Mnlf: “Parfarmacie, risorse da potenziare per Ssn, Federfarma miope”

 

Roma, 27 febbraio – “Le parafarmacie in Italia sono una risorsa per il Sistema sanitario nazionale, non sono una anomalia e non vanno cancellate, ma coinvolte, valorizzate e potenziate nell’interesse della tutela della salute pubblica”.

Arriva a strettissimo giro la risposta del Momvimento nazionale dei liberi farmacisti all’ipotesi

di un “superamento” dell’esperienze delle parafarmacie, che Federfarma è tornata ad avanzare pubblicamente in occasione degli Stati generali della farmacia tenutisi ieri a ROma.

In un comunicato stampa difuso nella mattinata di oggi, Mnlf definisce quella del sindacato dei titolari “una posizione conservatrice che va contro gli interessi dei cittadini”.

“Questi esercizi nati nel 2006 si sono imposti su tutto il territorio nazionale come un’importante risorsa economica, lavorativa, sanitaria e sociale del Paese” si legge nel comunicato. “Creazione di nuovi posti di lavoro, gettito fiscale, imprenditoria, professionalità, capillarità e servizio alla comunità sono i punti di forza di una realtà che, piaccia o meno,  è ormai radicata nel tessuto economico italiano.

Per questo, a giudizio di Mnlf, tentare di portare indietro nel tempo l’orologio delle liberalizzazioni, come fa Federfarma, “è contrario a qualsiasi logica economica e il progetto d’impedire nuove aperture togliendo, al contempo, l’obbligo della presenza del farmacista pericoloso”.
Per la sigla dei liberi farmacisti, il sindacato dei titolari di farmacia, “perseverando nel suo  disegno di liberarsi di un soggetto economico che determina concorrenza, crea all’interno della categoria professionale, una insanabile frattura che aumenta i livelli d’iniquità e diseguaglianza già alti”.

Al riguardo, il comunicato chiama in causa polemicamente Il silenzio dei vertici della Fofi, “che appoggiano da ‘dietro le quinte’” tale posizione”. Silenzio che viene definito  “sconcertante e la dice lunga sul livello di rappresentatività di una istituzione che dovrebbe essere a fianco di tutti i farmacisti italiani. Il silenzio del presidente della Fofi Mandelli, le dichiarazioni del segretario Pace, sono la prova provata che l’Ordine dei Farmacisti italiani si preoccupa solo degli interessi di una parte della categoria”.

“Ci domandiamo quando in Federfarma prevarrà il buon senso e le parafarmacie verranno considerate interlocutori seri quali sono,  anche per porre argine comune alle multinazionali a cui fa certamente più gola un mercato chiuso, monopolista, che uno aperto e plurale” continua la nota del Mnlf. “È bene che Federfarma non dimentichi che nelle parafarmacie ci sono dei colleghi che operano. Sicuri che questi siano i nemici veri?”

Il comunicato dei liberi farmacisti chiude con un appello alle forze politiche “di non dar seguito alle richieste provenienti da chi, dopo aver permesso l’arrivo delle multinazionali, vuole consolidare l’oligopolio in cui si è trasformata la distribuzione dei farmaci in Italia, eliminando per legge un competitor tra i più innovativi”.

Richiamata, al contrario, la necessità di “rafforzare l’esperienza delle parafarmacie, per migliorare i criteri di qualità, servizio, reperibilità e risparmio in ambito farmaceutico” e di “riconoscere la piena dignità professionale dei farmacisti che vi operano per utilizzare al meglio un professionista per cui lo Stato ha investito risorse economiche per prepararlo alla professione”, garantendo in questo modo “un vantaggio alla salute pubblica”, il comunicato Mnlf insiste sulle liberalizzazioni affermando che  “non vanno bloccate o depotenziate, ma rafforzate perché rappresentano un formidabile volano, a costo zero per lo Stato, per la crescita economica del Paese”.

“Se al contrario, si vuole aprire una nuova stagione di battaglie restauratrici, noi siamo pronti, al nostro fianco chiameremo il soggetto che ci perderebbe di più da eventuali controriforme: il cittadino” conclude  il comunicato. “Siamo convinti che egli sia ben consapevole, aldilà delle menzogne, di chi difende realmente i suoi interessi e chi tutela solo il proprio tornaconto corporativo”.