Pediatri: “Vaccini, vanno lasciati fuori dalla campagna elettorale”

Roma, 17 gennaio – Mantenere fuori i vaccini dalla campagna elettorale: questo il monito lanciato dalla Fimp, la Federazione italiana dei medici pediatri , dopo che sulla materia alcuni esponenti della politica si sono già lanciati in proposte intemerate che hanno già infiammato  il dibattito politico.

 “Siamo sorpresi che qualcuno pensi di abolire la recente legge sull’obbligo vaccinale”  afferma la riguardo il presidente Fimp Giampietro Chiamenti (nella foto)“Così vengono messe in discussione scelte di prevenzione scientificamente validate, con effetti negativi sul recupero del pericoloso calo delle coperture vaccinali degli ultimi anni. Va dimostrata l’inutilità o la pericolosità delle vaccinazioni prima di addentrarsi in una materia così delicata ed importante per la salute pubblica e non contribuire invece a coltivare dubbi e timori ingiustificati”.

Lo scorso 28 dicembre 2017 Vaccine, prestigiosa rivista scientifica internazionale, ha accettato la pubblicazione on line di una ricerca sulla Parental vaccine hesitancy in Italy condotta da Istituto superiore di sanità, ministero della Salute, alcune Agenzie regionali di sanità pubblica e due Università italiane (qui l’abstrasct pubblicato su PubliMed). Dal lavoro è emerso l’importante ruolo del pediatra di libera scelta come fonte principale di informazione sulle problematiche vaccinali. Dall’analisi di 3.130 questionari raccolti presso le famiglie italiane risulta, infatti, che il pediatra di famiglia sia la fonte di informazione sui vaccini più affidabile per i genitori pro vaccini (88%) ma anche per quelli esitanti (71%). Ma anche per il 47 % dei no vax ritiene il pediatra un riferimento.

La maggior parte dei genitori ritiene che il pediatra di famiglia dedichi tempo sufficiente all’informazione (pro vax 71%, hesitant 64%, no vax 38%), mentre gli stessi genitori ritengono che il personale dei servizi vaccinali dedichi meno tempo. L’84% del campione dichiara di aver ricevuto indicazioni per fare tutte le vaccinazioni.
I dati non sorprendono perché l’azione di supporto dei pediatri di famiglia alle vaccinazioni è un compito consolidato della nostra assistenza” spiega Chiamenti. “Inoltre in diverse realtà il pediatra si affianca al servizio vaccinale pubblico anche nell’esecuzione del programma vaccinale, soprattutto dopo l’approvazione della legge sulle vaccinazioni obbligatorie, per garantire una migliore risposta organizzativa alle nuove esigenze. Stupisce invece che in alcune trasmissioni televisive nazionali passi il messaggio di una pediatria ostativa, come se la categoria fosse allineata su posizioni di scarso sostegno alle vaccinazioni laddove invece, per sua formazione scientifica, il pediatra è ben conscio dell’importanza del ruolo preventivo delle vaccinazioni”.

Va ricordato che questi presidi sanitari hanno permesso la sconfitta definitiva del vaiolo e stanno riducendo in modo progressivo e costante altre patologie infettive infantili” sottolinea il presidente Fimp. “Questi risultati sono però messi a rischio dalla progressiva disaffezione di cittadini malinformati e non più abituati alle conseguenze di malattie che non si vedevano più proprio per effetto della loro prevenzione. Solo la scienza ci può convincere del contrario e ci conforta molto il giudizio delle famiglie italiane che testimoniano la validità dell’impegno a favore delle vaccinazioni della grandissima parte dei pediatri italiani”.

La Fimp è la società scientifica pediatrica che ha elaborato insieme a Fimmg, Sip e Siti il Calendario vaccinale per la vita, adottato come proposta di riferimento dal Piano Nazionale Vaccini per il 2017-19. “Purtroppo” osserva  Chiamenti  al riguardo “dobbiamo ancora confrontarci con chi non si rende conto della responsabilità che si assume quando sostiene posizioni vicine alla esitazione vaccinale e nello specifico, se costui è un pediatra convenzionato, dobbiamo far presente che questa posizione lo pone istituzionalmente fuori dal proprio ruolo”.