Mnlf: “Farmacie, libero esercizio unica soluzione alle iniquità”

Roma, 1 settembre – L’unico modo per risolvere iniquità e sperequazioni del servizio farmaceutico, destinate ad aumentare con l’approvazione della legge sul mercato e la concorrenza, il cui solo effetto sarà quello di introdurre un oligopolio in un mercato monopolista, è quello di introdurre il libero esercizio.

Ad affermarlo, in una nota diffusa ieri, è il Movimento nazionale liberi farmacisti, secondo il quale la discussione e l’approvazione del ddl Concorrenza (approvato definitivamente dal Senato con voto di fiducia  il 2 agosto scorso, pubblicato 12 giorni dopo sulla Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore tre giorni fa, il 29 agosto)  “ha messo a nudo tutte le contraddizioni di una politica sempre più lontana dai diritti dei cittadini, sia che essi siano professionisti o consumatori”.

La parte della legge che riguarda le farmacie, sostengono i liberi farmacisti, “non porta alcun beneficio ai consumatori che non godranno di alcun vantaggio concorrenziale sui farmaci pagati di tasca propria e non allarga la platea di coloro che intendono intraprendere liberamente la propria professione”.

Proprio per questo, il Mnlf rilancia il libero esercizio della professione “come unica soluzione possibile per risolvere la decennale iniquità presente nel settore: il libero esercizio della professione”, chiedendo all’Antitrust di dare indicazioni precise al Parlamento affinché le distorsioni del mercato e la sua possibile deriva verso la costituzione di un oligopolio favorita dalla legge sulla concorrenza “siano definitivamente risolte”.

Per Mnlf, è compito dell’Autorithy “indicare la strada, che necessariamente deve passare o attraverso l’abolizione del numero chiuso di farmacie sul territorio, o attraverso la costituzione di della farmacia non convenzionata”. Quest’ultima, in particolare, deve essere lasciata libera “di detenere e vendere tutti i farmaci, nessuno escluso, in regime di non convenzione statale. Naturalmente con la garanzia del professionista laureato, ovvero il farmacista”.

“Con una popolazione che sta sempre più invecchiando e un sistema sanitario nazionale che si sta rapidamente spostando verso una partecipazione diretta alla spesa dei cittadini” scrivono i liberi farmacisti  “non è più possibile impedire che agli stessi venga resa impossibile la scelta tra sistemi diversi d’offerta. Il mondo della farmacia è sostanzialmente fermo al decreto Bersani: da allora è fallito il concorso straordinario che doveva aprire migliaia di farmacie e sono falliti tutti gli altri tentativi di aprire il settore”.

Per Mnlf, infatti, “sono aumentati i privilegi e come dimostra il ddl Concorrenza si è guardato più agli interessi degli attori presenti nel mercato che a quelli generali“.

“È arrivato il momento di cambiare passo, l’abolizione di monopoli/oligopoli crea nuove opportunità d’investimento, nuovi posti di lavoro e risparmi per i cittadini” conclude la nota dei liberi farmacisti. “L’Italia non può fare scelte anglosassoni a metà, mantenendo una riserva sul numero di esercizi ma permettendo allo stesso tempo la costituzione di catene di farmacie: la libertà del mercato o è totale o non è”.