Mascherine, da ordinanza nazionale ok a vendita “riconfezionata”

Roma, 10 aprile – Alla fine, la questione della vendita “frazionata” delle farmacie – misura empiricamente adottata dalle farmacie per venire incontro alle esigenze delle persone in una situazione di grave criticità nella disponibilità di questi dispositivi di protezione, ma che le aveva esposte ai controlli e alle sanzioni della Guardia di Finanza  – è stata risolta a livello nazionale “colà dove si puote”: un’ordinanza firmata ieri dal commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri (nella foto), prevede infatti che le farmacie potranno vendere singole mascherine, anche in assenza di imballaggi di riferimento ma “riconfezionandole” con le opportune cautele igieniche e sanitarie.

La norma entrerà in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e – riferisce un lancio di Adn Kronos – “consente di superare la speculazione del mercato di mascherine illegali ritenute pericolose e non sicure per i cittadini”. L’ordinanza del commissario straordinario, “urgente e indifferibile”, è finalizzata a “regolare una più opportuna distribuzione di mascherine e di Dpi da parte di farmacie al fine di garantire la più ampia diffusione di questi dispositivi ai cittadini nonché di prevenire la costituzione di forme di mercato a vocazione speculativa ai danni dei cittadini stessi”.

Il provvedimento, che accoglie le istanze avanzate al riguardo dalle sigle delle farmacie e dei farmacisti,   prevede inoltre che la vendita della singola mascherina – che potrà avvenire “anche in assenza degli imballaggi di riferimento, con le opportune cautele igieniche e sanitarie adottate a cura” del venditore – debba avere “un prezzo inferiore o pari all’importo previsto per la singola confezione diviso il numero delle mascherine presenti nella stessa confezione”.