Pagamenti sospesi dal “Cura Italia”, un utile riepilogo da Sediva

Roma, 30 marzo – L’art. 68 del decreto emergenziale noto alle cronache come  “Cura Italia” prevede, tra le altre misure,  anche la sospensione dei termini dei versamenti, tributari e non tributari, che scadono  nella finestra di tempo compresa tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020 e relativi a queste fattispecie:  cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione (come Equitalia SpA, per intendersi); avvisi di accertamento esecutivi; avvisi di addebito emessi dagli enti previdenziali; atti di accertamento previsti dall’Agenzia delle Dogane; ingiunzioni di pagamento emesse dagli Enti territoriali e atti esecutivi emessi dai Comuni.

La sospensione, come dettaglia una nota pubblicata oggi su Piazza Pitagora, la newsletter delle Studio Sediva,  riguarda anche: gli atti di accertamento esecutivo emessi dall’Agenzia delle Dogane e dei monopoli ai fini della riscossione delle risorse proprie dell’Unione europea e della connessa Iva; le ingiunzioni di cui al R.D. n. 639/1910 emesse dagli enti territoriali e, infine, i nuovi atti esecutivi che gli enti locali possono emettere ai sensi dell’art. 1, comma 792, della legge n. 160/2019 sia per le entrate tributarie sia per quelle patrimoniali (si tratta, spiega Sediva, di atti esecutivi dovuti su tributi degli enti locali e di atti finalizzati alla riscossione delle entrate patrimoniali emessi dagli enti stessi e/o dai soggetti affidatari dei servizi di riscossione, come Equitalia SpA).

È infine prevista la sospensione – fino alla data del 31 maggio 2020 – della notifica da parte dell’agente della riscossione degli atti di riscossione. Sediva invita però fare attenzione: tutti i versamenti oggetto di sospensione  prima ricordati  dovranno essere effettuati in unica soluzione entro il 30 giugno 2020.
Va da sé, tuttavia, precisa Sediva, che la sospensione non riguarda i pagamenti derivanti da atti diversi da quelli sopra elencati, e in particolare quelli derivanti da comunicazioni di irregolarità (i famosi avvisi bonari) inviate dall’Agenzia delle Entrate ai fini della liquidazione automatizzata e da atti conseguenti al controllo formale ex art. 36-ter del Dpr n. 600/1973 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi).
Non parrebbero essere state sospese le entrate tributarie e non tributarie riscosse dalle società iscritte nell’albo dei gestori dell’accertamento e della riscossione dei tributi locali. Anche per questo complesso di disposizioni. però, avverte Sediva,  è possibile che intervengano sia modifiche sia ulteriori proroghe/slittamenti/sospensioni in dipendenza del protrarsi della situazione emergenziale.