Nota del Mef, slitta al 20 luglio il termine per versare le imposte

Roma, 24 giugno – Con un comunicato stampa diffuso lunedì 22, il ministero dell’Economia e delle Finanze ha anticipato la notizia della  proroga del termine di scadenza del versamento del saldo 2019 e del primo acconto 2020 delle imposte sui redditi per i contribuenti interessati dall’applicazione degli Indici sintetici di affidabilità (Isa), compresi quelli aderenti al regime forfettario. La proroga, che sarà  disposta in un apposito decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri di prossima emanazione, sposta il termine del pagamento dalla data originariamente prevista
del 30 giugno  a quella del prossimo 20 luglio, senza corresponsione di interessi, oppure alla data del 20 agosto p.v. con il pagamento della usuale maggiorazione dello 0,40%.
La proroga riguarderà soltanto i contribuenti soggetti agli Isa e perciò i soli titolari di partita iva con fatturato annuo non superiore a 5.164.568,99 euro.
Pertanto, se fosse riproposto l’impianto dello scorso anno (lo si saprà con certezza solo dopo la pubblicazione del Dpcm), dovrebbero essere interessati al differimento al 20 luglio (sempre che si tratti di farmacie con fatturato anno non superiore al ricordato limite di 5.164.568,99 euro):

  • tutti i titolari di farmacia in forma individuale;
  • tutti i soci delle società, sia di persone che di capitali, titolari di farmacie a condizione che – se srl – esse abbiano optato, oppure optino ora per il 2019, per il cosiddetto regime di trasparenza (quello che si applica ai soci delle società di persone e che prevede l’imputazione ai fini fiscali del reddito della società ai soci proporzionalmente alla quota di partecipazione di ciascuno);
  • tutte le società di capitali titolari di farmacie in quanto tali, sempreché naturalmente – nel caso si tratti di srl – non abbiamo optato per il regime di trasparenza;
  • tutti i collaboratori in imprese familiari e anche eventuali residui/superstiti associati in partecipazione con apporto di lavoro;
  • i cosiddetti “contribuenti forfettari”, ovvero i soggetti che hanno conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 65.000 euro.

Una nota dello Studio Bacigalupo Lucidi diffusa oggi ha cura di precisare  che non può davvero essere esclusa l’ipotesi che, come già l’anno scorso,  il termine del 20 luglio venga spostato in extremis al 30 settembre 2020: proprio in tal senso è stato presentato un emendamento al Decreto Rilancio,  che dovrà essere convertito entro il  prossimo 18 luglio, quindi a ridosso della scadenza  del 20 luglio.

Resta fissato al 30 giugno 2020 il termine di versamento delle imposte per i non titolari di partita iva e i titolari di partita iva con fatturato superiore al citato importo limite di5.164.568,99 euro.