Ambrosetti: “Farmacie indispensabili per riorganizzare la sanità”

Roma, 11 novembre – C’è ampio spazio anche per le le farmacie, alle quali è dedicato uno specifico capitolo, nel Rapporto annuale di Meridiano Sanità, realizzato da The European House-Ambrosetti e presentato il 10 novembre in occasione del XV forum omonimo, dedicato come di consueto a una larga analisi e riflessione su come ripensare l’assistenza sanitaria nel nostro Paese, innovando la sanità italiana e valorizzando il binomio salute-economia.

Un ripensamento che, secondo il rapporto di Meridiano Sanità, dovrà passare anche attraverso una nuova, diversa e più ampia considerazione del ruolo e delle funzioni delle farmacie di comunità. “Le farmacie rappresentano, insieme ai medici di medicina generale, un presidio del Ssn sul territorio e un punto di riferimento per il malato cronico, il caregiver e il cittadino in generale” afferma con chiarezza il rapporto. “Nel momento in cui la pandemia di Covid-19 rende impellente e accelera la necessità di dare una risposta sul territorio ai cittadini, il ricorso alla farmacia consente di evitare accessi impropri ai Pronto soccorso e agli ospedali, trovare una soluzione al sovraccarico del Ssn rafforzando la medicina del territorio e dando un servizio di prossimità. Grazie alla loro presenza capillare, all’ampia accessibilità e alla professionalità del farmacista, le farmacie forniscono un contributo importante nell’erogazione di servizi sanitari di prima assistenza, attività di prevenzione e orientamento del cittadino verso i presidi sanitari adeguati, oltre a dispensare farmaci e dispositivi necessari per il trattamento di molte patologie”. Esplito anche il riconoscimento al farmacista, professionista che “avendo tradizionalmente coltivato e sviluppato un rapporto di fiducia con i cittadini, soprattutto nelle comunità più piccole, ed essendo una figura ad alta professionalità, ricopre un ruolo fondamentale nella promozione di stili di vita sani, attività di informazione ed educazione sanitaria, di prevenzione e supporto all’aderenza terapeutica dei pazienti cronici, condividendo protocolli condivisi con specialisti e Mmg riconosciuti e promossi dal Piano nazionale cronicità, pubblicato dal ministero della Salute nel 2016″.

CRisultato immagine per andrea mandelli oncetti che la professione farmaceutica sostiene da tempo, non sempre né del tutto ascoltata e che il presidente della Fofi Andrea Mandelli  (nella foto a sinistra), intervenuto ai lavori del forum della European House Ambrosetti, ha avuto buon gioco a riprendere ed enfatizzare, reclamando un cambio di passo, che l’emergenza sanitaria in corso rende peraltro urgente, a partire dal nodo vaccini.

Già dal mese di maggio avevo suggerito al ministro Speranza di inserire il vaccino influenzale nei farmaci a carico del Ssn per evitare la frammentazione delle 21 regioni, con alcune che oggi hanno fatto bene altre sono rimaste indietro e non riescono a rispondere alla domanda dei cittadini” ha detto il presidente della federazione dei farmacisti, che ha subito ampliato e spostato in avanti il discorso. Il tema, infatti, chiama inevitabilmente il causa l’arrivo ormai prossimo dei vaccini anti-Covid, che rappresenteranno una sfida gigantesca per i sistemi sanitari, che non dovranno nè potranno farsi trovare impreparati. “La sfida logistica per la distribuzione sarà enorme, soprattutto se pensiamo che, il vaccino annnunciato in questi giorni deve essere conservato a -70 °C, altri richiedono due dosi successive” ha detto al riguardo Mandelli, sottolineando l’esistenza di “un problema organizzativo da affrontare e nell’immediato. Dobbiamo pensare a una rete sul territorio in grado di rispondere concretamente alle richieste di tutta la popolazione”.

Il presidente della Fofi insiste ormai da mesi sull’argomento e anche nel suo intervento di ieri ha ricordato le proposte avanzate alle autorità sanitarie, a partire da quello di realizzare percorsi formativi specifici per far sì che il sistema sanitario pubblico, come già avviene in molti altri Paesi, possa avvalersi delle farmacie e dei farmacisti anche nei programmi di vaccinazione. “Al medico spetta il predominio sotto il profilo dell’anamnesi e della prescrizione, ma finito questo momento chi se non un sanitario sul territorio potrà interfacciarsi immediatamente con il cittadino evitando le lunghe code che abbiamo visti in queste settimane, per poter accedere a un loro diritto” ha affermato Mandelli. “Cominciamo a ragionare sulla logistica e sulla somministrazione del vaccino. Il Rapporto di Meridiano Sanità scatta una fotografia precisa su come i Paesi europei ed extra europei hanno la capacità di vaccinare. Il vaccino antinfluenzale viene somministrato dal farmacista. Questa volta però c’è in gioco la pelle della gente. Non possiamo ancora mantenere posizioni anacronistiche appellandoci a regi decreti. Cominciamo a intraprendere un percorso di sburocratizzazione”.

L’unico, peraltro, in grado di porre rimedio ai ritardi nelle cure ai malati oncologici e cronici accumulati a causa della pandemia, che rischiano di produrre effetti irreversibili. “Il paziente cronico deve trovare immediatamente risposte”  ha detto al riguardo il presidente della Fofi. “Va creata una rete di professionisti, ognuno con le sue specificità e peculiarità senza invadere le competenze altrui. Abbiamo poche settimane per riorganizzare il nostro servizio sanitario che deve essere sostenibile e deve evolversi in base alle nuove necessità. Troviamo quindi la maniera per remunerare i farmacisti sul territorio” ha concluso Mandelli. “Abbiamo bisogno davvero che queste pagine drammatiche si trasformino in atti concreti per cambiare la nostra sanità, avremo situazioni straordinariamente drammatiche da affrontare. E non pensare di rimettere a posto la sanità con il Mes è sbagliato”.

Più in generale, il rapporto di Meridiano Sanità  evidenzia 15 priorità da aggredire, 15 punti su cui viene  richiamata l’attenzione della politica, delle istituzioni e di tutti gli operatori, a partire dalla necessità di aumentare in maniera strutturale le risorse del Fondo sanitario nazionale, definendo una soglia minima in percentuale del Pil per il prossimo triennio (7%), da consolidare negli anni successivi, prevedendo, nel caso in cui la crescita dell’economia si attesti su valori inferiori alle stime, una spesa minima pro capite pari a 2.000 euro.

Sul terreno dell’economia del sistema, c’è poi l’indicazione di utilizzare le risorse europee a disposizione, in primis quelle previste dal Recovery Fund europeo, per finanziare una riforma strutturale del sistema sanitario, partendo dal potenziamento del personale, l’ammodernamento degli ospedali e la riorganizzazione della rete del territorio in un modello di connected care. Quindi si parla della necessità di cambiare paradigma, potenziando la prevenzione con interventi sugli stili di vita e l’ambiente (a partire da  attività fisica e alimentazione, mobilità e qualità dell’aria) attingendo anche ad altri settori, oltre alla sanità, che hanno impatto sulla salute con un approccio intersettoriale e coordinato. Ancora,

Oltre a sottolineare la necessità di implementare modelli sperimentali di finanziamento a carattere pubblico-privato, come gli health impact bond, per consentire la diffusione di soluzioni innovative sia nella gestione delle cronicità sia nella definizione di programmi per promuovere stili di vita per prevenire le principali patologie, il Rapporto suggerisce di mantenere e potenziare i fondi ad hoc per i farmaci innovativi istituiti con la Legge di bilancio 2018, anche alla luce delle importanti innovazioni farmaceutiche già disponibili e in arrivo nei prossimi anni e di introdurre misure volte a sperimentare nuovi meccanismi di trasferimento/compensazione di risorse tra le voci di spesa sanitaria (soprattutto quella farmaceutica) e di spesa sociale (voci di spesa assistenziale e previdenziale dell’Inps) al fine di ottimizzare le risorse già oggi destinate alla salute.

Inevitabile il richiamo alla necessità di sviluppare un contesto normativo stabile (con un respiro di almeno cinque anni) che sostenga l’innovazione tecnologica supportando l’evoluzione dell’infrastruttura digitale esistente, guidi verso modelli di industria 4.0 e processi industriali innovativi e riduca la variabilità regionale. E non meno prevedibile l’indicazione di accelerare il processo di revisione della governance della spesa farmaceutica per rimuovere o mitigare gli effetti distorsivi e penalizzanti per le aziende farmaceutiche più innovative derivanti dal sistema dei tetti di spesa e dal payback. Nell’immediato è indispensabile l’introduzione di un meccanismo di compensazione tra i due tetti di spesa farmaceutica. Tali interventi sono necessari al fine di contribuire a rendere il settore più competitivo nel contesto internazionale e il sistema-Italia più attrattivo per gli investimenti in ricerca e produzione.

Mci sono anche altri “compiti a casa”  che i decisori del Paese debbono fare con la massima urgenza:  aggiornare i piani programmatici a partire da oncologia, salute mentale, malattie rare, antimicrobico-resistenza e vaccini e dare piena attuazione al Piano Cronicità monitorandone l’implementazione a livello regionale ad esempio, ma anche ridefinire la programmazione del fabbisogno di medici in base agli scenari epidemiologici, prevedendo un importante piano di assunzioni, attivare interventi specifici per recuperare i cali degli screening e delle vaccinazioni di questi mesi anche attraverso un maggior coinvolgimento della Mmg e delle farmacie, sviluppare politiche mirate di prevenzione, gestione e monitoraggio delle infezioni all’interno delle strutture ospedaliere e sanitarie,  potenziare i sistemi di sorveglianza delle malattie infettive a livello territoriale attraverso l’istituzione di osservatori epidemiologici e il potenziamento dei dipartimenti diRisultato immagine per valerio de molli ambrosetti prevenzione e, infine, adottare un approccio di value public procurement adottando criteri più orientati alla qualità, e attivando nel contesto legislativo già disponibile, lo strumento dell’Accordo quadro multi-fornitore con quote per avere una maggiore flessibilità e disponibilità di farmaci/tecnologie per i pazienti e contribuire ad una migliore programmazione della produzione.

Un’agenda troppo densa? Forse, ma per The European House Ambrosetti l’obiettivo di cambiare l’ecosistema della salute del Paese passa per questi obiettivi. E se c’è una cosa da fare, senza aspettare altro tempo (perché ormai non ce n’è più) è quello di cominciare fin da subito a provare a raggiungerli. Perché, come ha sintetizzato nel suo intervento di presentazione Valerio De Molli, managing partner e amministratore delegato di The European House (nella foto a destra), “la pandemia ci ha insegnato che la salute è elemento indispensabile per il benessere e la crescita economica e sociale del Paese e che investire in sanità è una priorità”.