Payback, per i tecnici del Senato norme carenti nella Legge di bilancio

Roma, 7 novembre – Le norme sul payback farmaceutico previste dalla Legge di bilancio 2018 all’esame del Senato non sono del tutto adeguate e presentano anzi criticità e aspetti che generano confusione e vanno subito chiariti.

Questa, almeno, è la valutazione  contenuta nella Nota di lettura (pagg. 122-126) stilata dal Servizio Bilancio di Palazzo Madama dopo il consueto, occhiuto esame  del testo del provvedimento.

I  tecnici del Senato evidenziano che le misure sul payback contenute nell’art. 41 della legge (che da una parte “si limitano a imporre scadenze certe per la definizione da parte da parte dell’Aifa dei provvedimenti amministrativi di propria competenza ai fini della determinazione del payback per l’anno 2016” e dall’altra impongono alla stessa agenzia regolatoria “di chiudere l’imponente contenzioso pendente relativo al periodo 2013-2015, in relazione alle prospettive sfavorevoli rappresentate dall’Avvocatura dello Stato in caso di sentenza del Tar del Lazio“) rischiano di tradursi in una riduzione dei risparmi sulla spesa ospedaliera attesi dal meccanismo del payback, rispetto a quelli stimati inizialmente dall’Aifa,  per effetto del consistente calo degli importi complessivamente dovuti (1,48 miliardi per il periodo 2013-2015, dei quali però solo 882 milioni sono stati effettivamente pagati e impugnati davanti al Tar).

Per  i tecnici del Senato andrebbe dunque chiarito  “se per i prossimi anni non debbano scontarsi effetti di minor risparmio, alla luce del fatto che gli accordi transattivi citati fanno presupporre che in futuro l’ammontare del payback sarà significativamente inferiore rispetto a quanto erroneamente stimato in precedenza“.

Il rilievo fa riferimento alle conseguenze di una questione annosa e ben nota, il contenzioso nato tra  Aifa e aziende farmaceutiche a seguito della individuazione di importi non corretti addebitati alle seconde, con conseguente rideterminazione delle somme da esse dovute alle Regioni. Un contenzioso che – ricorda la nota di lettura dei tecnici del Servizio Bilancio – ha prodotto il già ricordato scarto tra le richieste di ripiano dell’Aifa (1,48 miliardi di euro) e l’ammontare dei versamenti effettivi delle industrie, 882 milioni euro, “in gran parte oggetto di contestazione e comunque significativamente inferiori alle richieste  complessive formulate dall’Aifa (quasi 1,5 mld di euro) anche in caso di effettiva sottoscrizione degli accordi transattivi“, che la relazione tecnica che accompagna la legge di bilancio stima in 930 milioni di euro.

“La questione andrebbe approfondita in relazione al fatto che il netto calo degli importi

complessivamente dovuti prescinde da un’eventuale, impropria distribuzione del peso finanziario degli oneri fra le diverse aziende farmaceutiche” annotano i tecnici del Servizio Bilancio “risolvendosi chiaramente in  una riduzione dei risparmi sulla spesa ospedaliera conseguiti attraverso il meccanismo del payback rispetto a quelli stimati inizialmente dall’Aifa”.

“Sarebbe quindi da chiarire” annotano i tecnici del Servizio Bilancio “se per i prossimi anni non debbano scontarsi effetti di minor risparmio, alla luce del fatto che gli accordi transattivi citati fanno presupporre che in futuro l’ammontare del payback sarà significativamente inferiore rispetto a quanto erroneamente stimato in precedenza”.

Secondo la nota di lettura predisposta dal Servizio Bilancio, però, andrebbe anche contabilizzato  sui conti del 2018 l’impatto dei ricorsi e delle transazioni previste sui saldi di finanza pubblica, “mentre invece il prospetto riepilogativo non mostra  effetti. Infatti, la riduzione dell’ammontare dei ripiani rispetto a quanto atteso a  legislazione vigente dovrebbe esercitare un impatto (negativo) in termini di cassa  nell’esercizio finanziario in cui è previsto il versamento da parte delle imprese e, in  termini di indebitamento netto (con eventuale revisione della serie storica), in relazione  agli anni in cui lo sforamento è stato accertato (con conseguente obbligo di ripiano da  parte delle imprese)”.

Rilevato come la situazione presenti aspetti innegabilmente controversi, i tecnici del Servizio Bilancio di Palazzo madama concludono evidenziando la necessità di  ulteriori riflessioni “in ordine all’efficacia dello strumento del payback rispetto all’obiettivo di contenimento della spesa farmaceutica, sia in relazione alle criticità informative che ne depotenziano l’efficacia, che, strutturalmente, in rapporto alla plausibilità dei tetti, giudicati sottodimensionati da parte delle  imprese”.