Parafarmacie, dimissioni polemiche nella Federazione nazionale

Roma, 13 settembre – L’attuale politica della Fnpi non persegue la tutela dei farmacisti titolari di sola farmacia, che vivono un’emergenza sindacale reale e concreta. Questa la motivazione che ha indotto alcuni referenti regionali della Fnpi, la Federazione nazionale delle farmacie italiane presieduta da Davide Gullotta, a rassegnare le dimissioni dal loro incarico.

Ne dà comunicazione un comunicato diffuso nella tarda mattinata di ieri dal Comitato crisi parafarmacie, la sigla costituitasi questa estate per perseguire la soluzione del nodo degli esercizi di vicinato abilitati alla vendita di farmaci con il loro “riassorbimento” nel sistema farmaceutico, così come ipotizzato dall’emendamento al ddl Lorenzin presentato dalle deputate Pd Silvia Fregolent e Ileana Piazzoni.

La proposta correttiva, presentata in Commissione Affari sociali alla Camera nel maggio scorso (suscitando già allora molte e vivaci reazione polemiche nel mondo della farmacia), punta appunto a risolvere la cosiddetta “anomalia parafarmacie” attraverso il riassorbimento di questi esercizi, con misure ad hoc (graduatorie stilate su base regionale e incardinate su diversi criteri come pianta organica, distanze, punteggi, titoli, età, parentele, anzianità di esercizio).

Una soluzione che – al di là della sua praticabilità, che appare a dir poco problematica – è stata però stroncata dalle sigle “storiche” delle rappresentanza, come riferito da RIFday nei giorni scorsi (qui e anche qui), contrarie in radice a ipotesi di soluzione del problema parziali, tali cioè  -ove realizzate – di “premiare” solo alcune parafarmacie, senza sostanzialmente preoccuparsi del destino delle altre.

Rilievo al quale il Comitato crisi parafarmacie risponde argomentando che l’attuale normativa, limitando l’esercizio della professione, crea “enormi disparità di trattamento all’interno della categoria tutta, che può essere superata solo con un riassorbimento dei farmacisti titolari di parafarmacia”, anzichè continuare “a tutelare gli interessi di soggetti che a vario titolo non professionale sono proprietari di parafarmacie”.

Una divergenza di posizioni insanabile, dunque, che ha inevitabilmente portato alla diaspora del gruppo che ha animato la costituzione del Comitato anticrisi, coordinato dallormai ex responsabile dei rapporti politici di Fnpi Daniele Viti e che vede tra gli altri i referenti regionali Federica Giuzio (Basilicata), Adriana Berti (Lazio), Fabio Sirsi (Puglia), Michela Monti (Emilia Romagna), Loredana Virdis (Umbria), Piera Cena (piemonte) e Carla Strangio (Calabria).

Tutti esponenti della categoria che salutano e se ne vanno,  ritenendo che “con la decisione di non tutelare gli interessi dei farmacisti titolari di sola parafarmacia” (la Fnpi) si sia messa in contrasto con le istanze professionali dei farmacisti che vi operano”.

Una decisione che peraltro era già stata messa in conto dai vertici Fnpi, che – presagendo lo strappo reso pubblico oggi  – ha già provvedendo nei giorni scorsi a nominare i primi nuovi referenti regionali in luogo dei dimissionari, cominciando dalla Calabria.

“Quella scritta oggi è una brutta pagina” commenta il presidente Fnpi Davide Gullotta, bersaglio principale delle accuse dei dimissionari, che gli rimproverano “una conduzione priva di metodo democratico e caratterizzata da un atteggiamento di chiusura e rifiuto di qualsiasi critica, seppur costruttiva, anche sul rispetto dello statuto”. 

Un’accusa che Gullotta, però, rispedisce senza esitazione al mittente: “Più volte, di fronte alle divergenze di vedute sull’ipotesi di soluzione prospettata dall’emendamento Fregolent, che spacca verticalmente il mondo delle parafarmacie, la Fnpi ha richiamato la necessità di un confronto preventivo e largo con tutta la base dei colleghi, prima di prendere qualsiasi decisione” spiega Gullotta. “A quel confronto, però, il gruppo di Viti voleva arrivare con la strada già tracciata e con l’atteggiamento di chi pretende di imporla: o questa o nessun’altra. Tutto possono fare, dunque, questi colleghi, fuorché pretendere di dare lezioni di democrazia a chicchessia”.

“Ma, come si dice, se bisogna fare ponti d’oro al nemico che fugge, figurarsi all’amico” ironizza Gullotta.  “Ai colleghi che hanno ritenuto – ma ormai non avevamo dubbi che lo facessero – di lasciare la federazione formulo dunque i migliori auguri, che ovviamente non estendo all’esito della battaglia per happy and lucky few che hanno deciso di portare avanti. Anche senza di loro, la Fnpi proseguirà per la sua strada, che è la stessa di altre sigle di settore e non è certo quella di privilegiare qualcuno, ma di consentire finalmente a tutti i colleghi farmacisti che, nelle forme più diverse, hanno coraggiosamente investito su se stessi aprendo una parafarmacia, magari con l’aiuto dei risparmi di famiglia, di svolgere la loro attività e la loro professione senza le limitazioni che sono oggi loro imposte”.

“Questa è la battaglia vera, la battaglia da vincere, che è in primo luogo una battaglia di civiltà e di libertà” conclude Gullotta “e Fnpi vuole combatterla fino alla fine, senza cadere nelle trappole e nelle lusinghe pre-elettorali di forze politiche sorde fino a ieri ai problemi delle parafarmacie e che adesso invece le blandiscono con ipotesi che evidentemente a qualcuno sembrano seducenti, ma sono destinate a non arrivare da nessuna parte”.