Ossigeno, il tavolo tecnico lavora a un dossier per il Ministero

Roma, 6 giugno –  Celiando, si potrebbe dire che sull’ossigeno terapeutico le organizzazioni della farmacia (Federfarma, Assofarm e Farmacieunite) sembrano disposte a combattere una battaglia all’ultimo respiro, con l’obiettivo dichiarato di eliminare i pesanti disagi e disservizi che i cittadini (e con essi  le farmacie di comunità, che non possono fare molto per soddisfare le richieste di ossigeno terapeutico dei pazienti) sono costretti a subire dopo il divieto alle aziende produttrici di gas medicinali, a partire da 1° febbraio scorso, di riempire le bombole di proprietà di terzi.

Dell’argomento si è tornato a discutere ieri, in occasione della riunione del gruppo di lavoro permanente costituito dall’Aifa insieme ai rappresentanti della filiera per monitorare il fenomeno delle indisponibilità di referenze farmaceutiche sul circuito distributivo nazionale. E ciò perché, essendo l’ossigeno terapeutico un farmaco, anche la carenza/indisponibilità di bombole (oggetto di reiterate segnalazioni dalle associazioni territoriali delle farmacie, puntualmente riportate ad Aifa dalla Federfarma) rientra a pieno titolo nella sfera di interesse del tavolo tecnico coordinato dal direttore dell’Ufficio Qualità dei prodotti e Contrasto al crimine farmaceutico dell’Aifa, Domenico Di Giorgio.

La necessità di intervenire è tornata ad emergere in tutta la sua evidenza, grazie anche alle segnalazioni pervenute da alcune Regioni, e la strada scelta per farlo è quella di un approccio “scientifico”, basato sui dati reali: il tavolo cercherà di approntare un dettagliato dossier sulle criticità della situazione, utilizzando allo scopo anche le denunce e segnalazioni arrivate dalle sigle territoriali e nazionali delle farmacie, che potrà poi essere inviato agli uffici competenti del Ministero della Salute con la richiesta di interventi in grado di eliminare le criticità che ostacolano l’accesso dei pazienti all’ossigeno terapeutico.

Nei prossimi giorni ogni sigla partecipante al tavolo potrà quindi predisporre e fornire all’Aifa un proprio documento sull’argomento, dettagliando situazioni di difficoltà e impedimenti registrati nella distribuzione dell’ossigeno. Sarà poi la stessa Agenzia regolatoria a coordinare il Tavolo nella predisposizione di un incartamento da inviare agli uffici competenti del dicastero dove si è appena insediata la nuova ministra Giulia Grillo, per permettere di riaprire la discussione sul tema alla luce degli sviluppi e delle situazioni verificatesi sul campo in questi ultimi mesi.

Sarà il Ministro a doversi fare carico di un problema che presenta vari aspetti critici: il primo è relativo al costo delle bombole, intese come contenitori, che le aziende produttrici di gas continuano a fatturare alle farmacie. E questo nonostante il parere con il quale nello scorso autunno l’Ufficio legale del ministero della Salute aveva inequivocabilmente precisato che il prezzo dell’ossigeno, definito dall’Aifa in base a una contrattazione con l’azienda farmaceutica produttrice, “comprende anche il contenitore del farmaco”, ossia bombola e relativa valvola, ritenendo per conseguenza illegittima la fatturazione alle farmacie di noleggio e cauzione delle bombole da parte delle imprese