Oms: ‘Covid-19 non è l’influenza, è un virus unico ma è contenibile’

Roma, 4 marzo – Il virus rallenta in Cina e accelera nel resto del mondo. Questa la sintesi del direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus (nella foto), nel corso del briefing quotidiano con i giornalisti di ieri a Ginevra, nel corso del quale ha appunto comunicato che nelle ultime 24 ore ci sono stati quasi nove volte più casi di Covid-19 segnalati all’estero che all’interno della Cina.

“Le epidemie nella Repubblica di Corea, in Italia, in Iran e in Giappone sono la nostra più grande preoccupazione” ha detto Ghebreyesus, precisando che il Sars CoV 2 “è un virus unico e ha caratteristiche uniche, non è l’influenza. Siamo in un territorio incerto, non avevamo mai visto prima un virus respiratorio trasmesso a livello di comunità, ma che può essere contenuto con misure specifiche. Se fosse stato influenza, non sarebbe stato possibile farlo. Il contenimento deve rimanere la priorità principale“, ha ribadito il direttore generale dell’Oms.

Sulle differenze con le comuni influenze, Ghebreyeusus si è voluto soffermare, dettagliandole: in primo luogo,  l’influenza ha nellepersone infette ma non ancora malate i principali motori della trasmissione, il che non sembra essere il caso di Sars CoV 2.
“La prova di ciò viene dalla Cina, dove solo l’1% dei casi riportati non presenta sintomi e la maggior parte di questi casi sviluppa sintomi entro 2 giorni” ha detto al riguardo il DG dell’Oms. Altra differenza è la differenza di mortalità: quella provocata dalla Covid-19 è di circa il 3,4%,  contro il meno dell’1% dell’influenza. “Mentre molte persone in tutto il mondo hanno accumulato immunità ai ceppi di influenza stagionali, quello di Covid-19 è un nuovo virus per il quale nessuno ha immunità”  Ciò significa che più persone sono suscettibili alle infezioni e alcune soffriranno di malattie gravi”, ha aggiunto Tedros.
Terza differenza, mentre esistono vaccini e terapie per l’influenza stagionale, “al momento non esiste un vaccino e nessun trattamento specifico per Covid-19, anche se sono attualemnte in corso studi clinici su terapie e sono in fase di sviluppo oltre 20 vaccini.
Quarta e ultima differena elencata da Ghebreyesus è che se non si può  nemmeno parlare di contenimento per l’influenza stagionale, per il semplice fatto che non è possibile, è invece possibile parlarne per Covid-19.
 “Queste differenze significano che non possiamo trattare Covid-19 allo stesso modo in cui trattiamo l’influenza” ha concluso sul punto il DG Oms. “Ma ciò non toglie che ci siano abbastanza somiglianze (ambedue sono causate da un patogeno respiratorio) e questo dovrebbe rendere più facile gestire la nuova malattia proprio mettendo a frutto l’esperienza accumulata per combattere l’influenza”.

Intanto, continua a calare il numero di casi in Cina. Ieri, Pechino ha riportato 206 casi all’Oms, il dato più basso dal 22 gennaio. Solo otto casi sono stati registrati fuori dalla provincia di Hubei. Fuori dalla Cina, un totale di 8739 è stato registrato in 61 Paesi, con 127 decessi. “Dobbiamo vedere in prospettiva” ha detto Ghebreyesus al riguardo. “Dei casi globali, il 90% è in Cina, soprattutto in Hubei, e dei casi fuori dalla Cina l’81% si registra in quattro Paesi. Quanto al resto dei Paesi toccati, molti hanno riportato una decina di casi, e alcuni solo uno. Sappiamo che le persone sono preoccupate: ci si chiede se il virus si diffonderà nella propria comunità, se i propri figli sono al sicuro. Sì, ci sono quasi 90 mila casi e oltre 3 mila morti in 66 Paesi, ma se vediamo bene la situazione, alcuni hanno poche decine di casi, alcuni solo uno, e solo quattro o cinque Paesi hanno oltre 100 casi. Non è una strada a senso unico, possiamo respingere il coronavirus. Il virus si può contenere. Ancora non è pandemia”.

“Contenere  Covid-19 è fattibile e deve rimanere la massima priorità per tutti i Paesi. con misure precoci e aggressive, possono interrompere la trasmissione” ha insistito Ghebreyesus. “Stiamo monitorando la situazione ogni momento di ogni giorno e analizzando i dati. L’Oms non esiterà a descrivere questo coronavirus come una pandemia se questo è ciò che i dati suggeriranno”.

Il Dg dell’agenzia sanitaria dell’Onu ha quindi  denunciato le speculazioni sui Dpi, i dispositivi di protezione individuale: “I prezzi delle maschere chirurgiche sono aumentati di sei volte, quelli dei respiratori N95 sono più che triplicati e gli abiti costano il doppio” hadetto Ghebreyesus, riferendo che secondo le stime dell’Oms per la risposta a Covid-19 ogni mese saranno necessari 89 milioni di maschere mediche, 76 milioni di guanti da visita e 1,6 milioni di occhiali e che a livello globale le forniture di Dpi dovranno essere aumentate del 40%.

Tornando ai numeri, il virus ha ormai causato 3038 morti nel mondo, con quasi 90mila contagiati  nei 66 Paesi raggiunti dall’infezione. Per il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), sulla base dell’andamento dell’epidemia nel vecchio continente il  rischio associato all’infezione Covid-19 per i cittadini dell’Europa, dello Spazio economico europeo e del Regno Unito è salito di livello. Considerato fin qui da “basso”, attualmente viene valutato da moderato a elevato, in base alla probabilità di trasmissione e all’impatto della malattia.