Covid, 25mila vaccinati al giorno in più ‘usando’ anche le parafarmacie

Roma, 8 marzo – I conti sono semplici: cinque vaccinazioni al giorno per ognuna delle oltre 4700 parafarmacie aperte e operanti su tutto il territorio nazionale. Arrotondando, significa 25mila vaccinazioni in più ogni giorno. Questo , secondo quanto affermano Fnpi, Mnlf, FederFarDis e Culpi, le sigle di rappresentanza delle parafarmacie italiane, è il contributo che gli esercizi di vicinato nati con la legge Bersani del 2006 possono dare alla  campagna vaccinale nazionale anti-Covid, qualora venissero “arruolati” dalle istituzioni, che potrebbero così avvalersi di un potenziale d’azione oggi largamente sottoutilizzato.

Questa la sintesi della Proposta di piano vaccinale nazionale che le sigle prima citate hanno avanzato al presidente del Consiglio del ministri Mario Draghi, al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio e al commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Francesco Figliuolo, offrendo la disponibilità a partecipare attivamente a una sfida  decisiva per le sorti del Paese, sfida che – come ha sottolineato nei giorni scorsi lo stesso generale Figliuolo – deve necessariamente passare attraverso l’aumento, il più ampio possibile, dei siti vaccinali.

La proposta delle parafarmacie, illustrata in dettaglio in questo documento, va appunto in questa direzione, che è peraltro la stessa indicata qualche giorno fa dal presidente della Fofi Andrea Mandelli,  quando ha ribadito che “in una fase sempre più complessa, che comporta ulteriori restrizioni alla mobilità delle persone, poter contare su siti vaccinali di prossimità è una risorsa importante. Una campagna vaccinale mirata a decine di milioni di italiani è un’impresa titanica, che richiede soluzioni innovative e soprattutto immediatamente attuabili. I farmacisti italiani sono pronti a fare la loro parte anche in questa occasione”.

Mandelli faceva riferimento alla “rete capillare delle farmacie di comunità, che conta oltre 19.000 presidi distribuiti nelle grandi città come nei paesi più piccoli”. Ma, proprio per le ragioni puntualmente ricordate dal presidente della federazione professionale dei farmacisti, il coinvolgimento dei farmacisti non può che valere anche per quelli che operano nelle parafarmacie.