Ordine di Roma, quasi 2000 i votanti, oggi scrutinio e cariche

Roma, 4 ottobre – Si sono chiuse ieri sera, alle 22, le votazioni per il rinnovo degli organi collegiali dell’Ordine di Roma. Sono poco meno di 2000 gli iscritti all’Albo che hanno risposto all’appello del voto professionale durante i tre giorni di apertura del seggio elettorale,  sostanzialmente in linea con il numero dei votanti delle ultime consultazioni.

Il dato, che corrisponde a circa un terzo degli iscritti, conferma la ormai tradizionale vis partecipandi dei farmacisti romani alla vita del loro organismo professionale, tendenza che si è andata affermando e stabilizzando nelle ultime quattro consultazioni professionali, con numeri di votanti in pratica quasi raddoppiati rispetto a 12-15 anni fa, espressione di un sentimento di appartenenza alla professione ancora vivo e largamente condiviso che è fatto anche di voglia di esserci, contare e incidere sulle scelte da compiere e che suona come un’inequivocabile testimonianza della volontà di continuare a credere nella professione e nel suo ordinamento autonomo.

Un dato confortante, dunque, soprattutto se posto in relazione con quanto accade in altri Ordini provinciali, dove invece l’afflusso al voto non arriva al 10% degli iscritti, sostanziando una fenomeno di vera e propria diserzione delle urne professionali che – prima e più ancora che un segnale di scollamento dalla collegialità – è un’espressione di disinteresse e quindi di sfiducia nel ruolo e nella funzione dei propri organismi di rappresentanza, che finiscono inevitabilmente per uscirne indeboliti, insieme alla professione tutta.

L’affluenza ancora sostenuta al voto registrata a Roma  diventa poi ancora più apprezzabile se soltanto si considera il clima pesante che si respira all’interno della professione farmaceutica, in ragione degli accadimenti intervenuti negli ultimi tempi (su tutti, l’ingresso del capitale nelle farmacie sancito dalla legge 124/17 sulla concorrenza) e dei molti dossier che, invece, sono aperti da anni e continuano a rimanerlo.

Criticità irrisolte come il rinnovo del Ccnl delle farmacie, la riforma della remunerazione, la stipula della nuova convenzione tra farmacie e Ssn, l’andamento singhiozzante del concorso straordinario voluto dal Cresci Italia e ancora lontano dalla conclusione in molte Regioni e la cosiddetta “anomalia parafarmacia”, per la quale non si intravvedono al momento praticabili ipotesi di soluzione, hanno infatti generato sentimenti di delusione e scoramento che, inevitabilmente, finiscono per ripercuotersi sulla partecipazione al voto. Un effetto depressivo che a Roma (così come peraltro a Napoli, un paio di settimane fa, solo per limitarsi agli Ordini più importanti in termini di numero di iscritti) è stato fortunatamente arginato dalla quota ancora molto significativa di iscritti all’Albo che hanno voluto onorare il voto ordinistico, dimostrando con concretezza di voler “stare sul pezzo” e di continuare a credere nell’autonomia dell’ordinamento professionale.

Le operazioni di scrutinio si svolgeranno nella giornata di oggi e, alla loro conclusione – che è facile prevedere laboriosa, proprio in ragione dei numeri del voto – il Consiglio direttivo che risulterà eletto si riunirà per l’attribuzione delle cariche.

RIFday ne darà conto in tempo reale pubblicando sul suo sito, presumibilmente nel tardo pomeriggio, l’esito del voto, i nomi degli eletti e l’organigramma del vertice che guiderà l’Ordine professionale provinciale fino al 2020.