Omeopatia, insostenibili i costi dei dossier registrativi, è allarme

Roma, 9 novembre – Gli oneri dei dossier di registrazione richiesti alle aziende omeopatiche per rinnovare l’Aic ed elevare di fatto al rango di farmaci i loro prodotti, allineandosi così al quadro normativo europeo, sono insostenibili per i fatturati del comparto e rischiano – in assenza di interventi  correttivi – di  far scomparire dal mercato molti dei rimedi oggi in commercio.

A sostenerlo, al termine di un incontro tenutosi ieri al ministero della Salute, richiesto proprio per rappresentare le posizioni e le richieste di Omeoimprese sulle politiche tariffarie previste dal decreto Lorenzin del dicembre 2016, è lo stesso presidente  della sigla delle aziende che producono omeopatici, Giovanni Gorga.

Le tariffe per la  presentazione dei dossier registrativi per gli omeopatici sono troppo onerose” ha ribadito Gorga. “Siamo ovviamente felici che, con la consegna dei dossier di registrazione all’Aifa,  gli omeopatici superino finalmente uno status di incertezza durato anni. Ma questo non significa che il medicinale omeopatico debba essere considerato alla stessa stregua dell’allopatico. Vanno tenute in considerazione le specificità dei prodotti”.

Gorga è tornato sul punto cruciale della questione: “Le dimensioni e i fatturati delle aziende omeopatiche non sono certo quelli  di chi produce farmaci tradizionali”  ha affermato il presidente di Omeoimprese, portando un esempio: “L’arnica non fattura quanto un antinfiammatorio di natura chimica, le tariffe che si andrebbero ad applicare a questi medicinali  sono insostenibili per i fatturati del comparto. A qualcuno potrà dare fastidio sentirlo dire, ma è impensabile che a ogni rinnovo dell’Aic si debbano pagare fra i 10 e i 20mila euro a dossier”.
Per Omeoimprese, insomma, gli omeopatici da un punto di vista produttivo non possono essere considerati come gli altri farmaci: la differenza di costi e grandezze è così marcata da giustificare ampiamente costi di registrazione e presentazione dei dossier diversi, più sostenibili per le aziende omeopatiche. Ed è in questa direzione e con questo obiettivo che si muoverà la sigla dei produttori di farmaci omeopatici, che nei prossimi giorni invierà una nota al ministero della Salute articolando e argomentando una proposta di tariffe più eque. Con la speranza, ovviamente, di vederla accolta dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin.