: innovazione e solidarietà, ovvero avere la capacità di trovare soluzioni nuove e mettersi a disposizione degli altri. “Con il nostro lavoro stiamo unendo questi due concetti tra loro. Un esempio sono le partnership strategiche pluriennali che abbiamo con Microsoft e altre aziende altamente tecnologiche, fondate su una visione di lungo termine, in cui condividiamo visioni e valori oltre a esperienze professionali” spiega Pessina riferendo le scelte recenti e l’esperienza di Wba. “Stiamo effettuando una totale digitalizzazione dell’azienda, il cui valore, in questo momento critico, si esprime chiaramente. Penso che questa crisi costringerà molte aziende ad accelerare i loro processi di innovazione”.

A questi due concetti,  se ne accompagnano però altri due, che – al netto delle molte parole dichiarazioni di sostegno in passato hanno trovato scarsa applicazione nel mondo aziendale, ma che oggi si impongono come assolutamente necessari. Anche sul punto, Pessina fornisce una risposta netta: “La pandemia da Covid-19 ha causato uno choc destinato a cambiare tante cose. Sono convinto che il concetto stesso di sostenibilità andrà ad assumere un significato più profondo. Noi siamo già da tempo in questa traiettoria” spiega il numero 1 di Wba concludendo la chiacchierata con il direttore di Forbes Italia. “Lavoriamo sempre con l’obiettivo di migliorare il mondo che ci circonda, secondo principi etici solidi e creando valore per le persone e per l’ambiente. Credo che saremo chiamati sempre più a dare l’esempio in questo senso”.

 

Stefano Pessina sulla copertina del numero di maggio 2020 di Forbes Italia