Parafarmacie, Marazziti: “Ddl Lorenzin occasione per risolvere problema”

Roma, 19 settembreLa gattina presciolosa fece i gattini ciechi: può essere che il presidente di Federfarma Marco Cossolo (nella foto), abbia pensato al vecchio proverbio, nel ribadire ieri la posizione del suo sindacato in ordine alla possibilità di risolvere la più che decennale questione delle parafarmacie intervenendo con un emendamento sul ddl Lorenzin, che questa settimana affronta i suoi passaggi cruciali in Commissione Affari sociali a Montecitorio, per poi approdare al voto dell’Aula nelle prime settimane di ottobre e (forse) essere approvato nella prima finestra utile al Senato.

A giudizio del presidente dei titolari di farmacia, per superare la “singolarità tutta italiana delle parafarmacie” non può infatti davvero bastare un emendamento ma serve “un vero e proprio disegno di legge ad hoc, nel quale dovranno trovare collocazione anche diverse misure collaterali al provvedimento in sé”.

Una linea che il presidente di Federfarma ha confermato ieri, insieme alla presidente Sunifar Silvia Pagliacci, nel corso di un incontro con il presidente della commissione Affari sociali della Camera, Mario Marazziti (presente anche una rappresentanza di parafarmacie, non espressa né accreditata dalla Fnpi, la federazione nazionale: fatto che, ovviamente, ha lasciato sbigottito e furente il sindacato presieduto da Davide Gullotta) per verificare la possibilità di arrivare a misure condivise, da inserire con un emendamento nel ddl Lorenzin sul riordino delle professioni sanitarie, attualmente all’esame della Commissione, e risolvere così in tempi brevi la vexata quaestio delle parafarmacie.

Un incontro nel quale Marazziti è tornato a insistere sulla necessità di approfittare dall’opportunità fornita dal ddl 3868 per provare a risolvere la questione, attesa la disponibilità manifestata dalle due categorie a uscire dalla “anomalia” del doppio sistema, lavorando in direzione di un’ipotesi di riassorbimento dei farmacisti delle parafarmacie che guardi anche alla necessità di aiutare le farmacie in difficoltà.
Il problema sarà oggetto di ulteriori incontri già nei prossimi giorni, per valutare non solo le diverse posizioni e richieste delle due sigle, ma anche le concrete possibilità di trovare una mediazione che possa eventualmente convergere in una proposta condivisa.

L’incontro di ieri ha dunque prodotto un esito in buona sostanza interlocutorio, anche se ha rappresentato per Federfarma un’ulteriore occasione per ribadire alcuni punti fermi. Il primo, appunto, è che la questione – visto il suo grande rilievo – impone calma e cautela: già nella scorsa settimana, Cossolo aveva spiegato che Federfarma ha in corso la predisposizione di un documento (per la cui elaborazione è stato chiesta la collaborazione del costituzionalista Massimo Luciani) che, appena pronto, “verrà presentato alla politica per verificare se può essere il punto di partenza per un confronto”. In ogni caso, ogni eventuale intesa che dovesse essere raggiunta sul punto, dovrà essere sottoposta all’iter previsto dallo  statuto Federfarma e passare quindi dall’assemblea del sindacato.

Al momento, dunque, rispetto alla soluzione della questione parafarmacie – che il presidente della XII Commissione Marazziti insiste per provare a risolverla subito – Federfarma rimane pienamente disponibile al confronto e alla collaborazione, ma mantiene un atteggiamento cauto. A Marazziti sono state però ribadite quelle che il sindacato ritiene essere condizioni non trattabili: no a ulteriori abbassamenti del quorum (“perché con le aperture del concorso straordinario in diverse zone del Paese siamo già sotto i tremila abitanti per farmacia” spiega Cossolo), abolizione della presenza obbligatoria del farmacista nel punto vendita, interruzione immediata del rilascio dei codici univoci e revoca dei codici non ancora attivati.

Il presidente della XII Commissione, però, non sembra demordere: “Se siamo d’accordo sul principio di voler separare i due settori in maniera seria, si tratta di andare a vedere come creare nello specifico, da un lato, un percorso di riassorbimento dei farmacisti delle parafarmacie e dall’altro trovare un sistema per aiutare i farmacisti delle farmacie in difficoltà, affrontando il tema delle farmacie rurali” dichiara Marazziti a Sanità24. “Senza danneggiare una categoria o un’altra. Allora, se c’è una decisione di fondo, che vedo esserci, di tornare a una fisiologia di due settori separati, ritengo che potrebbe essere un errore non utilizzare uno strumento (il ddl Lorenzin, NdR) che permetterebbe di affrontare e chiudere una vicenda decennale piena di contraddizioni già subito in questa legislatura”.

Per Marazziti, dunque, la strada da imboccare sarebbe quella del “qui e ora”. “Immaginare un disegno di legge ad hoc significa rimandare a tempi indefiniti” spiega infatti il presidente della Affari Sociali. “Quindi, se questo è l’interesse profondo delle due categorie, suggerirei di utilizzare gli strumenti che ci sono. Io non ho altro interesse se non quello di facilitare una soluzione. Ora quindi rispetto le opinioni e capisco, ma offro l’occasione di sfruttare al meglio questo mese che ci rimane”.