Ministero della Salute, coniata moneta da 2 euro per celebrare il 60°

Roma, 6 marzo – Oggi pare impossibile anche solo crederci, ma nel nostro Paese c’è stato un tempo (neppure troppo lontano) in cui la sanità era una materia così negletta, nella considerazione della politica e delle istituzioni, da non meritare neppure un ministero dedicato.

A occuparsene, nell’Italia post-unitaria, è stato per quasi un secolo il ministero dell’Interno, con un’apposita Direzione generale della sanità pubblica, e soltanto nel secondo dopoguerra si mise a fuoco la necessità di un upgrading.  Venne quindi soppressa la Direzione generale, per sostituirla nell’estate del 1945 con l’Acis, l’Alto Commissariato per l’Igiene e la Sanità pubblica, alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Fu il prodromo per la costituzione del ministero (con portafoglio), che dovette però aspettare ancora 13 anni per vedere la luce: fu infatti la legge 13 marzo 1958, n. 296 a istituire il dicastero della Sanità (presidente del Consiglio dei Ministri dell’epoca era Amintore Fanfani, al suo secondo governo), che accorpò le funzioni dell’Acis.

Per ricordare e celebrare quell’evento, in considerazione della sua importanza per la salute dei cittadini, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha emesso una moneta da 2 euro (nella foto).

La moneta celebrativa avrà a una tiratura di 10.000 pezzi per la versione “Fior di Conio” e di 5.000 pezzi per la versione “proof”. Disegnata dall’artista incisore Silvia Petrassi e coniata presso le officine della Zecca dello Stato, mostra la rappresentazione allegorica della Salute con alcuni elementi simbolo delle attività del Ministero: ambiente, ricerca, alimentazione e medicina. Nel campo di sinistra, il monogramma «RI», acronimo di Repubblica italiana; in alto «R», identificativo della Zecca di Roma. Nel giro, la scritta «Ministero della Salute», le date «1958 – 2018» e le dodici stelle dell’Unione europea.

Le monete italiane sono distribuite dalla Banca d’Italia al valore nominale.