Napoli, Carabinieri Nas scoprono mercato nero di farmaci salvavita

Roma, 13 giugno – Scoperto a Napoli un mercato nero di farmaci salvavita: cinque provvedimenti di custodia cautelare sono stati eseguiti ieri a Napoli dai carabinieri del Nas a carico di dipendenti di grossisti e deposito di farmaci, accusate di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione e riciclaggio di farmaci provento di furto, con l’accusa di aver rivenduto farmaci rubati a prezzi inferiori a quelli di mercato a grossisti e farmacisti compiacenti. Nell’operazione risultano indagate a vario titolo altre 32 persone tra farmacisti e depositari di Napoli e provincia.
Le indagini disposte dalla Procura di Napoli , secondo quanto riferisce l’Ansa, hanno consentito di scoprire un traffico di farmaci di fascia H (farmaci ospedalieri o ad alto costo) di provenienza illecita, poiché provento di furti, proposti per l’acquisto a grossisti, depositari e farmacisti. I destinatari delle misure (due trasportatori, un rappresentante farmaceutico, un dipendente del settore, un informatore farmaceutico e un responsabile di un deposito di farmaci nella zona orientale di Napoli) avevano costituito un mercato parallelo a quello ufficiale ove reperire i farmaci, in gran parte salvavita, a prezzo inferiore del 50% quello di listino, proposti – secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Nas – con “listini” top secret. I nuovi arrivi, riferisce al riguardo il quotidiano la Repubblica, venivano addirittura inoltrati via e-mail a farmacisti o rappresentanti farmaceutici a conoscenza del sistema truffaldino. Le indagini, secondo quanto riportano altre fonti di stampa, sono durate dall’ottobre 2016 all’aprile 2017 e sarebbero partite dopo alcuni accertamenti amministrativi dei Nas sulle farmacie di Napoli e provincia.

Un informatore farmaceutico proponeva per conto di un grossista l’acquisto di farmaci di fascia H ad alto costo di provenienza illecita, poiché oggetto di furti, ad altri grossisti, depositari e farmacisti compiacenti attraverso l’approntamento di dettagliate liste; c’erano anche anabolizzanti e farmaci provenienti dall’estero, il cui commercio non era mai stato autorizzato; altri invece erano custoditi in pessime condizioni igienico-sanitarie.

Dalle indagini è anche emerso che i membri dell’organizzazione criminale avevano denunciato al datore di lavoro, con un esposto anonimo, un altro addetto al deposito di farmaci che si era accorto che qualcosa non andava. I prodotti in più venivano fatti poi sparire prima della consegna dai due autotrasportatori coinvolti; oppure, i farmacisti onesti li rimandavano indietro e a quel punto il rappresentante li faceva sparire reimmettendoli nel mercato illegale.

Le indagini hanno accertato che il valore dei medicinali che la banda aveva a disposizione superava il milione di euro. Inoltre c’era un rischio concreto per la salute in quanto molti dei medicinali venduti erano mal conservati o prossimi alla scadenza.