Nuova tariffa dei medicinali, fumata bianca dopo 25 anni

Roma, 25 settembre – C’è voluto quasi un quarto di secolo, ma alla fine la nuova Tariffa nazionale per la vendita al pubblico dei medicinali è stata finalmente approvata. Con un decreto ministeriale firmato venerdì scorso, 22 settembre, la ministra della Salute Beatrice Lorenzin (nella foto), in attuazione di quanto previsto dall’articolo 125 del Regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, ha infatti adeguato lo strumento che interviene a regolare la remunerazione delle preparazioni galeniche, i medicinali che il farmacista prepara direttamente per particolari esigenze del paziente su prescrizione del medico, spesso unica risorsa terapeutica disponibile per il trattamento di patologie rare, per il trattamento dei pazienti in età pediatrica e per la personalizzazione della terapia.

Per raggiungere l’atteso traguardo – importante non solo perché adegua il prezzo delle materie prime a quello di mercato, ma perché riconosce economicamente il valore, la complessità e la delicatezza dell’atto professionale specifico del farmacista – è stato decisivo il lavoro svolto dal tavolo tecnico istituito presso lo stesso ministero della Salute, al quale hanno partecipato rappresentanti di Fofi, Federfarma, Assofarm, Farmacieunite, Asfi, Sifap e Utifar.

Il provvedimento individua il metodo di determinazione del prezzo per la preparazione estemporanea e integrale in farmacia dei medicinali per uso umano e veterinari, che tiene conto sia del costo delle sostanze, sia dei costi di preparazione, soprattutto della professionalità dei farmacisti.

Il decreto stabilisce che non è consentito quotare una sostanza a un prezzo diverso da quello indicato nella “Tabella dei prezzi delle sostanze”, anche quando sia stata impiegata una sostanza contraddistinta da marchio registrato. Inoltre, per le sostanze non comprese in Tabella, l’attuale criterio del raddoppio del prezzo viene sostituito dal prezzo di acquisto, determinando un contenimento del prezzo finale del farmaco, con conseguente risparmio di spesa per il paziente.

Vengono, inoltre, aggiornati gli importi dei diritti addizionali: in particolare, è stato soppresso il diritto addizionale diurno per le farmacie urbane e rurali (resto solo per quelle rurali sussidiate). Per quanto attiene invece ai diritti addizionali notturni, è stato aggiornato il relativo importo per le farmacie urbane e rurali e per le rurali sussidiate.

Da ultimo, il decreto stabilisce che i prezzi così determinati non possano essere incrementati in alcun caso e conferma lo sconto, nella misura del 16%, in favore degli enti pubblici o privati aventi finalità di assistenza e beneficenza, tenuti per legge, regolamenti, contratti collettivi, statuti o tavole di fondazione, alla dispensazione dei medicinali agli aventi diritto, escluso comunque il Servizio sanitario nazionale.

Il provvedimento passerà ora al vaglio della Corte dei Conti ed entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.