Pagliacci (Sunifar): “Punteggio concorsi, rurali penalizzati”

Roma, 30 ottobre – L’emendamento della deputata Pd Rosanna Scopelliti introdotto nel ddl Lorenzin approvato dalla Camera mercoledì scorso, che ribadisce l’invalicabilità del tetto dei 35 punti nei concorsi per l’assegnazione di sedi farmaceutiche, anche considerando la maggiorazione riconosciuta ai farmacisti rurali, va in direzione del tutto contraria alle richieste e alle sollecitazioni avanzate al riguardo da Sunifar.

Nonostante la misura approvata da Montecitorio, però, resta impregiudicato l’impegno del ministero della Salute di continuare nella collaborazione avviata con Sunifar “per elaborare misure in favore della ruralità”, ribadito nel corso di un incontro tenutosi nelle ore immediatamente successive all’approvazione del ddl Sanità.

A comunicarlo è la presidente del Sunifar, Silvia Pagliacci (nella foto), in una  lettera aperta diffusa venerdì scorso agli associati per dare conto dell’esito della vicenda dell’emendamento Scopelliti. La presidente dei rurali ricorda che il sindacato si era rivolto al ministero per sollecitare un chiarimento sulla questione punteggi che tenesse nel conto dovuto i sacrosanti diritti e le legittime aspettative dei “colleghi delle zone rurali che attendono i concorsi per spostarsi”.

La misura correttiva proposta della parlamentare Pd (anticipata peraltro poche ore prima dal sottosegretario alla Salute Davide Faraone, nel corso di un intervento in Aula in risposta a un’interrogazione sul tema), di segno esattamente contrario a quello espresso nella richiesta Sunifar, avrebbe trovato la sua scaturigine in un parere dell’Avvocatura dello Stato, alla quale il ministero si era rivolta per un chiarimento.

Un parere che – purtroppo per Sunifar – gli avvocati dello Stato hanno espresso riconfermando il tetto massimo dei 35 punti, osservando che in caso contrario le conseguenze sarebbero state devastanti per il concorso straordinario e le graduatorie già concluse, con una prevedibile esplosione di ricorsi e inevitabili effetti a cascata su interpelli e assegnazioni già effettuate.
Un caos che – secondo le spiegazioni che i funzionari della Salute hanno fornito alla stessa Pagliacci e al presidente nazionale della Federazione Marco Cossolo nel corso dell’incontro subito richiesto e tenutosi al Ministero subito dopo l’approvazione del ddl Lorenzin – si è appunto ritenuto di scongiurare con l’approvazione dell’emendamento Scopelliti.

Che, però, alla fine penalizza proprio i farmacisti rurali: “Lo abbiamo sottolineato”  scrive al riguardo Pagliacci,  riferendo che “i responsabili del dicastero ci hanno assicurato di voler continuare a collaborare con il sindacato titolari per interventi a favore della ruralità”.