Nuova remunerazione, conviene o no? Sediva risponde a un quesito

Roma, 22 ottobre – Ma con lo schema di  nuova remunerazione che Federfarma propone alla parte pubblica ci guadagno o ci perdo? Senza perdersi in ragionamenti sui massimi sistemi, è questa la domanda che ogni titolare di farmacia si fa a proposito della riforma dei compensi per il servizio farmaceutico reso dalle farmacie. E sono proprio quesiti diretti come questo che ormai ogni giorno vengono posti ai commercialisti e consulenti che assistono i titolari nella gestione dei loro esercizi.

Un esempio arriva dallo Studio Sediva di Roma, che pubblica oggi sulla sua newsletter  una sorta di cae history relativa alla  “domanda delle cento pistole” che ormai tutti si fanno, formulata appunto da un cliente titolare di farmacia, alla quale risponde uno degli esperti dello studio, Roberto Santori.  Il farmacista in questione – in modo molto diretto –  trasmette al consulente la distinta contabile riepilogativa di agosto della sua farmacia e il relativo elaborato della tariffazione “con viva preghiera di analizzarla in modo che io possa capire se il nuovo schema di remunerazione comporti un guadagno o una perdita”. A completamento della richiesta, il farmacista precisa anche di acquistare i farmaci da una cooperativa con uno sconto medio del 32%.

Nella risposta, l’esperto Sediva si preoccupa prima di tutto di ricordare e riassumere la nuova proposta di remunerazione dei farmaci dispensati agli assistiti per conto del Ssn, la quale consiste in una quota percentuale sul prezzo al pubblico del 7% (al netto dell’iva) e in una quota fissa  “tripartita”: 50 centesimi a confezione per i medicinali con prezzo fino a 4 euro, 1,70 euro per i prodotti fino a 11 euro e 2,60 per quelli oltre gli 11 euro, sempre al netto dell’iva, oltre a quote premiali  su farmaci generici e in altri casi particolari.

Santori procede quindi a sintetizzare in una scheda (riprodotta qui sotto) i dati della Dcr forniti dal cliente e necessari per l’analisi:

Rigo B Importo lordo Ssn € 38.894
Righi C1+C2+C3+C4 Sconto Ssn+Aifa+2,25% – € 2.219
Rigo E1 Ticket – € 5.644
Rigo H Importo netto € 31.031

Dall’importo lordo Ssn pari a euro 38.894, l’esperto scorporare quindi l’iva del 10%, ottenendo un imponibile di 35.358 euro, dal quale – applicando la scontistica del 32% riferita dal cliente –  si ricva un costo dei farmaci pari ad 24.044 euro. Il margine totale che ne consegue con il sistema di remunuerazine attuale,  dato dalla differenza tra l’importo netto liquidato dalla Asl e il costo dei farmaci (31.031 euro meno 24.044) è dunque pari a  6.987 euro.

Per calcolare cosa avverrebbe con la nuova remunerazione, Santori riporta l’elaborato della tariffazione, “perché indispensabile per calcolare quanto le potrebbe essere corrisposto dal Ssn”. Questo il prospetto:

Fascia Pezzi Prezzo al pubblico Remunerazione 7% netto iva Remunerazione fissa Quota premiale
fino a 4€ 916 € 2.444,54 € 155,56 €   458,00 € 83,90
fa 4 a 11€ 1825 € 12.830,32 € 816,47 € 3.102,50 € 162,70
oltre 11€ 510 € 11.186,07 € 711,84 € 1.326,00 € 35,60
Totale   € 26.460,93 € 1.683,87 € 4.886,50 € 282,20

 

A sommare le tre voci del nuovo schema di compensi (margine del 7%, quote fisse e quota premiale) si ottiene la somma di 6.852,57 euro, ovvero un importo leggermente minore (la differenza è di 134 euro) rispetto a quello prodotto dalla remunerazione attuale.

“Il nuovo sistema di remunerazione comporta un vantaggio o un danno proprio in relazione alla capacità contrattuale di acquisto” spiega il consulente Sediva.  Nel caso prospettato dal quesito,  è proprio l’ottimo sconto del 32% ottenuto dal farmacista dalla sua cooperativa a rivelarsi decisivo. Se invece il fornitore avesse applicato lo sconto di legge oggi vigente del 30,35%, il margine ottenuto con l’attuale remunerazione sarebbe sceso a 6.404 euro, così ottenuto: importo lordo Ssn 38.894 al netto di iva al 10%, uguale a 35.358 euro; importo Ssn deivato 35.358 meno lo sconto del 30,35% pari a euro 10.731 uguale  24.827 (costo dei farmaci);  l’importo netto corrisposto dal Ssn pari a euro 31.031 meno il costo dei farmaci pari a euro 24.627 determina appunto un margine di euro 6.404.

Nel secondo caso, dunque, riguardante  i farmacisti con minor potere d’acquisto o con dilazioni di pagamento molto ampie, il nuovo schema di remunerazione comporterebbe un guadagno di circa 449 euro. Questo dicono i conti di Santori, riferiti al caso prospettatogli. Conti che, in tutta evidenza, non vogliono nè possono essere assunti a metro per valutare la nuova remunerazione, anche se vanno in direzione di quella che – all’interno di una parte della categoria – è un’opinione che si va consolidando: il nuovo schema di compensi che si sta andando a proporre presenta risultati controversi e che in ogni caso, con ogni probabilità, non risulteranno decisivi per la soluzione dei problemi di sostenibilità economica delle farmacie.