Pace (Fofi): “Riforma Enpaf, l’auspicio è che arrivi rapidamente”

Roma, 6 febbraio – Una nuova testimonianza di come la professione, in tutte le sue componenti, metta la riforma dell’ente di previdenza di categoria tra le priorità da affrontare. Così Maurizio Pace (nella foto), segretario della Fofi e delegato della Federazione nel CdA dell’Enpaf, commenta le recenti proposte avanzate dalla sigla nazionale dei giovani farmacisti per ammodernare il sistema previdenziale dei farmacisti.
“Da tempo sostengo la necessità di abbandonare il vecchio schema retributivo a ripartizione” afferma Pace  “non solo passando al sistema contributivo, ma adeguando lo schema alla realtà del lavoro che, soprattutto agli inizi della carriera, è ben lontana da quella sicurezza e continuità su cui si poteva contare un ventennio fa: contratti atipici, collaborazioni, borse di studio e altri istituti incompatibili con la contribuzione attuale, come sottolineato dalla Fenagifar”.

Per Pace, però, è anche “venuto il momento di dirimere la questione della doppia contribuzione dei colleghi collaboratori e degli ospedalieri. In questa situazione o si struttura l’ente in modo da costituire un secondo pilastro previdenziale, prevedendo anche la possibilità di conferire volontariamente le quote del Tfr, oppure si rischia di mantenere una ‘spina irritativa’ che deteriora il rapporto tra tanti professionisti e il loro ente previdenziale“.

Il cambiamento, secondo Pace, è reso ancora più necessario dall’evoluzione della rete delle farmacie determinata dall’approvazione della Legge sulla Concorrenza. E l’intervento di riforma dovrà anche occuparsi del contributo dello 0,90 a carico delle farmacie, dandogli una finalità, così come del futuro contributo delle società proprietarie di farmacie”.
Pace concorda anche sugli altri temi toccati dalle proposte Fenagifar, dalla questione del contributo dei pensionati che vogliono rimanere iscritti all’Ordine, al contributo di solidarietà: “Tutti aspetti che trovano oggi un consenso trasversale e che quindi saranno parte di quella trasformazione dell’ente alla quale finalmente si sta lavorando in modo concreto, ovviamente considerando un ingresso graduale nel nuovo sistema fino ad arrivare a regime, così da evitare conflittualità tra generazioni” afferma Pace, affermando di confidare che si arrivi rapidamente a questa riforma, “così come si è giunti ora a un intervento organico sul piano della copertura sanitaria integrativa, siglando la convenzione con l’Ente di mutua assistenza per i professionisti Italiani”.