D’Ambrosio: “Politica rifletta prima di altri errori su parafarmacie”

Roma, 21 settembreUn concorso a cui i farmacisti titolari di parafarmacia da un certo numero di anni possano partecipare con un titolo agevolato, senza ovviamente pregiudicare il diritto di  tutti gli altri farmacisti a concorrere, per evitare di discriminare e penalizzare, in particolare, i titolari di sede rurale e i collaboratori di farmacia, “portatori di diritti e aspettative che vanno rispettati”.
Questa la proposta che il sen. Luigi D’Ambrosio Lettieri, vicepresidente della Fofi, ha rilanciato in un articolo a sua firma pubblicato ieri da da quotidianosanità.it, intervenendo nel dibattito sulla soluzione del riassorbimento nel sistema farmaceutico degli esercizi di vicinato abilitati alla vendita di farmaci istituiti nel 2006 con le “lenzuolate” dell’allora ministro dello sviluppo economico Pierluigi Bersani.

Per il senatore pugliese, quella di una legge finalizzata ad assorbire nel sistema le farmacie “è una strada su cui è opportuno riflettere con molta attenzione per evitare di commettere un altro grave errore, soprattutto dopo che l’infausta legge “Cresci Italia” ha abbassato il quorum delle farmacie per numero di abitanti, aggravando ulteriormente la già grave e profonda condizione di difficoltà economica della farmacia italiana”.
In questo contesto, D’Ambrosio afferma di ritenere “quantomeno rischiosa la proposta avanzata da alcuni esponenti politici. Aumentare nuovamente il numero delle farmacie proprio adesso, infatti, considerando che un elevatissimo numero di esercizi vive una condizione di fragilità economica, potrebbe essere esiziale”.

Pur dicendosi “solidale nei riguardi dei farmacisti titolari di esercizi di vicinato”, il vicepresidente della Fofi osserva che “le pur legittime aspirazioni di questi non possano essere superiori rispetto a quelle di chi, oggi, è privo di occupazione o di quanti ambiscono ad una progressione in carriera”.
D’Ambrosio lancia quindi quella che egli stesso definisce una provocazione: “Quando il legislatore sbaglia, com’è accaduto con l’istituzione delle parafarmacie, credo sia giusto prevedere che a beneficio di questi professionisti, incantati e ingannati da una politica incapace di dare le giuste risposte, venga istituito un contributo a titolo di risarcimento” scrive il senatore. “Anche una specifica norma con cui a questi professionisti si riconosce un bonus fiscale pluriennale sarebbe un buon segnale. Ritengo che nel momento in cui il legislatore commette errori così grossolani debba farsi carico di risarcire i soggetti danneggiati”.

Se poi non si trattasse di errore, ma di un disegno perseguito con pervicacia per scardinare il sistema farmaceutico “per indebolirlo, destrutturarlo e consegnarlo su un piatto d’argento ai soliti noti, ipotesi che ritengo tutt’altro che peregrina, allora bisognerebbe introdurre la bolla di decadenza e di ineleggibilità per chi, anziché servire gli interessi supremi del popolo, ha operato in nome e per conto di potentati economici”.
Anche la recente legge sulla concorrenza, a giudizio di D’Ambrosio, “non solo non si è occupata del problema, ma temo che sia destinata a produrre non pochi danni”,  aprendo la strada “a un oligopolio che rischia di cambiare il codice genetico della farmacia italiana”.
Per il senatore dei Conservatori riformisti italiani, la farmacia italiana “dovrà necessariamente rispondere a questa nuova sfida attraverso una sua differente ricollocazione nel mercato, diventando essa stessa una solida e capillare catena, forte della sua storia, del suo insostituibile ruolo di presidio socio-sanitario di prossimità, della sua storica vocazione al servizio e di un ruolo professionale che” conclude D’Ambrosio “con la ‘presa in carico del paziente’, resta saldato sempre più al sistema sanitario nazionale”.