Mnlf: “Giù le mani dalle parafarmacie, no a ritorno al monopolio”

Roma, 26 settembre – “Intorno al Ddl Lorenzin si sta giocando una ‘sporca’ partita e complice l’ingenuità politica di alcuni colleghi che rappresentano solo se stessi, si cerca di azzerare l’esperienza delle parafarmacie in Italia tutt’altro che fallimentare”.

Questo il duro giudizio che il Movimento nazionale dei liberi farmacisti, in una nota alla stampa diffusa nella mattinata di oggi, pronuncia a proposito dell’intesa attività che nelle ultime settimane si registra a livello categoriale (ma anche politico) a proposito della cosiddetta “anomalia parafarmacie”, tornata d’attualità dopo la presentazione da parte della deputata Pd Silvia Fregolent di proposte correttive al ddl Lorenzin finalizzate a “riassorbire” questi esercizi all’interno del sistema farmaceutico nazionale.

“Federfarma ci riprova e, malgrado abbia cambiato gruppo dirigente, coglie l’inesperienza di alcuni e prova a riportare indietro nel tempo le lancette della concorrenza in Italia, eliminando le parafarmacie” si legge nel comunicato Mnlf. “Una miopia strategica che continua dopo la fallimentare esperienza del ddl Concorrenza ove tanto impegno non era stato profuso nell’opporsi all’entrata delle multinazionali, segno che a qualcuno la scelta del Governo Renzi prima e Gentiloni poi, non è dispiaciuta”.

Da Mnlf e dalla Confederazione Unitaria delle Libere parafarmacie italiane arriva dunque “un no secco e senza possibilità di mediazione a tutte le proposte di Federfarma: no al blocco delle nuove autorizzazioni per aprire parafarmacie, no all’eliminazione dell’obbligo del farmacista per nessun principio attivo, no a riassorbimenti o modifiche del concorso straordinario”.

Per i liberi farmacisti, la strada verso cui muovere è tutt’altra, ovvero “la liberalizzazione dei farmaci Sop e Otc, nonché la vendita di tutti i farmaci veterinari e la possibilità di preparare galenici senza prescrizione nelle parafarmacie”, definite  “conquiste di libertà in favore dei consumatori che hanno visto calmierare i prezzi e migliorare la qualità dell’offerta”.

Ricordando che con le parafarmacie “sono stati creati migliaia nuovi posti di lavoro  proprio quando la farmacia non assumeva o  faceva ricorso a contratti precari o a tempo determinato”, il comunicato Mnlf ne rivendica la paternità, sia pure “insieme ad altri”, affermando che “non starà certamente con le mani in mano, mentre altri tentano di tornare al passato di un monopolio totale e assoluto”.

Respingendo la tesi che quella delle parafarmacie sia stata un’esperienza fallimentare, Mnlf sostiene al contrario che esse “dovrebbero essere ringraziate ogni giorno per aver fatto da ‘ammortizzatore sociale’ a una crisi occupazionale creata ad arte dalle farmacie al fine di compensare i minori introiti derivati dal Ssn risparmiando sui dipendenti con contratti al limite dello schiavismo”.

Un duro affondo è quindi riservato ai “pochi che tentano di trasformare i propri esercizi in farmacie attraverso agevolazioni nei concorsi”, ai quali non va riservata  “nessuna comprensione, paradossalmente tutti i farmacisti italiani non titolari potrebbero chiedere un risarcimento perché è stato loro impedito il libero esercizio della professione dopo che l’esame di stato aveva sancito loro la qualifica di liberi professionisti”.

“Le parafarmacie italiane sono una esperienza positiva di libertà che va rafforzata a cominciare da un “robusto” delisting con relativo passaggio di farmaci con obbligo di ricetta a senza prescrizione medica per principi attivi di consolidato uso” scrive ancora il Mnlf.

“Misura questa su cui l’Aifa è già in netto ritardo e che non farebbe altro che ratificare e riportare negli argini della legalità ciò che avviene tutti i giorni in farmacia ove questi medicinali sono sistematicamente consegnati senza ricetta medica quando la legislazione lo impedirebbe”.
Altro versante su cui intervenire è quello dei servizi alla popolazione, che per Mnlf andrebbero “rafforzati tutti,  eliminando quegli ostacoli ‘corporativi’ che ne impediscono lo sviluppo, con particolare riferimento alle autoanalisi (alcune regioni le impediscono), la consegna in convenzione di prodotti per i celiaci, per l’incontinenza, le teleprenotazioni di analisi e visite specialistiche. Tutti servizi per i cittadini a costo zero per lo Stato, tutti servizi per diagnosi precoci che facilitano la vita di chi deve tutelare la propria salute pagando di tasca propria”.

Mnlf comunica quindi di aver costituito insieme alla Confederazione delle Libere parafarmacie italiane una commissione esclusivamente dedicata a “studiare forme di protesta e disobbedienza civile se le proposte Federfarma dovessero trovare sponda politica. Tra le misure all’attenzione della commissione i contributi per l’iscrizione all’Ordine e all’Enpaf”.

In chiusura, un invito tutto rivolto alla politica: “Il sindacato dei titolari di farmacia e comitati affini non rappresentano i farmacisti italiani ma solo i propri particolari interessi, la politica si occupi di come ampliare i confini di libertà dei cittadini invece di rincorrere le sirene “stonate” del consenso elettorale”.