Mnlf e Fnpi rispondono a Fregolent: “Vuoi restaurare il monopolio”

Roma, 30 ottobre – Arriva una nuova replica alla sollecitazione lanciata alla fine della scorsa settimana dalla vicepresidente dei deputati Pd, Silvia Fregolent, per provare a risolvere il nodo parafarmacie con misure ad hoc da inserire nella Legge di bilancio che sta per iniziare il suo percorso in Parlamento. A rispondere all’esponente dem, da qualche tempo molto attiva sul tema, è una nota congiunta da Movimento nazionale liberi farmacisti, Federazione nazionale parafarmacie italiane e Confederazione unitaria libere parafarmacie italiane diffusa nella mattinata di oggi.

“Le parafarmacie italiane sono una risorsa per l’intero sistema farmaceutico, non sono una anomalia. Esse hanno creato dal nulla nuova occupazione, nuovi investimenti, opportunità di risparmio per i cittadini e vera concorrenza in un sistema bloccato da tempo” si legge nel documento “L’unica via per rendere tale settore stabile è quello di completare i processi di liberalizzazione rimasti a metà, vera causa delle sofferenze economiche di alcune parafarmacie, e dare avvio ad una nuova fase riformatrice che porti in tempi brevi alla creazione di un sistema duale di distribuzione del farmaco, ovvero alla creazione della farmacia non convenzionata. Altre soluzioni, oltre ad essere parziali, sono incostituzionali”.
“La proposta dell’on. Fregolent e di parte del Pd,  finalizzata nella sostanza a porre la parola fine all’esperienza delle parafarmacie italiane, è rimandata al mittente perché priva di sostanza e diretta esplicitamente a sostenere la prossima campagna elettorale” continua la nota delle tre sigle, da sempre favorevoli a una maggiore liberalizzazione del settore. “Il progetto sostenuto da alcuni esponenti del Pd di riassorbire alcuni farmacisti titolari di parafarmacia nel Ssn è una proposta tutt’altro che liberale, al contrario appare conservatrice se non restauratrice di un monopolio assoluto”.
Per Mnlf, Fnpi e Confederazione delle libere parafarmacie, l’ipotesi di rigirare ai farmacisti delle parafarmacie parte delle sedi non aperte nel concorso straordinario del 2012 “è un inganno e non una vera soluzione, è un miraggio che può essere accettato solo da chi non ha nulla da perdere e non dalle migliaia di farmacisti che quotidianamente portano a casa lo stipendio grazie alla propria parafarmacia. Esercizio, la parafarmacia che, tra le altre cose, dovrebbe essere sradicato dal proprio territorio ove l’attività si è faticosamente stabilita, per riaprire in zone per lo più inappetibili perché prive di sostentamento economico”.
Le tre sigle contestano quindi la sortita di Fregolent, ritenendola in definitiva solo “un grande spot elettorale che porterebbe al solito pasticcio all’italiana con conseguenti ricorsi e lungaggini.  Lo stesso concorsone del 2012 ha ingenerato migliaia di ricorsi e situazioni assurde, con piante organiche spesso imbarazzanti e lungaggini burocratiche che hanno portato in diverse regioni ritardi ormai insostenibili.
 In tutto questo non c’è alcun vantaggio per i cittadini e i consumatori, ma c’è appieno un vecchio sistema di fare politica che sfiora il clientelismo”.
Per Mnlf, Fnpi e Libere parafarmacie, inoltre, “l‘argomento, affrontato nella legge di stabilità, appare avulso dal contesto della legge di bilancio, mentre la proposta Fregolent appare una esplicita ‘forzatura’ che con la debole motivazione dell’emergenza, nasconde tentativi corporativi d’impedire l’apertura di nuove parafarmacie (blocco dei codici univoci) ed eliminazione dell’obbligo della presenza del farmacista in questi esercizi. Obbiettivi che unitariamente le Associazioni più rappresentative delle parafarmacie italiane e dei farmacisti non titolari rifiutano in toto”.
“Qualsiasi provvedimento al di fuori da quanto sopra indicato”  conclude la nota “è illegittimo perché espressione di una minoranza e diretto a tutelare o creare nuovi privilegi, privilegi contrari agli interessi della maggioranza dei cittadini e a quelli del Paese”.