Lombardia, pasticcio sulle liste, collegi a rischio per centrodestra

Roma, 1 febbraio –  La Corte d’Appello di Milano ha escluso 15 candidature uninominali della coalizione di centrodestra nella circoscrizione Lombardia 1 alla Camera. La decisione è stata motivata col mancato deposito della dichiarazione di apparentamento alla coalizione da parte della lista ‘Noi con l’Italia’, la cosiddetta “quarta gamba” del centrodestra.  I rappresentanti delle liste estromesse hanno ora 48 ore di tempo per presentare ricorso all’Ufficio elettorale presso la Corte di Cassazione.

I rappresentanti della lista sostengono che in realtà il documento mancante sarebbe stato depositato dalla ‘capofila’ (Forza Italia), che si è presa carico di presentare l’intera documentazione.  Ma la commissione elettorale ha comunque contestato l’assenza, nelle liste depositate da ‘Noi con l’Italia’, della documentazione a sostegno, appunto, dei candidati di coalizione all’uninominale, a partire dalle dichiarazioni di accettazione della candidatura. Il dossier presentato, in altre parole, è incompleto e quindi le candidature da bocciare.

I partiti di centrodestra, secondo quanto riferisce la stampa milanese, avrebbero anche subito provato a chiedere un allungamento dei termini per ripresentare i documenti mancanti, ma l’ipotesi si è rivelata impraticabile. L’unica soluzione possibile, dunque, è quella del ricorso all’ufficio centrale presso la Cassazione: 48 ore di tempo per presentarlo e altrettante per attenderne l’esito.

Le pagine milanesi del Corriere della Sera, al riguardo, indicano almeno tre possibili scenari: il primo è il pieno accoglimento del ricorso e quindi lo scampato pericolo, con il solo dazio di una grande paura e una pessima figura, in termini di pressapochismo, dei partiti coinvolti nella vicenda; il secondo è quello dell’esclusione nei collegi Lombardia 1 e 4 delle sole liste di ‘Noi per l’Italia’; il terzo (ovviamente il più drammatico per il Centrodestra) è la bocciatura del ricorso e la conferma della cancellazione dei candidati da quei collegi, con il rischio ancora più catastrofico che possano cadere anche le liste proporzionali collegate.

Per un corretto, fisiologico svolgimento delle elezioni in Lombardia, a garanzia del diritto degli elettori a esprimere senza limiti o vincoli il loro voto, è in ogni caso auspicabile che il “pasticciaccio”  trovi subito una soluzione positiva, anche alla luce del fatto che nella vicenda   sono coinvolti nomi di candidati di primissimo piano. Su tutti, spiccano quelli del leghista Massimo Garavaglia, assessore regionale all’Economia (collegio di Legnano) e degli esponenti di Forza Italia Michela Vittoria Brambilla (collegio di Abbiategrasso) e Andrea Mandelli (collegio di Monza), senatore uscente e responsabile nazionale del Dipartimento Professioni del  partito.

Per quanto riguarda quest’ultimo, ricordiamo che – come già riferito ieri – il presidente della Fofi, oltre che nel collegio uninominale di Monza, la sua città, è candidato come capolista anche nel collegio plurinominale proporzionale di Seregno.  Circostanza che – nella malaugurata  ipotesi che il “pasticciaccio” dell’esclusione dei candidati non trovasse soluzione – manterrebbe del tutto impregiudicate le sue chance di arrivare a Montecitorio. Fatta salva, ovviamente, la disastrosa ipotesi che la conferma della cancellazione dei candidati dei  collegi uninominali non arrivi a coinvolgere, con effetto domino, anche le liste proporzionali collegate.